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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
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Spiritualità

Cappella di San Severo

Un tempo la piccola cappella di S. Severo faceva parte della chiesa che sorge lì accanto, appartenente al convento dei Camaldolesi: il complesso conventuale presidiava il quartiere di Porta Sole, sulla sommità di Perugia, testimoniando così il prestigio della congregazione camaldolese. Nel ’700 la chiesa venne rifatta cancellando gli elementi quattro-cinquecenteschi con l’unica grande eccezione di questa cappella, che conservò il suo aspetto originario e, soprattutto, il grande affresco della SS. Trinità e santi realizzato da Raffaello e Perugino. La cappella divenne però un corpo a sé e fu dotata di un ingresso separato, in modo da consentire l’accesso a fedeli e visitatori senza disturbare le funzioni religiose. Il valore inestimabile di quell’affresco era già chiaro a tutti. A Raffaello si deve la parte superiore del dipinto, realizzata nel 1505, che raffigura la SS. Trinità tra angeli e cherubini; a Perugino i santi che dominano la parte inferiore, tutti camaldolesi o benedettini. Perugino fu chiamato a integrare l’opera solo dopo la morte di Raffaello, avvenuta nel 1520: evidentemente, fino ad allora i committenti avevano sperato che il grande artista, ormai trasferitosi a Roma, potesse prima o poi tornare a Perugia per completare personalmente l’affresco. Dopo la sua scomparsa decisero di rivolgersi all’ormai anziano Perugino, pittore che di Raffaello era considerato il maestro e lo aveva profondamente influenzato negli anni giovanili. Al centro dell’affresco, in una nicchia è collocata una Madonna con il Bambino in terracotta policroma attribuita a Leonardo Del Tasso.
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