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Famosa per arte, monumenti e statue, l’Italia è ricca di tesori straordinari. Dal Colosseo alla Torre di Pisa, sono molte le opere da ammirare. Passeggia per le città, visita i musei e lasciati incantare da statue imponenti, edifici storici, fontane e altri capolavori dell’architettura italiana.

Monumenti e Statue 129 risultati di ricerca
Arte & Cultura

Fornovo di Taro

Fornovo di Taro tra storia, il verde della pianura e i rilievi dell'Appennino parmense Alle porte di Parma, lungo il percorso della Via Francigena e all'inizio del grande Parco fluviale regionale del Taro, vi suggeriamo una visita a un luogo carico di storia: il piccolo borgo di Fornovo di Taro. Situato sulle sponde del fiume, Fornovo di Taro fu teatro della celebre battaglia combattuta nel 1495 tra l'esercito di Carlo VIII e quello della Lega Italiana. A ricordo di quell'evento che portò numerose perdite a entrambi gli eserciti resta una lapide con testo dello storico medievalista Lino Lionello Ghirardini. Alcune tappe imperdibili Nonostante le dimensioni ridotte, una visita a Fornovo di Taro vi porterà via ben più di qualche ora. Tra i luoghi di maggior interesse turistico, situata al centro del paese, figura la Pieve romanica di Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale risalente al VIII secolo. La sua facciata a capanna presenta una lastra che richiama i pellegrini che nei secoli hanno fatto tappa in questa località percorrendo l'antica Via Francigena e una seconda lastra raffigurante le pene dell'inferno. All'interno va segnalata la croce-reliquiario del XI-XII secolo che reca l’immagine di un Cristo crocifisso venerato dai pellegrini. Villa Carona, edificata nel 1248 sulla collina alle spalle di Fornovo di Taro sui resti dell'antico castello della famiglia Rossi, oggi può essere visitata soltanto dall'esterno dopo decenni di abbandono. Dalla collina riuscirete a scorgere in lontananza l'ex miniera petrolifera di Vallezza, in uso fino al 1994 e oggi in corso di trasformazione in un parco museo. Dall'altra parte del fiume Taro, a pochi chilometri dal centro di Fornovo, si staglia il Castello di Varano dè Melegari, importante esempio di architettura medievale a scopo difensivo. Potete visitarlo tutte le domeniche e gli altri giorni festivi da marzo a fine ottobre, accompagnati da guide in costume di foggia medievale. Per un'esperienza ancora più suggestiva, però, sono previste visite speciali notturne attraverso stanze, saloni, camminamenti e sotterranei a lume di candela. Visitare Fornovo e fare il pieno di natura Prima di lasciare Fornovo di Taro dovete concedervi qualche ora di relax nel Parco fluviale regionale del Taro, un'area protetta di grande importanza perché rotta di migrazione e sito di nidificazione di diverse specie di uccelli. Il modo migliore per scoprirlo è a bordo di una bicicletta, approfittando dei tanti percorsi segnalati, ma anche una passeggiata a piedi vi regalerà tante emozioni. E se al verde della pianura parmense preferite i rilievi montuosi, a pochi chilometri potete coccolarvi con un'escursione nella Riserva naturale Monte Prinzera, situata nel primissimo Appennino parmense tra i 300 e i 736 metri.
Arte & Cultura

