Salta il menu

Per le ultime informazioni sulle restrizioni di viaggio relative al COVID-19 in Italia. Fai click qui.

Famosa per arte, monumenti e statue, l’Italia è ricca di tesori straordinari. Dal Colosseo alla Torre di Pisa, sono molte le opere da ammirare. Passeggia per le città, visita i musei e lasciati incantare da statue imponenti, edifici storici, fontane e altri capolavori dell’architettura italiana.

Monumenti e Statue 119 risultati di ricerca
Meta turistica

Polesine Zibello

Polesine Zibello, il comune dai molti volti: paesaggistico, storico e gourmet Polesine Zibello è un comune nato solo di recente dall’accorpamento di due località, Polesine Parmense e Zibello, che si trova in quell’affascinante territorio che sono le rive del grande fiume Po, nella zona della Pianura Padana emiliana prossima a Parma. Due diverse località oggi fuse in una, immersa in un affascinante scenario, pronta a svelare la sua storia e ad offrire le eccellenze gastronomiche della tradizione. Nelle terre “liquide” del Polesine: cosa fare e visitare Vegetazione, canali dove l’acqua scorre languida, antichi casolari. Il paesaggio tipico della Pianura Padana si porge in tutto il suo fascino in ogni stagione: dal verde estivo ai colori dell’autunno fino alle brume bianche e le nebbie dei mesi freddi. Qui, dove regna la pace, è dolce lasciarsi cullare dalla visione ipnotica dell’acqua. Vi trovate su quelle che in realtà erano isolette, chiamate “polesini”, saldatesi con la terraferma al seguito di piene e alluvioni. Sul territorio pianeggiante è un piacere dedicarsi a pacifiche passeggiate a piedi o in bicicletta, andando ad esplorare i dintorni. Cosa vedere a Polesine Zibello: i monumenti da non perdere Il primo monumento da non mancare, è sicuramente il Palazzo Pallavicino. Situato nella piazza centrale, è un gioiello la cui prima edificazione risale al XV secolo. Il palazzo è occupato da uffici e istituzioni, quindi potrete ammirarne solo la facciata. Coglierete in pieno lo spirito del luogo percorrendo lo splendido loggiato sottostante, occupato ieri come oggi da negozi e botteghe; fermatevi qui per pranzare o bere un caffè in uno dei bar con i tavoli all’aperto. Visitate poi le chiese disseminate nel borgo, in particolare la Parrocchiale dedicata ai Santi Gervaso e Protaso, esempio di architettura gotico-lombarda, e la Chiesetta della Beata Vergine delle Grazie, il monumento più antico. Il Museo della Civiltà Contadina Al pianterreno dell’ex Convento dei Frati Domenicani, un’ala è stata recuperata e trasformata in Museo della Civiltà Contadina Giuseppe Riccardi. Agricoltura, buon cibo e saggia cultura contadina sono i cardini di quest’area: il museo narra di questi antichi saperi esponendo oggetti della vita quotidiana in campagna dalla seconda metà dell’800 fino al 900, suppellettili dalle cucine e dalle vecchie cantine. Alla fine del percorso vedete una tipica imbarcazione padana realizzata proprio a Zibello. Prodotti gastronomici inimitabili e un posto speciale: l’Antica Corte Pallavicina Siamo sulla strada del Culatello di Zibello, un salume che qui, sulle rive del Po, trova le condizioni climatiche ideali per la stagionatura. E l’unica DOP finora ottenuta è proprio a Zibello. Assaggiamolo con il dovuto rispetto e nel modo giusto, ovvero tagliato a mano in fette sottili e accompagnato soltanto da un buon pane o focacce, oppure dai fichi maturi quando sono di stagione. Altro principe del gusto è il Parmigiano Reggiano, che ritroverete nella farcia di ravioli e agnolotti o potrete gustare così, nella sua squisita semplicità. Ovunque, in ristoranti e osterie, la tavola è generosa in questo lembo pianeggiante di Italia. Dopo averne esplorati alcuni, chiudete alla grande recandovi in un luogo speciale, custode di storia e arte culinaria: l’Antica Corte Pallavicina. È un magnifico Castello sul fiume Po, parte del circuito I Castelli del Ducato, che oggi ospita un relais con 11 camere e il ristorante stellato dei Fratelli Spigaroli, eredi di una famiglia di mezzadri nel podere Piatador del grande compositore Giuseppe Verdi, nato in queste terre. Il maniero è aperto ai visitatori, che all’interno trovano anche il Museo del Culatello, denso di documenti storici e curiosità. Di grande interesse è l’intero giro della corte con l’orto giardino, l’antica cucina e le sale affrescate di quella che dal XIII al XIX secolo fu la residenza dei Marchesi Pallavicino. Gli ospiti sono inoltre invitati a scoprire Po Forest, un percorso tra la vegetazione di Golena del Po, l’allevamento di maiali della famiglia e l’azienda agricola. Le visite sono a pagamento. Infine a tavola, con degustazioni informali all’Hosteria, che propone taglieri dominati naturalmente da Culatello e Parmigiano Reggiano seguiti da piatti come tortelli di erbetta e stracotto di bue con polenta; oppure trattatevi da principi e prenotate un tavolo al ristorante stellato. Accompagnati dallo sciabordio dell’acqua subito al di sotto, con gli occhi sul panorama che si apre dalle ampie vetrate, vedete sfilare Culatelli deluxe stagionati, ravioletti di gallina e molte altre prelibatezze: il meglio del territorio nelle abili mani dello chef Massimo Spigaroli. Il momento migliore per organizzare una gita? Eventi e sagre a Polesine Zibello Capitate a Polesine Zibello nel mese di novembre? Vi aspetta la November Porc, con un fitto calendario di eventi gastronomici itineranti in varie località del Polesine, tra cui questa.
Arte & Cultura

