Salta il menu

Per le ultime informazioni sulle restrizioni di viaggio relative al COVID-19 in Italia. Fai click qui.

Famosa per arte, monumenti e statue, l’Italia è ricca di tesori straordinari. Dal Colosseo alla Torre di Pisa, sono molte le opere da ammirare. Passeggia per le città, visita i musei e lasciati incantare da statue imponenti, edifici storici, fontane e altri capolavori dell’architettura italiana.

Monumenti e Statue 119 risultati di ricerca
Arte & Cultura

Ostello Comunale Grangia Benedettina

La Grangia Benedettina di Orio Litta Scoprire l’antichissima Grangia Benedettina di Orio Litta vuol dire fare un viaggio nel tempo, un salto a ritroso di parecchi secoli: perché è precisamente a prima dell’anno Mille che se ne fanno risalire le origini. Passata indenne attraverso secoli e secoli, ancora oggi si erge fiera e austera in questo piccolissimo comune del lodigiano. Una struttura religiosa di stile rurale e grande impatto scenico, che si fa notare per la bellezza della sua Torre panoramica, affacciata sull’argine del Fiume Lambro. Da ieri a oggi, lungo la Via Francigena Dal passato all’epoca moderna, la Grangia Benedettina accoglie i pellegrini che attraversano la Via Francigena con un’atmosfera di pace e tranquillità che pervade ogni angolo dell’edificio, a cominciare dal suggestivo porticato. Dalle stanze al secondo piano si gode un panorama impagabile: se potete, programmate la visita all’ora del tramonto. Vi assicuriamo che non ve ne pentirete. Dal Medioevo a oggi, con un punto fermo Di epoca medievale, la Grangia Benedettina divenne in seguito cascina dei Benedettini di San Pietro di Laus, ma le ristrutturazioni che si sono succedute nel tempo non hanno modificato la suggestione che questo luogo da sempre abitato dalla spiritualità suscita in chi la visita. Resta, ancora oggi, una struttura che chi si trovasse in vacanza in questo territorio o di passaggio per questi luoghi dovrebbe assolutamente inserire tra le bellezze locali da visitare. Grangia, come granaio Questo termine, non proprio di uso comune, deriva da un antico termine di origine latina, diventato poi grance in francese, che significa granaio. Indicava una struttura edilizia utilizzata sia per la conservazione del grano che per le sementi. Il significato della parola, tuttavia, si modificò nel tempo e iniziò presto a riguardare prima un complesso di edifici che rappresentano un'azienda agricola, e poi una vasta azienda produttiva a natura monastica medievale, successivamente divenuta cascina San Pietro. La Torre Panoramica, aperta ai viandanti Il suo elemento più peculiare è la torre che ospita due stanzette su due piani con quattro lettini. Attualmente, come in passato, accoglie infatti coloro che si trovano in zona e devono trascorrere la notte. Tutto il complesso è racchiuso attorno a una grande corte chiusa quadrangolare. Se cercate un attimo di pace e di raccoglimento, vi basterà passeggiare sotto il porticato, per immergervi completamente nei silenzi e nella meditazione, ritrovando voi stessi. Uno sguardo a Villa Litta Carini Se decidete di spostarvi nel centro abitato, non dimenticate di dare un’occhiata anche alla splendida Villa Litta Carini, una dimora tardobarocca dall’aspetto piuttosto sontuoso. La Grangia, invece, ha un aspetto rurale ma è altrettanto in grado di colpire il visitatore già al primo sguardo, soprattutto a seguito della ristrutturazione avvenuta nel 2000. In quell’occasione, ha fatto parte di un restyling piuttosto attento, rientrando nei finanziamenti legati alle “grandi opere” del Giubileo.
Arte & Cultura
Soffitto e pareti affrescate della Cappella Sistina

