MANTOVA – PARCO TE
Il percorso cicloturistico che collega Mantova a Sabbioneta parte da uno dei luoghi più iconici della città: Palazzo Te, gioiello rinascimentale progettato dal celebre architetto Giulio Romano e commissionato da Federico II Gonzaga, figlio di Isabella d’Este e di Francesco II Gonzaga, villa degli ozi e degli svaghi.
L’itinerario inizia sotto l’asburgico Portale delle Aquile e s’inoltra nello splendido Parco Te, dove, all’inizio del Novecento, si correva il Circuito del Te, un percorso cittadino in cui si sfidavano i primi motociclisti ed automobilisti agli albori del motorismo competitivo. Tra questi spicca il nome di Tazio Nuvolari ricordato a Mantova in un museo a lui dedicato.
PONTE DI BARCHE - TORRE D’OGLIO
Dopo circa 22 km da Mantova, si giunge alla confluenza dei fiumi Oglio e Po e si può ammirare Corte Motta, un bellissimo esempio di architettura rurale, selezionato da Bertolucci come location del suo film Novecento.
Proseguendo per qualche centinaio di metri si arriva in località Torre d'Oglio, una piccola frazione del Comune di Marcaria, collocata vicino all'omonimo fiume. Il suo nome deriva da una torre che un tempo ospitava un convento e costituiva un punto di avvistamento per eventuali nemici.
SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE
Lasciatoci alle spalle il fascino sospeso del Ponte di Barche di Torre d'Oglio, il percorso si snoda nel cuore di una terra definita e plasmata dall'acqua. Ci troviamo nel territorio dell’Ecomuseo tra Oglio e Po, un’area dove la storia, l’economia e l’identità culturale fluiscono insieme lungo le sponde dei due grandi fiumi.
Il nome stesso della frazione, San Matteo delle Chiaviche, svela la funzione vitale di questo luogo: la gestione delle acque per l’irrigazione e la sicurezza idraulica. L'impianto idrovoro svolge un ruolo fondamentale nello smaltimento delle acque di un vasto bacino idraulico di circa 32 mila ettari, attraverso i canali Navarolo, Ceriana e Fossola, convoglia le acque affluenti nel fiume Oglio, con una portata globale di circa 53 mila litri al secondo e una differenza di quota massima di 8 metri.
Commessaggio, borgo strategico nel cuore della pianura.
Vespasiano Gonzaga eresse a Commessaggio l’imponente Torrazzo, a guardia del canale Navarolo, quale segno del suo dominio nel borgo di origini medievali.
Nel 1567, Vespasiano Gonzaga acquisisce il feudo di Commessaggio a seguito di una causa risolta a suo favore presso la corte imperiale. Nella seconda metà del Cinquecento il borgo si trovava in una posizione favorevole, lungo il canale navigabile Navarolo, che sfocia nei fiumi Oglio e Po. Pertanto, il suo possesso garantiva il controllo delle rotte commerciali fluviali, consentendo il transito dei mercanti evitando i dazi di passaggio imposti da altre signorie.
VILLA PASQUALI - CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE
Una meraviglia barocca, a due passi da Sabbioneta
Poco prima di arrivare a Sabbioneta, nella località di Villa Pasquali, è possibile ammirare un autentico capolavoro barocco. È la Chiesa monumentale di Sant’Antonio Abate, conosciuta per le sue “prospettive celesti”, doppie volte in cotto sovrapposte che rivestono la cupola e le absidi: la superiore è dipinta di azzurro a simulare un cielo e quella inferiore traforata come fosse un merletto in muratura.
SABBIONETA
L’arrivo a Sabbioneta avviene attraverso l’imponete Porta Imperiale.
Per conoscere Sabbioneta conviene seguire un percorso che consenta di cogliere l’armonia progettuale della città.
Sabbioneta, città di fondazione (urbs condita), fu edificata tra il 1556 ed il 1591 per volere di Vespasiano Gonzaga. Vale la pena prendersi il tempo di percorrere, dove possibile, la linea esterna della cinta muraria, limite tra la città e il territorio e strumento di difesa verso gli assalti esterni. Per secoli Sabbioneta fu considerata un perfetto modello di piazzaforte militare: Città del Principe ma anche Città Fortezza. La cinta che circonda Sabbioneta, alta circa 6-7 metri rispetto ai terreni circostanti, prende la forma di una stella a sei punte. Oggi è ancora quasi completamente integra, circondata da un fossato che ne sottolinea la natura difensiva.
L’assetto viario è disposto secondo l’antico schema dell’accampamento romano, con strade ortogonali che delineano 34 isolati. Nel centro storico si ritrovano tutti gli edifici che caratterizzano una corte aristocratica: il Palazzo Ducale per il governo della città, Palazzo Giardino con la Galleria degli Antichi per gli svaghi, il Teatro all’Antica per gli spettacoli di corte.