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Musei 138 risultati di ricerca
Arte & Cultura

Parco del Castello di Miramare

Natura e storia nel Parco del Castello di Miramare Basta uscire di poco da Trieste per addentrarsi nell’oasi del parco del Castello di Miramare, dove trascorrere ore piacevoli immersi nella vegetazione: una tappa imperdibile, a soli 6 chilometri dal capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia. Non a caso è il castello più visitato dell’intero Nord Est. Ad attrarre è soprattutto il parco, che dall’alto si affaccia sul mare, creando un incontro di verde e blu intenso. Una gita fuori porta in cui la natura si tuffa nella storia. Amore a prima vista A volere l’intero complesso del Castello di Miramare, nel cuore dell’Ottocento, fu l’Arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, che si innamorò perdutamente della posizione spettacolare e scelse il nome Miramare, dallo spagnolo mira el mar, che significa appunto “guarda il mare”. Un’altra nobile subì la forte fascinazione di questo luogo: sua cognata Elisabetta di Baviera, la celebre Principessa Sissi, che fu ospite assidua della residenza. Giardini inglesi e specie esotiche: l’area verde 22 ettari di superficie adibita a parco cingono il Castello di Miramare. Massimiliano d’Austria espresse la propria predilezione per piante extraeuropee, fornite dai vivaisti del Lombardo Veneto, mentre la terra venne fatta arrivare dalle regione della Stiria e della Carinzia. E quando il nobile si ritrovò in Messico, dove morì nel 1867, inviò personalmente alcune specie per arricchire il parterre. Oltre all’ingegnere Carl Junker, due personalità si occuparono in seguito dell’aspetto botanico: i giardinieri di corte Josef Laube e in seguito Artur Jelinek, che riuscì a mettere a dimora anche specie esotiche, nonostante il clima avverso di Trieste, dove non sono insolite gelate notturne e bora. Oggi il parco presenta 2 zone distinte. La prima, a est, è un boschetto dove si alternano alberi e deliziosi specchi d’acqua, sentieri e gazebo, secondo lo stile romantico dei giardini inglesi. La seconda è orientata a Sud-Ovest, maggiormente protetta dal vento; accoglie un giardino all’italiana e svariate aiuole, tra cui quella dei narcisi che a primavera sfoggia un’esuberante fioritura. La residenza Aperto al pubblico come tutto il parco, il Castello di Miramare è visitabile all’interno. Al piano terra si estendono gli appartamenti privati dei principi, in quello superiore le sale di rappresentanza. La sontuosa Sala del Trono è attualmente adibita a sala per concerti e mostre. La dimora è arredata con mobili, oggetti preziosi, dipinti e tele. Discoste dal palazzo principale, le Scuderie, un tempo destinate all’alloggiamento di cavalli e carrozze, sono state restaurate nel 2018 e un’ala ospita ora Il BIOdiversitario Marino (BioMa), il Museo immersivo dell’Area Marina Protetta di Miramare. Un bar è a disposizione dei visitatori, oltre a un bookshop. Atmosfere Già dall’arrivo, attraversando Porta Bora e percorrendo il Viale Miramare che porta al Castello, si respira una nostalgica atmosfera d’altri tempi. Vale la pena concedersi una passeggiata lenta nei sentierini tortuosi e sotto i pergolati, fino alle serre dalle strutture originarie in ferro. Muovendosi nel parco, molti sono gli incontri: l’Orante, statua maschile in bronzo, poi una copia della Venere di Capua e l’Apollino, versione adolescenziale del dio. Le fontane donano frescura nelle giornate calde, come i laghetti e il più ampio Lago dei Cigni. Nel piazzale con i cannoni donati da Leopoldo I re dei Belgi si respira tutta la potenza dell’Impero Austroasburgico, mentre nei saloni del Castello sembra di vedere la giovane Principessa Sissi che volteggia a una festa da ballo. La biblioteca ha il profumo denso della storia. E sotto gli oleandri, nei pressi delle Serre Antiche, il pensiero corre al giardiniere di corte Anton Jelinek, perché di recente sono stati piantati seguendo un suo preciso desiderio emerso in un antico carteggio. Non ci riuscì a causa delle temperature troppo rigide, ma oggi sono qui, in suo onore.
Arte & Cultura