Palazzo Pontificio

La Cappella Sistina, un inno all’arte universale Siamo di fronte a uno dei vertici dell’arte di tutti i tempi, il capolavoro di Michelangelo, una delle opere più belle, ammirate e visitate del mondo. La Cappella Sistina è il più grande tesoro artistico e culturale della Città del Vaticano, Patrimonio UNESCO e meraviglia assoluta. Storia di un vero miracolo artistico La bellezza di quest’opera va quasi al di là delle possibilità umane. La Cappella Sistina è dedicata a Maria Assunta in Cielo e fu voluta da Papa Sisto IV della Rovere alla fine del Quattrocento. La Cappella si trova sulla destra della basilica di San Pietro, e precisamente nel Palazzo Apostolico, dove si trova la residenza ufficiale del Santo Padre, ed è inserita nel percorso dei Musei Vaticani rappresentandone il momento più emozionante. La sua storia comincia quando il Papa decise di cercare degli artisti che fossero in grado di dipingere un ciclo di affreschi legati al confronto tra le vite di Gesù e Mosè. Il compito fu affidato a nomi di grande rilievo come i maestri Sandro Botticelli e Luca Signorelli, con la direzione del Perugino. Alla volta della Cappella Sistina, invece, si dedicò Michelangelo Buonarroti, che per i suoi affreschi scelse la serie delle Sibille e dei Profeti, i Progenitori e le Storie della Genesi. I “tormenti” di Michelangelo Gli affreschi di Michelangelo sono famosi quanto, ahinoi, i suoi tormenti. Realizzare la volta della Cappella di San Pietro fu per lui, infatti, fonte costante di grande sofferenza fisica e mentale. Costretto a lavorare disteso, ne uscì provatissimo. Riportò deformazioni alla colonna vertebrale e problemi di vista. In più, il suo rapporto con Giulio II, nipote di Sisto IV, fu burrascoso e non lo aiutò affatto. Il Giudizio Universale Il Giudizio Universale fu realizzato successivamente al resto delle opere della Cappella, con Papa Clemente VII che richiamò Michelangelo per affrescare la parete di fondo della Cappella. Era il 1533. L’artista toscano, tuttavia, iniziò a lavorare nel corso del pontificato di Paolo III, tre anni più tardi. Terminerà il suo lavoro nel 1541, all’età di 66 anni. La Cappella Sistina in tutto il suo splendore La Cappella Sistina è nota anche come luogo del conclave, dove si riuniscono i cardinali per eleggere il nuovo Papa. In passato era anche sede delle incoronazioni papali. In generale resta una sorta di Bibbia narrata per potenti immagini. Il biglietto di ingresso ai Musei Vaticani include la visita alla Cappella Sistina. La curiosità C’è una “Cappella Sistina” anche nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. A edificarla ci pensò Sisto V e non è la sola. Un’altra sorge nella cattedrale di Savona, fu opera di Sisto IV e aveva un preciso intento: doveva essere l’elegante mausoleo dei suoi genitori.
Arte & Cultura
pantheon

Pantheon

Il più grande tempio di Roma Il Pantheon è uno dei monumenti romani conservati meglio al mondo. Fu costruito nel 27 a.C. per volere di Marco Vipsanio Agrippa. Tra il 112 e il 125 d.C. Adriano lo fece riedificare, ampliandolo, rovesciandone l’orientamento e aprendo davanti al nuovo tempio una grande piazza porticata. La sua cupola con 43,44 m di diametro interno, è tuttora la cupola emisferica più larga mai costruita in calcestruzzo non armato, più grande di quella di San Pietro. Ciò che più sorprende dell’architettura del Pantheon sono le sue dimensioni: l’altezza dell’edificio è pari al diametro della cupola, poco più di 43 metri, caratteristica che rispecchia i canoni classici dell’architettura razionale romana. La parte interna della cupola è decorata con cinque ordini di 28 cassettoni che vanno restringendosi verso l'alto. Al centro si apre un oculo di 8,95 metri di diametro, che consente alla luce naturale di penetrare e illuminare tutto l’edificio. In caso di pioggia l’acqua entra nel Pantheon e sparisce nei 22 fori quasi invisibili posti sul pavimento. L’oculus rende possibile uno scenografico effetto astronomico per cui ogni 21 aprile a mezzogiorno, un fascio di luce entra nel Pantheon con un’inclinazione tale da centrare perfettamente il portale d’ingresso. A quell’ora esatta, l’Imperatore Adriano varcava la soglia del tempio affinché il popolo ammirasse tutta la sua figura immersa nella luce come un dio. Caduto in stato di abbandono e saccheggiato, il Pantheon si salvò dalle incursioni barbariche grazie all’imperatore bizantino Foca che lo donò a Papa Bonifacio IV. Fu consacrato nel 609 a Santa Maria dei Martiri e nei suoi sotterranei vennero sepolti ignoti martiri cristiani. Successivamente divenne luogo di sepoltura qui riposano Raffaello Sanzio e i Reali d’Italia Vittorio Emanuele II, Re Umberto I e la Regina Margherita di Savoia. Nel giorno della Pentecoste, tutti gli anni, una pioggia di petali di rosa scende dall’oculus all’interno del Pantheon a conclusione della celebrazione del Corpus Domini.
Arte & Cultura
foro italico destination

