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Musei 138 risultati di ricerca
Arte & Cultura
Biennale di Venezia

Biennale di Venezia

La Biennale di Venezia, dove l’arte del mondo è di casa Tra le istituzioni artistiche più prestigiose al mondo, la Biennale di Venezia porta in Laguna da oltre un secolo, la prima risale a fine dell’Ottocento, un’Esposizione internazionale d’arte contemporanea, a cui si sono affiancate e alternate nel corso degli anni mostre e festival della musica, del cinema, del teatro e dell’architettura. Il livello e la qualità dei suoi eventi fanno di Venezia una delle capitali mondiali della creatività. La Biennale d’arte e di architettura La Biennale d’arte e la Biennale di architettura si svolgono in anni alterni da aprile/maggio fino a novembre. Entrambe le esposizioni sono articolate in tre ambiti: la Mostra Internazionale, curata dal Direttore, nominato per ogni edizione, le Mostre ai Padiglioni Nazionali, allestite dal curatore nominato dal Commissario di Padiglione e gli eventi collaterali, approvati dal curatore. Non c’è sestiere di Venezia che non sia in qualche modo interessato ai numerosissimi incontri in cartellone alla Biennale. La prima Mostra internazionale d’arte del 1895 venne allestita nel Palazzo delle Esposizioni in stile liberty nei Giardini di Venezia. Visto il successo dell’iniziativa, fu necessario creare altri spazi espositivi. A partire dal 1907 nacquero i Padiglioni Nazionali, che oggi sono 29. Da non perdere ai Giardini la caffetteria optical progettata dall’artista tedesco Tobias Rehberger, che gli valse il Leone d’Oro per il miglior artista alla Biennale Arte 2009. Il cuore delle esposizioni è da qualche decennio negli spazi dell’Arsenale, utilizzato per la prima volta nel 1981 per la Biennale di architettura diretta da Paolo Portoghesi. L’Arsenale è stato il cantiere veneziano dove a lungo sono state costruite e varate le navi con cui i veneziani hanno per secoli dominato i traffici del Mediterraneo. Uno straordinario spazio di archeologia industriale aperto alle visite (la parte Nord) anche quando non ci sono le mostre della Biennale. Cinema, teatro, musica e danza La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si svolge al Lido di Venezia. La prima edizione risale al 1932 ed è diventata nel giro di pochi anni l’evento mondano per eccellenza di Venezia, frequentato dalle star internazionali del cinema. Tra proiezioni, presentazioni e incontri con attori e registi, il Festival è il paradiso dei cinefili, ospiti della grande sala del Palazzo del cinema, della nuova Sala Giardino o delle altre sale, non distanti dalla mitica spiaggia del Lido davanti all’hotel Excelsior. Di grande richiamo anche i festival dedicati alla musica, alla danza e al teatro, tutti eventi di risonanza internazionale. La sede della Biennale La sede istituzionale della Biennale si trova a Ca’ Giustinian, palazzo tardo gotico del 1471 affacciato sul Bacino di San Marco, visitabile su richiesta. Il Portego al piano terra è uno spazio espositivo per mostre di carattere storico-retrospettivo, allestite con i materiali provenienti dall’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale. Al piano terra si trova anche uno Spazio Bimbi, dove i visitatori più piccoli possono giocare, sfogliare libri illustrati o dedicarsi ad attività creative. Per prendere un caffè o pranzare con vista sulla Punta della Dogana e l’isola di San Giorgio, sappiate che Ca’ Giustinian ha una caffetteria-ristorante con terrazza sul Canal Grande. Per saperne di più: https://www.labiennale.org/it
Arte & Cultura