Villa Reale di Marlia

I giardini della Villa Reale di Marlia, pura delizia Il parco della Villa Reale di Marlia, in Lucchesia, è uno dei più belli della Toscana, un luogo meraviglioso dove passeggiare nel verde, scoprire i luoghi di delizia che appartenevano all’aristocrazia e andare a fare un pic-nic. Il sogno della sorella di Napoleone Di origini alto-medievali, il complesso appartenne all’inizio dell’Ottocento alla sorella di Napoleone, la principessa di Lucca Elisa Bonaparte, che la ampliò e realizzò nell’ampio parco anche un giardino all’inglese, uno dei pochi in Italia. La villa fu successivamente assegnata ai Borbone, che continuarono ad usarla come dimora di corte, poi a re Vittorio Emanuele II e, dopo alcune traversie, fu acquistata dai conti Pecci Blunt nel 1923. I conti Pecci Blunt curarono il rinnovo del parco affidandolo ad un affermato architetto francese, Jacques Greber, che creò ruscelli, boschi, un lago e altri elementi paesaggistici che possiamo apprezzare ancora oggi. Negli ultimi anni, il complesso della villa di Marlia è stato oggetto di un vasto progetto di recupero da parte degli attuali proprietari, che ne hanno permesso la riapertura al pubblico nel 2019. La grotta di Pan Nel nucleo più antico del giardino troviamo la grotta di Pan, un ninfeo realizzato tra il 1570 e il 1580, dedicato alla divinità dei pastori e della campagna. All’esterno è caratterizzato da ampie arcate oltre le quali si entra in un ambiente simile a una grotta, decorato con mascheroni e nicchie. L’opera è attribuita a Bernardo Buontalenti, lo stesso artista che ha realizzato la grotta del giardino di Boboli a Firenze. I due giardini all’Italiana Di origine seicentesca, il giardino all’Italiana della villa di Marlia è giunto fino a noi dopo varie trasformazioni diviso in due parti: il giardino superiore pensile, sulla terrazza, al cui centro si trova una magnifica magnolia, e il giardino inferiore, con le classiche aiuole squadrate racchiuse da siepi che contengono piante di bosso potate in forma sferica. Le statue nelle nicchie e i vialetti in ghiaia rosati come il muro di cinta rendono l’insieme di un’armonia assoluta. Il più antico teatro di Verzura Realizzato tra il 1666 e il 1670, il teatro di Verzura della villa di Marlia è il più antico d’Europa, straordinaria testimonianza del gusto dell’epoca di dotare i giardini più importanti di teatri naturali all’aperto realizzati con la vegetazione: il palcoscenico è un prato, le quinte sono siepi di tasso scolpite adornate di statue di terracotta che rappresentano personaggi della commedia dell’arte. In questo luogo di delizia, dove Niccolò Paganini ha suonato il suo violino per Elisa Bonaparte, si tengono ancora rappresentazioni teatrali. Il viale delle camelie Le prime camelie della villa di Marlia furono fatte arrivare dalla Reggia di Caserta, ordinate da Elisa Bonaparte per il fratello Giuseppe, allora sul trono di Napoli, come rare piante esotiche. È proprio grazie ad Elisa se oggi le camelie sono un elemento caratterizzante di questo magnifico territorio. Il giardino spagnolo e la piscina Tra le novità introdotte dall’intervento di Greber negli anni 20, troviamo il giardino spagnolo in stile Art Déco caratterizzato dalle forme geometriche, dalla presenza dell’acqua delle fontane e dalla fioritura di hibiscus, rose rampicanti, evonimi e hypericum. A Greber dobbiamo anche il lago, che oggi è uno degli elementi paesaggistici più rilevanti dell’intero giardino, nonché struttura funzionale per la corretta irrigazione del parco. Nella piscina riscaldata (dunque molto moderna per l’epoca), realizzata nel 1928 insieme ai campi da tennis, di bocce e di croquet, si sono divertiti, tra i numerosi ospiti dei Pecci Blunt, anche lo scrittore Alberto Moravia e l’artista Salvador Dalì. Il percorso olfattivo La grande biodiversità botanica del parco della villa di Marlia, ripristinata grazie agli interventi di recupero iniziati nel 2015, consentono oggi di trasformare ogni visita in un’esperienza sensoriale nella quale lasciarsi guidare soprattutto dall’olfatto. Sono tanti i profumi e le essenze che in ogni stagione accolgono chi si avventuri nei vari ambienti di cui è costituito il parco, e sono gli stessi di cui avranno goduto Elisa Bonaparte e i tanti illustri ospiti della sua dimora. Per saperne di più La villa e i giardini di Marlia sono aperti da marzo all’inizio di novembre tutti i giorni e da novembre a dicembre solo nei weekend. Sono ammessi i cani.
Arte & Cultura