Foro Italico

Foro Italico: il complesso sportivo di origine fascista, diventato un simbolo di Roma Il Foro Italico è uno dei simboli di Roma, nonché attrazione di rilievo su piano nazionale. Complesso sportivo degli Anni 30, la sua costruzione risale all’epoca fascista e oggi merita senz’altro di essere inserito in una visita della capitale. La sua storia legata a doppio filo con Mussolini La sua storia è molto affascinante a partire dalla scelta del luogo più adatto ad ospitarlo. Dopo aver vagliato il quartiere Tiburtino, dove sorsero in seguito la Città Universitaria, il quartiere di Casal Palocco e il quartiere Parioli, dove poi fu costruito il villaggio olimpico per i Giochi della XVII Olimpiade del 1960, venne scelta un’area adiacente al fiume Tevere, da bonificare. Sullo sfondo, la collina di Mont Mario. Inaugurato nel 1932 con il nome di Foro Mussolini, il Foro Italico nella sua primissima versione era composto dall’Accademia fascista di educazione fisica maschile, dall’obelisco Mussolini, dallo Stadio dei Marmi e dallo Stadio dei Cipressi, poi detto dei Centomila, oggi Stadio Olimpico. Del progetto e della sua realizzazione se ne occupò Enrico Del Debbio tra il 1927 e il 1933. Fu, però, ultimato tra il 1956 e il 1968. Un progetto in continua evoluzione Fra la sua ideazione e il compimento passarono diversi anni ma, fin da principio, il Foro Italico non doveva essere un progetto unitario e completo, piuttosto un complesso sportivo in evoluzione con l’inaugurazione progressiva di vari edifici dedicati alla pratica di diverse discipline sportive. Coinvolgendo nel tempo diversi architetti. Il Foro oggi L’ingresso attualmente si trova in piazza Lauro De Bosis, dove spicca l’Obelisco marmoreo dedicato a Mussolini. A destra c’è l’ex Accademia di educazione fisica, oggi sede del CONI e sulla sinistra dell’obelisco ecco il Palazzo delle Terme, dove si trova l’ex Accademia di Musica, oggi sede dell’ISEF e dell’auditorium Rai, la Piscina Coperta con mosaici pavimentali e parietali e l’ex palestra del Duce. Del progetto iniziale faceva parte lo Stadio dei Marmi, come già accennato. Era di ispirazione ellenica e circondato da 60 statue in marmo bianco donate da diverse province italiane, tutte a tema sportivo, come quella del lanciatore del giavellotto, offerta dalla provincia di Perugia. All’ingresso c’è un mosaico con l’immagine di otto figure di atletica leggera, ideate da Angelo Canevari. Lo Stadio Olimpico fu edificato sull’originario progetto dello Stadio dei Cipressi e del grandioso complesso fa parte anche il Polo Natatorio del Foro Italico, che include lo Stadio Olimpico del Nuoto costruito per le Olimpiadi del 1960 su progetto di Enrico Del Debbio e Annibale Vitellozzi. La Walk of Fame Nel 2015 sul viale delle Olimpiadi è stato inaugurato il percorso “Le Leggende dello Sport Italiano - Walk of fame”, con oltre 100 targhe dedicate ai nomi di ex atleti che hanno fatto la storia dello sport italiano.
Ops! C'è stato un problema con la condivisione. Accetta i cookie di profilazione per condividere la pagina.