Castello Aragonese di Ortona

Il Castello Aragonese di Ortona: un maniero vista mare La sua posizione spettacolare a strapiombo sul mare lo rende un luogo di gran fascino. Il Castello Aragonese di Ortona, in provincia di Chieti, si affaccia delicatamente sulle sponde dell'Adriatico, rivolto verso la lunga Costa dei Trabocchi, con la sua imponente architettura. Un irrinunciabile viaggio nella storia quattrocentesca legata alla dominazione aragonese sul territorio abruzzese. È risorto dopo un periodo di decadenza Il meraviglioso fortilizio, così come oggi lo conosciamo, risale al periodo che va dal 1450 al 1470, quando trasformò edificazioni precedenti di origine medievale. Doveva servire a proteggere Ortona dall’assalto aragonese Ortona, ma non ci riuscì. La forma quadrangolare in pieno stile rinascimentale fu voluta da Alfonso d’Aragona, che volle ricostruire e rendere più strategica la fortificazione a strapiombo sul mare, così da proteggere il porto della città. Ortona passò nelle mani di Margherita D’Austria nel 1582, che la acquistò per 54.000 ducati per trasformarla in un centro abitato moderno, economicamente florido. L’innovazione edilizia si concentrò sul nucleo abitato, lasciando la roccaforte aragonese pressoché intatta. Il borgo fu gestito da amministrazioni locali poco interessate al destino del castello, condannandolo a un lungo periodo di decadenza. Ulteriori danni alla sua struttura risalgono al Novecento: fu colpito dai bombardamenti del 1943 e da una frana nel 1946. Oggi è tornato a splendere grazie a un attento restauro eseguito negli anni 2000. Una storia movimentata da una cupa leggenda Impossibile narrare le vicende del Castello Aragonese di Ortona senza citare la cosiddetta “leggenda della Ritorna”: si racconta che un ricco mercante fu accolto alla corte del re, conobbe la sua bellissima figlia e se ne innamorò perdutamente. Il Re non desiderava concedere la figlia in sposa a un lupo di mare. Promise quindi al mercante di concedergli la mano della figlia solo se gli avesse portato in dono qualcosa di unico e straordinario. Passarono diversi mesi e del mercante nessuna traccia. La principessa non si dava pace, finché il mare in tempesta, mosso a compassione, la ricondusse dal suo amato sul fondo del mare. Al mattino, sulla spiaggia di Ortona, apparvero frutti mai visti prima. verdi e tondi, che venivano chiamati cervelli di scimmia o Moro degli Osagi. Erano lo straordinario dono per il re. Ancora oggi, nei pressi del Castello, i pescatori giurano di udire i lamenti della principessa nelle notti di burrasca. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Ortona fu ribattezzata da Winston Churchill come La Stalingrado d’Italia: attraversata dalla Linea Gustav, la fortificazione che tagliava in due la penisola, con i nazifascisti a nord e gli angloamericani a sud, fu presa d’assalto e bombardata per circa 6 mesi. Arredi d’epoca, musei e percorsi suggestivi Una visita al maniero aragonese di Ortona ha tutto un suo fascino: in una delle sue torri è possibile visitare un piccolo, ma delizioso museo con immagini d’epoca e arredi appartenuti alle nobili famiglie che lo hanno abitato nel corso dei secoli. I ciclisti e gli amanti delle escursioni possono godere di un comodo percorso che, a partire dal Castello, conduce alla pista ciclabile lungo il litorale di Ortona.
Città
Recanati

Recanati

Recanati, la città dell’Infinito Recanati è la città natale del maggior poeta italiano dell’Ottocento, Giacomo Leopardi. Qui, tutto parla di lui e della sua ispirazione poetica: il palazzo dove nacque che conserva le sue “sudate carte”, la casa di Silvia, il colle de L’Infinito. Le splendide vedute sulla campagna, l’eleganza del borgo, le notevoli opere d’arte che vi sono custodite fanno di Recanati una tappa irrinunciabile di ogni viaggio nelle Marche. A due passi dal mare di Porto Recanati e della riviera del Conero. Nel borgo del poeta Giacomo Leopardi Il “natio borgo selvaggio” di Leopardi (1798-1837) vi incanterà per la sua felice posizione su un colle molto panoramico, ma anche per i bei palazzi e il bel camminamento lungo le mura, su cui si può passeggiare e godere della vista del mare. Molto interessante è la visita della casa natale di Leopardi, un palazzo tutt’ora abitato dai suoi discendenti: si vedono le stanze dove è cresciuto, l’elegante biblioteca con rari volumi dello “studio matto e disperatissimo”, la sua stanza che si affaccia sulla più modesta casa di Silvia, la giovane figlia del suo cocchiere della quale era invaghito. Nel paese c’è il luogo che ha ispirato al poeta la sua poesia più nota, L’Infinito: è l’orto del monastero di Santo Stefano, in cima a un colle a pochi passi da casa Leopardi, riaperto al pubblico nel 2019 grazie al FAI. Trovate anche la piazza de Il sabato del villaggio e la torre de Il passero solitario, quella di Sant’Agostino. A Leopardi si deve la presenza a Recanati del Centro Mondiale della poesia, ospitato nel convento di Santo Stefano e il Centro Studi Leopardiani creato nel 1937 per stimolare ricerche e riflessioni sull’opera del poeta che viene celebrato il 21 marzo, in occasione della giornata mondiale della poesia e in giugno con un festival a lui dedicato. Da vedere a Recanati anche la Cattedrale di San Flaviano, il museo civico di villa Colloredo Mels, una pinacoteca che espone quattro importanti opere di Lorenzo Lotto, e il museo dell’Emigrazione marchigiana che documenta, con storie e testimonianze, la diaspora dei 700mila che hanno lasciato la regione in cerca di fortuna. Altro cittadino illustre di Recanati è stato Beniamino Gigli, uno dei più applauditi tenori lirici del XX secolo. Nel teatro Persiani, all’interno della Sala dei Trenta, a livello del terzo ordine di palchi, in sua memoria è stato ricostruito il suo camerino e nel museo Beniamino Gigli vi sono conservati costumi di scena. Porto Recanati Tanto raccolta è l’atmosfera che si respira a Recanati, quanto vivace e allegra è quella di Porto Recanati, sulla costa. Di giorno, ampie spiagge di ghiaia fine, per lo più attrezzate, offrono ogni genere di servizi: ce n’è una a ridosso del paese e una più defilata, la Pineta, che sconfina nel verde. Di sera Porto Recanati si anima nella zona attorno al castello Svevo (in realtà del XV secolo) che al suo interno, nel cortile intitolato a Beniamino Gigli, ospita concerti e spettacoli serali. Sulla torre del castello si può salire per vedere il panorama della costa: le sue sale ospitano una Pinacoteca con un’importante collezione di tele del XVII secolo (da Luca Giordano a Rosso Fiorentino) e un nucleo di macchiaioli (da Giovanni Fattori a Silvestro Lega). Esposti anche alcuni reperti archeologici dagli scavi della vecchia Potentia, la colonia romana fondata nel 184 a. C. che si trova nella frazione Santa Maria, dove sono visibili i resti di una domus romana con pavimento a mosaico e pareti affrescate. Per saperne di più www.comune.recanati.mc.it www.portorecanatiturismo.it
Arte & Cultura