Villa della Pergola

Villa della Pergola: un’esperienza tra storia e natura Ad Alassio, cittadina della Liguria, il parco di Villa della Pergola si affaccia sul mare e sullo spettacolare panorama della costa. Le sue origini risalgono alla fine dell’Ottocento, ma è stato l’architetto paesaggista Paolo Pejrone, nel 2006, a restaurare i giardini e oggi, grazie al suo intervento, i 22.000 metri quadrati dell’area sono tornati all’antico splendore. Nel rispetto dello stile anglo-mediterraneo, sono state recuperate le specie storiche e in parallelo si è voluto ulteriormente arricchire il catalogo botanico, tanto che il parco vanta ora una serie di primati: con le sue 34 varietà, la collezione di glicini è la più vasta d’Italia, mentre le 500 specie di agapanti compongono la più ricca d’Europa. La villa immersa nei giardini ospita un hotel esclusivo, un relais di charme che conserva intatta l’atmosfera di un tempo. La memoria torna al passato, quando la nobiltà inglese si spostava in questa dimora storica, attratta dal clima mite e dalla bellezza della regione. Le 15 suite evocano le sofisticate suggestioni di fine secolo negli arredi di antiquariato, nei dipinti vittoriani ed edoardiani. Il ristorante stellato completa l’esperienza. Un’esplosione di colori al ritmo delle stagioni Ortensie, oleandri, bouganville, gelsomini e rose antiche. Passeggiare nel parco di Villa della Pergola è come entrare in un orto botanico, che regala sempre nuove sorprese al ritmo delle stagioni. È un ambiente vivo e vitale, e come tale mutevole, dotato di un intrigante dinamismo. Se siete di indole romantica, aprile è il mese che più vi corrisponde, perché troverete i glicini nel loro momento di massimo fulgore, quando i grappoli sono di fresca fioritura. A maggio prosperano rose e lavanda e nell’aria si diffonde un aroma dolce. Se sono le sfumature del blu e dell’azzurro che amate, allora il periodo giusto è tra giugno e fine luglio: i primi fiori degli agapanti giocano a formare delle onde, tanto simili a quelle del mare. Lantane e ibischi aspettano invece la fine dell’estate per riempirsi di fiori variopinti. Non manca un tocco di esotismo Accanto alla vegetazione mediterranea, tra pini marittimi, ulivi e mirto, il parco di Villa della Pergola sfoggia anche specie esotiche, compresi alcuni esemplari rari. Per gli esperti e amanti della botanica costituisce un ulteriore punto di interesse, per i turisti una piacevole scoperta, un viaggio immaginario in terre lontane, direttamente da questo angolo di Riviera Ligure. Nei laghetti che punteggiano il giardino si possono apprezzare varie tipologie di Ninfee, tra le quali spicca la Ninfea Blu, che rimanda ai miti dell’antico Egitto. La vasca di raccoglimento delle acque accoglie invece un tripudio di loti e il pensiero corre all’Estremo Oriente, tra gli specchi d’acqua ornamentali nei templi di Cina e Giappone. Un intero ambiente è dedicato alle piante tropicali. Primeggiano varie specie di palme, giunte da ogni angolo del globo, dalle Canarie all’Asia e al Centro America, oltre a imponenti bambù, che raggiungono gli otto metri di altezza. Rarità assoluta è la Wollemia Nobilis, una conifera preistorica di origine australiana, nota attraverso i fossili e che invece qui è viva e vegeta: è uno dei soli cento esemplari in tutto il mondo. L’esotismo si estende anche alla pregiata collezione di agrumi. Di fianco alle varietà locali (la più notevole il celebre Chinotto di Savona, presidio Slow Food) compare, infatti, il Cedro Mano di Buddha. Da osservare con stupore anche l’agrume Murraya Paniculata, il più piccolo esistente in natura; gli indiani usano le foglie per creare il curry, piatto nazionale del loro Paese. È possibile anche una pausa gastronomica stellata Un soggiorno a tutto relax nelle sofisticate suite della dimora storica, l’esplorazione del parco e infine l’esperienza della tavola. A Villa della Pergola si trova il ristorante Nove, 1 stella Michelin, con i tavoli vista mare, alcuni all’aperto. Il giardino irrompe nel piatto con le sue erbe aromatiche, i vegetali e gli agrumi, aromi che impreziosiscono una moderna cucina fortemente radicata nel territorio, con influenze francesi. C’è tutta la ricchezza della Liguria nelle proposte che utilizzano ingredienti di prossimità: carciofi spinosi, olive Taggiasche, scampi di Oneglia, acciughe… Consigliabili i menu degustazione, dedicati all’orto e alla regione.