Bosco Sacro di Bomarzo

Nel Bosco Sacro di Bomarzo: fantasia, mistero o enigma? Il Bosco Sacro di Bomarzo, noto anche come Parco dei Mostri, è un giardino popolato da decine di sculture di animali fantastici, figure mitologiche e piccoli edifici immersi nella vegetazione, voluto nel Cinquecento da un eccentrico principe che si fece affiancare da uno dei più noti architetti del tempo, Pirro Ligorio. È un regno di creature spaventose, più spesso enigmatiche, che stimolano l’immaginazione e il gioco. Molto amato dai bambini per la sua aura di mistero, è il luogo dove passare alcune ore nella natura immersi in un’altra dimensione. Un’opera unica del Cinquecento Il più antico parco di sculture del mondo moderno nasce per volontà di Francesco Orsini (1523-1585), signore di Bomarzo, che, forse in omaggio alla moglie Giulia Farnese, morta prematuramente, fece costruire un giardino decisamente sui generis. Mentre nelle sontuose ville della zona le famiglie aristocratiche creavano eleganti parchi all’italiana (uno per tutti, quello di villa Lante di Bagnaia), Orsini volle invece usare l’ambiente naturale per creare un luogo enigmatico, ricco di mistero, che rappresenta un’eccezione per il suo tempo. Gran parte delle sculture sono state realizzate sul posto, lavorando i blocchi di peperino, la roccia magmatica tipica della Tuscia, trovati sul posto. Tanti studiosi si sono scervellati per individuare la chiave di lettura di questo luogo, facendo ricorso a fonti letterarie, ad una interpretazione magico-misterica immaginando un percorso iniziatico. Non c’è una risposta univoca: il Bosco Sacro solletica l’immaginazione di ciascuno in modo diverso e soggettivo. Il grande mascherone che è diventato simbolo del parco reca la scritta: “ogni pensiero vola”. Sarà il significato autentico di questo divertissement rinascimentale? Le statue del Bosco Sacro All’ingresso del percorso del Bosco Sacro ci sono le sfingi greche, poste accanto allo stemma degli Orsini. Due iscrizioni interrogano il visitatore, una recita: “Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per incanto o pur per arte”. A ciascuno la risposta. Si prosegue tra statue di divinità come Saturno e Giano fino al mascherone antropomorfo con la bocca spalancata, sormontato da un globo. Le statue più grandi sono quelle della gigantomachia, la lotta tra due giganti, Ercole e Caco; la tartaruga che sorregge la Nike, la dea della vittoria. Dopo il Pegaso alato, il ninfeo e l’anfiteatro, si arriva alla casa pendente, un piccolo edificio che evoca una rovina costruita su un masso inclinato a 23°, la medesima inclinazione dell’asse terrestre. La sola visione della casa inclinata provoca in chi guarda una sensazione di instabilità, quasi di vertigine, che fa perdere certezze e riferimenti, in deciso contrasto con un’altra opera architettonica, il classicheggiante tempietto dedicato alla moglie scomparsa, dalle linee sobrie ed eleganti. Ed ecco ancora l’elefante che sostiene una torre, il drago, il grande Nettuno in una grande vasca, poi il piazzale dei vasi di pietra con le pigne, Echidna, la donna con la coda di serpente al posto della gambe e l’Orco con le fauci spalancate. Come non rimanere suggestionate da tante oniriche visioni? L’artista surrealista Salvador Dalì attinse a piene mani da questo favoloso immaginario. Il borgo di Bomarzo Il Bosco Sacro dista solo pochi minuti dal borgo di Bomarzo, che si eleva su uno degli ultimi speroni rocciosi della valle del Tevere, dominato dall’imponente palazzo della famiglia Orsini, oggi palazzo Comunale, con belle sale affrescate da artisti della scuola di Pietro da Cortona. Appena sotto il palazzo c’è il Duomo, dalla facciata barocca, anche se la base del campanile poggia su blocchi di tufo di epoca etrusca, a ricordarci quanto siano antiche le origini di questi luoghi. Festa caratteristica del borgo è il Palio di Sant’Anselmo, una corsa di cavalli nel Campo del Fossatello, sotto la rupe, che si svolge il 25 aprile tra 5 fantini che rappresentano altrettante contrade del borgo. Il dolce caratteristico della festa è il biscotto, una ciambella dolce fatta con un impasto lievitato bagnato da liquori, olio, vino, zucchero e insaporito di limone e anice.
Ops! C'è stato un problema con la condivisione. Accetta i cookie di profilazione per condividere la pagina.