Fidenza

Fidenza, la secolare meta di pellegrinaggi lungo la Via Francigena Percorrendo la Via Francigena nel meraviglioso tratto che attraversa le colline preappenniniche del parmense vi imbatterete nell'elegante Fidenza, città d'arte e cultura tra i luoghi principali delle Terre Verdiane. Il Duomo di Fidenza, capolavoro dell'architettura romanico-padana, è il simbolo della città e, senza dubbio, il suo edificio di maggior valore, ma questa cittadina ricca di fascino ha molto altro da offrire, tra edifici di interesse storico artistico come il Teatro Magnani, la Chiesa di San Michele e il Museo del Risorgimento Luigi Musini. Un po’ di storia Conosciuta come Borgo San Donnino fino al 1927, Fidenza ha una lunga storia legata al santo patrono che qui fu decapitato intorno al 296 d.C.. A lui è intitolata la Cattedrale costruita tra il XII e il XIII secolo, ma il culto del santo è iniziato molto prima, quando era la precedente chiesa di epoca paleocristiana a custodire le spoglie di San Donnino. Per secoli la città è stata tappa obbligatoria per i pellegrini in viaggio verso la Città Eterna, non solo per rendere omaggio al Santo. L'imponente Duomo, uscito pressoché illeso dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è ricco di statue e bassorilievi che raccontano episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento e, ovviamente, della vita di San Donnino. Un giro nel cuore di Fidenza tra storia e cultura Alle spalle del Duomo di Fidenza si staglia la Porta San Donnino, antico accesso alla città, e a pochi passi si può raggiungere Piazza Garibaldi, il centro della vita cittadina. Al centro della piazza si erge l'obelisco dedicato a Garibaldi e su uno dei lati, pronto a conquistare i visitatori col suo stile neogotico, c'è il Palazzo Comunale. Sempre a poca distanza, percorrendo la via pedonale Benedetto Bacchini, arrivate a uno dei luoghi delle Terre Verdiane, il Teatro Magnani inaugurato nel 1861 con l'opera lirica "Il Trovatore" di Giuseppe Verdi. Il modo migliore per vivere questo teatro è assistere a uno dei tanti eventi in cartellone, ma se siete fortunati potete visitarlo gratuitamente in alcuni periodi dell'anno, come in occasione dell'evento Teatri Aperti dell'Emilia. Poco più avanti, dopo una passeggiata lungo via dei Mille, potete raggiungere la Chiesa di San Michele Arcangelo, per secoli dedicata al culto del santo e oggi sconsacrata e trasformata in un centro culturale. E se è la cultura che state cercando, a Fidenza troverete due importanti musei da esplorare. Musei ed eventi da non perdere a Fidenza Il Museo dei Fossili dello Stirone, ospitato nel settecentesco Palazzo delle Orsoline, presenta i reperti fossiliferi rinvenuti lungo il torrente Stirone, una ricostruzione della paleoflora recuperati nella Pianura Padana dopo il ritiro del mare e una sala dei minerali che ospita pietre in arrivo da ogni parte del mondo. Il Museo del Risorgimento Luigi Musini, invece, vi accompagna in un percorso che va dalla Rivoluzione francese al secondo dopoguerra tra armi, divise e indumenti, manoscritti, bandiere, giornali, medaglie e fotografie. State cercando una scusa per scoprire e vivere Fidenza? All'inizio di ottobre la città si trasforma nella Gran fiera di Borgo San Donnino con tanti eventi culturali e enogastronomici per le vie del centro storico. Per chiudere la vostra visita con un po’ di frivolezza, 2 le cose da non perdere: un po’ di shopping al Fidenza Village, outlet dove potrete fare ottimi acquisti approfittando delle tante occasioni e un pranzo a base di gnocco fritto e salumi in una delle tante, e tutte buonissime, trattorie locali.