Orto botanico "Giardino dei Semplici" - Università di Firenze

L’Orto Botanico di Firenze e il suo patrimonio conosciuto a pochi Ha un patrimonio di 9.000 esemplari di piante, comprende 24.000 metri quadri e un edificio principale che ospita una biblioteca, un laboratorio, serre calde per le piante tropicali e fredde per quelle che necessitano di crescere a temperature meno elevate. Soprattutto, però, l’Orto Botanico di Firenze, o Giardino dei Semplici, terzo al mondo per antichità e sezione del Museo di Storia Naturale dell’università, ha la preziosa capacità di avvicinare tutti a tematiche non sempre immediate da comprendere. Totem colorati e parole semplici Anche coloro che non sono esperti in botanica, infatti, grazie a dei percorsi tematici studiati ad hoc, possono farsi un'idea approfondita del micromondo ospitato nei giardini. La visita è piacevolissima e molto facilitata grazie alla presenza di totem colorati e spiegazioni accurate ma mai noiose. Per i visitatori più digitali esiste un tour interattivo grazie l'app gratuita Artplace Museum che vi accompagnerà alla scoperta delle meraviglie dell'Orto botanico attraverso un tour interattivo studiato a puntino. Infine, sono previsti un percorso tattile e olfattivo per i non vedenti, e una minicar elettrica che segue un percorso di tredici tappe di rilevante interesse scientifico e naturalistico per gli anziani e i disabili. In principio “Un Luogo Pubblico, dove si coltivassero le piante native di climi e paesi differentissimi, affinché i giovini Studenti, le potessero in breve spazio di luogo, con facilità e prestezza imparare a riconoscere”, sono le parole riportate sulla medaglia commemorativa per i 460 anni dalla fondazione del Giardino dei Semplici, che sintetizzano la volontà di Cosimo I De' Medici e Luca Ghini, che nel 1545 decisero di istituire un luogo che fosse una risorsa impareggiabile per la crescita e lo studio dei “semplici”, ovvero delle varietà vegetali con virtù medicamentose. Nelle serre tropicali, Coffea Arabica e albero del viaggiatore Che cosa non dovreste perdere se foste in visita all’Orto? Di certo la collezione di piante di usi tradizionali etnobotanici, se siete nelle serre tropicali: le Cicadee, i Ficus, le Palme, gli antichi esemplari di Agrumi, piante succulente e acquatiche. Ma anche piante esotiche come il caffè Coffea Arabica e l'albero del viaggiatore Ravenala Madagascariensis, il cui nome scioglie ogni dubbio sulle sue origini. Le ninfee e le piante acquatiche Se invece state passeggiando all'aperto, fermatevi a osservare le aiuole di piante medicinali e velenose, il giardino zen, le piante alimentari, le ortensie dalle diverse varietà, la collezione storica delle azalee e le vasche con le piante acquatiche. Queste ultime, sono fra le più affascinanti e si snodano in maniera curiosa all'interno dei giardini. Prima al centro, dove è situata una fontana in pietra, con zampillo centrale raffigurante un putto. La vasca ha circa 4 metri di diametro e ospita piante acquatiche e pesci rossi. Poi a destra dell'ingresso, dove una vasca in cemento contiene delle bellissime ninfee. Non lontano, altre quattro vasche posizionate sulla montagnola ospitano collezioni di piante acquatiche stupefacenti. Qui, troverete delle panchine e tavolini in pietra, qualora voleste fermarvi a riposarvi o consumare un picnic tra la natura. I 5 alberi monumentali Da non dimenticare gli alberi, oltre 200 tra cui 5 monumentali, di origine antichissima: e chissà che incredibili storie da raccontare se potessero parlare. Il tasso, per esempio, piantato nel 1720 da Pier Antonio Micheli vince il primato di esemplare più antico dell'orto. O la sughera, piantata nel 1805 da Ottaviano Targioni Tozetti, allora direttore dell'Orto. Oppure la Zelkova Serrata, pianta secolare originaria del Giappone, della Corea, della Cina orientale e di Taiwan, spesso coltivata come albero ornamentale e utilizzata per la creazione dei bonsai. Ma qui c’è anche l’airone, la cinciallegra e il pettirosso Era impossibile pensare che un'oasi così preziosa per la protezione di migliaia di specie vegetali non fosse anche un luogo in grado di ospitare delle specie animali. All'interno dei Giardino Botanico, infatti, è possibile avvistare, oltre agli scoiattoli, le più svariate specie di uccelli tra cui l'airone bianco maggiore, nell'airone cenerino e l'allocco. I volatili, attratti dalla mangiatoia installata vicino al boschetto di bambù, includono esemplari di pettirosso, cinciallegra, picchio muratore e codirosso. In primavera, fa la sua comparsa il tritone crestato italiano, un curioso anfibio appartenente alla famiglia dei Salamandridi. E per dare riparo agli insetti è stato creato un vero e proprio hotel, nei pressi della vasca centrale. Questo micro luogo, è stato pensato sia per favorire le impollinazioni sia per il controllo biologico delle patologie che attaccano le piante.