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Famosa per arte, monumenti e statue, l’Italia è ricca di tesori straordinari. Dal Colosseo alla Torre di Pisa, sono molte le opere da ammirare. Passeggia per le città, visita i musei e lasciati incantare da statue imponenti, edifici storici, fontane e altri capolavori dell’architettura italiana.

Monumenti e Statue 118 risultati di ricerca
Arte & Cultura
ghetto ebraico roma destination

Comunità Ebraica di Roma

Il quartiere della memoria dove poter vivere la cultura giudaica e provare la cucina giudaico-romanesca. Situato sul Lungotevere de' Cenci, tra i più antichi al mondo, secondo solo a quello di Venezia, il Ghetto di Roma nasce nel 1555 per volere di Papa Paolo IV. Gli ebrei che vivevano qui avevano l’obbligo di portare un segno distintivo e non potevano commerciare e possedere beni immobili. Più volte dismesso, fu chiuso definitivamente nel 1870. Nel 1904 fu inaugurata la Sinagoga, il Tempio Maggiore di Roma, ancora oggi luogo di preghiera ma anche punto di riferimento per la vita culturale e sociale dell’intera comunità. Il Tempio è uno dei luoghi più suggestivi del quartiere e all’interno potrai visitare il Museo ebraico e il Tempio spagnolo. Oltre la Sinagoga, altri monumenti di interesse sono la Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, ricavata dall’antico mercato del pesce, dove potrai ammirare la Cappella di Sant’Andrea o ancora la Chiesa di San Gregorio in Divina Pietà, in onore di Papa Gregorio Magno che concesse la libertà di culto agli ebrei, e il Portico d’Ottavia. Nel Ghetto si trova la Fontana delle tartarughe con quattro efebi in bronzo e i delfini appoggiati sulle conchiglie e sul bordo le quattro tartarughe, realizzate da Bernini che ne completò l’opera. Passeggiando tra i vicoli ti accorgerai che alcuni sanpietrini sono ricoperti da targhe in ottone, le Memorie d’inciampo, con i nomi dei deportati che durante il rastrellamento del 16 ottobre 1943 non fecero più ritorno dai campi di sterminio. Luogo ideale per una sosta enogastronomica dove poter assaggiare la cucina tipica kosher ma anche quella tradizionale giudaico romanesca come i carciofi alla giudia, il tortino alici e indivia, il brodo di pesce e i filetti di baccalà.
Arte & Cultura
basilica di san pietro

La Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro Sede universale della chiesa cattolica di Roma, Cappella Pontificia e meta di ogni pellegrinaggio nella città santa, la Basilica di San Pietro custodisce opere d’arte celeberrime che celebrano la fede cristiana. Preceduta dallo spettacolare colonnato nella piazza San Pietro, presenta una maestosa facciata ed è sormontata dalla grande cupola disegnata da Michelangelo. Considerata uno dei capolavori assoluti dell’architettura, è il frutto del lavoro di decine di progettisti che l’hanno realizzata nel corso di 160 anni. Sul sito della tomba di San Pietro La costruzione della Basilica di San Pietro fu iniziata nel 1506 su iniziativa di papa Giulio II, considerato anche il “padre” dei Musei Vaticani, e si concluse definitivamente soltanto nel 1667 con la sistemazione definitiva della piazza. Sul sito dell’odierna Basilica ne sorgeva una paleocristiana fatta costruire dall’imperatore Costantino nel IV secolo, sul luogo dove sarebbe stato sepolto San Pietro. La storia della sua costruzione è oltremodo complessa, lungo l’elenco di architetti e artisti che hanno contribuito alla sua realizzazione: Bramante, Giuliano da Sangallo, Raffaello, Antonio da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi, Michelangelo, il Vignola, Giacomo Della Porta, Domenico Fontana, Carlo Maderno e, negli ultimi 40 anni, Gian Lorenzo Bernini. Il colonnato e la facciata della Basilica di San Pietro Un consiglio: entrate nella piazza da uno degli accessi laterali per garantirvi l’effetto sorpresa del colonnato ellittico del Bernini, che si apre all’improvviso e sembra muoversi. Arrivando dalla frontale e ampia via della Conciliazione, realizzata nel Novecento, questo effetto si perde. Le colonne sono 284 e sono sormontate da 140 statue alte più di 3 metri e da sei stemmi di Alessandro VII. Al centro del colonnato c’è un obelisco dell’antico Egitto trasportato a Roma nel 37 d.C. e due fontane, una di Maderno, l’altra di Fontana. Se vi posizionate sui dischi di porfido ai lati dell’obelisco, che sono i fuochi dell’ellisse, le file di colonne si allineano perfettamente e si vedrà solo la prima, le altre sembrano sparite! Per accedere alla Basilica si sale lungo una scalinata e si attraversa il portico integrato nella facciata: dal balcone centrale, detto Loggia delle Benedizioni, il papa si affaccia per l’Angelus e viene annunciata l’elezione del nuovo pontefice. L’interno della Basilica, un concentrato di capolavori L’interno della basilica è stupefacente per la maestosità e la ricchezza dei decori di gusto barocco. Da non perdere, la statua bronzea di San Pietro, attribuita ad Arnolfo di Cambio; il monumentale baldacchino con le colonne tortili dell’altare, realizzato con il bronzo prelevato dal Pantheon, alto 30 metri, opera di Gian Lorenzo Bernini; la Pietà di Michelangelo, che lo scultore realizzò quando aveva 23 anni; il monumento funerario di Clemente XIII, considerato una delle migliori opere di Antonio Canova; le statue di Urbano VII, la tomba di Alessandro VII e la cattedra di San Pietro in bronzo dorato posta nell’abside, altri capolavori di Bernini. Dopo la Sagrestia, ambiente tardo-settecentesco con 8 colonne provenienti dalla Villa Adriana di Tivoli, si ha accesso al Tesoro di San Pietro, dove sono esposti arredi sacri, statue e vari oggetti d’arte, in gran parte doni recati ai papi. Da non perdere un ciborio di Donatello, il monumento a Sisto IV del Pollaiolo, alcune preziosissime opere di epoca bizantina e il sarcofago di Giunio Basso del IV secolo. La maestosa Cupola di San Pietro Simbolo della città di Roma, il “Cupolone” per i romani, la Cupola di San Pietro fu disegnata da Michelangelo che però non la vide compiuta: a portare a termine il cantiere furono Domenico Fontana e Giacomo Della Porta. Sul Cupolone si può salire con l’ascensore fino alla terrazza che si affaccia sulla piazza. Poi c’è una scalinata di 330 gradini realizzata in un corridoio tra la cupola esterna e quella interna, a metà circa del quale ci si può affacciare nella prima galleria, a 53 metri di altezza, per ammirare da vicino i mosaici della cupola. Si può salire anche sulla sommità della lanterna e da lì tutta Roma sarà davvero ai vostri piedi. Le Grotte Vaticane Le cosiddette Grotte Vaticane sono situate sotto il pavimento della navata centrale della Basilica, nell’intercapedine tra il piano attuale e quello della basilica costantiniana su cui è stata costruita la chiesa. Vi si trova la Tomba di Pietro, in corrispondenza dell’altare e della cupola michelangiolesca, e di numerosi altri pontefici e regnanti. Le Grotte costituiscono un ambiente molto suggestivo con vari altari e nicchie, ricco delle opere d’arte che adornano le varie tombe papali e altre opere del periodo paleocristiano provenienti dall’antica basilica, come sacrofagi, statue e frammenti di colonne. Tra le opere di maggior pregio, la tomba di Bonifacio VIII realizzata in parte dallo scultore Arnolfo di Cambio, nel 1300. Notevole anche la tomba di Pio VI, opera di Antonio Canova (XIX secolo).

Pont-Saint-Martin

Pont-Saint-Martin, miracolo di ingegneria dei romani All’imbocco della Valle d’Aosta, si erge uno dei più straordinari ponti romani a campata unica, il Pont-Saint-Martin. Costruito durante l’impero di Augusto, faceva parte della Via romana delle Gallie, l’importante strada consolare che permetteva tutto l’anno il transito delle Alpi. Detto anche “ponte del diavolo”, attorno alla sua costruzione si è sviluppata una leggenda che ancora oggi è presente nel folklore locale. Attraversatelo a piedi Il Pont-Saint-Martin è un ponte romano in pietra che si trova sul Lys, il torrente che scende dalla valle di Gressoney. Costruito nel I secolo a.C. dai romani, ha dato il nome anche al paese che attorno al ponte si è sviluppato. Ad un’unica campata, lunga circa 36 metri, e alto 25, con l'arco della volta estremamente sottile, è considerato uno dei ponti più grandi e arditi dell’antichità tra i miracularia dell’ingegneria romana. Ancorato alla roccia viva su entrambe le sponde, è stato utilizzato ininterrottamente fino al 1836, quando è stato costruito un altro ponte che potuto sgravare Pont-Saint-Martin dalla sua funzione primaria per diventare solo un monumento e simbolo di un territorio di cui ha segnato la storia. Oggi il ponte può essere attraversato a piedi passando da via Roma e ammirato dal lungofiume da cui si possono cogliere al meglio l’architettura e la mole. La leggenda di San Martino Del ponte non conosciamo il nome originario romano, ma solo quello che gli fu attribuito, probabilmente nel V secolo, legato alla leggenda di San Martino che celebra il mito della costruzione di un’opera architettonica che doveva essere apparsa straordinaria alla popolazione autoctona, fino ad allora in balia di precarie passerelle di legno per oltrepassare il torrente. Questa leggenda narra di quando San Martino, bloccato sul Lys da una piena che aveva spazzato via la passerella, fece un patto con il diavolo che gli promise di costruire nottetempo un solido ponte in pietra, in cambio dell’anima di chi l’avesse attraversato per primo. Fatto il ponte, l’astuto San Martino gabbò il diavolo facendo camminare sul ponte un cagnolino. Ancora oggi il Carnevale storico di Pont-Saint-Martin si gioca sulla rievocazione della leggenda e si conclude con il rogo del diavolo sotto il ponte. Un museo dedicato al ponte del diavolo Attorno al Pont-Saint-Martin si è sviluppato un gradevole borgo dominato dalla presenza dei ruderi di un castello dell’XI secolo, detto il Castellaccio, e dal neo-gotico maniero di Baraing (1883), oggi sede della Comunità montana. Al ponte è dedicato un piccolo museo in cui è possibile approfondire nozioni su tecniche di costruzione, materiali, storia, restauri e altre curiosità legate ai suoi 2.000 anni di storia.