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Esplora l’Italia nella stagione più calda e luminosa, pianificando le tue vacanze in una delle tante mete estive

Dove andare in estate in Italia? Divertimento e relax? Spiagge assolate o cucuzzoli silenziosi? L’estate in Italia è più che una stagione: è uno stile di vita. Goditi le città deserte alle 2 del pomeriggio e i tramonti in riva al mare. Ascolta il rumore dei vacanzieri seduti ai tavoli dei ristoranti e perditi in lunghissime passeggiate notturne. La bella stagione in Italia è foriera di gioia infinita, che amiate l’alta montagna o fare lunghi bagni in acque tra le più limpide al mondo. Sarà comunque indimenticabile.
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Palazzo Mediceo di Seravezza

L’edificazione del Palazzo Mediceo di Seravezza è connessa allo sfruttamento dei locali bacini minerari, che per secoli rappresentò il principale motore economico dell’area. Il complesso venne commissionato attorno al 1560 per volontà del granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici, che necessitava di un avamposto militare che fungesse anche da pied-à-terre durante le visite alle vicine cave di marmo di recente apertura. In seguito, divenne sede di villeggiatura per le principesse medicee e per la nuova dinastia regnante, gli Asburgo-Lorena. Data la finalità per cui venne costruito, il complesso è caratterizzato da una architettura severa e disadorna, senza però perdere in eleganza, specie nella facciata principale (che in origine era utilizzata come entrata secondaria), con maestoso portale ancora sovrastato dallo stemma mediceo, e nel retrostante cortile interno. Inizialmente il palazzo si trovava all’interno di una più ampia area verde che includeva un frutteto, orti e peschiere, parzialmente ripristinata nel 2010. Attualmente, oltre ad essere Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, è sede municipale del Comune di Seravezza e centro culturale: le cantine ospitano un antiquarium, il piano terra custodisce la documentazione della Biblioteca Comunale Sirio Giannini e dell’Archivio Storico. Al secondo e ultimo piano, un tempo occupato da ambienti di servizio, nel 1996 sono state inaugurate le 11 sale del Museo del Lavoro e delle Tradizioni popolari della Versilia storica.
Natura

Bolgheri

Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci, condivide con la sede municipale il lascito storico dei Della Gherardesca, gli antichi signori locali: all’ingresso dell’abitato i visitatori sono subito accolti dalle eleganti merlature del castello, a lungo proprietà del casato, da cui si sviluppa la cinta muraria che abbraccia il borghetto d’impianto medievale. Superato il portale si arriva subito in piazza Alberto, dove un’epigrafe indica la palazzina che per un decennio ospitò il giovane Giosuè Carducci e la sua famiglia. Seguendo un sentierino che costeggia il poggio si raggiunge il modesto cimitero di campagna che conserva l’estrema memoria dei Carducci in paese: vi venne infatti sepolta la nonna paterna del poeta, che anni dopo la ricordò con tenerezza in uno dei suoi componimenti. In direzione opposta, uscendo dal borgo, prende avvio un percorso monumentale attraverso il viale dei Cipressi (celebrato da Carducci in una celebre ode) che collega il castello al sottostante oratorio di S. Guido, piccola cappella ottagonale edificata tra i campi dai Della Gherardesca per onorare un antenato in odore di santità. Lungo il viale s’incontra la Tenuta San Guido, custode della tradizione vitivinicola locale: è qui che a partire dagli Anni ’40 il marchese Mario Incisa della Rocchetta intuì le potenzialità enologiche del territorio, impiantando i primi vitigni del pregiato Bolgheri Sassicaia, di cui tuttora la cantina detiene l’esclusiva.
UNESCO

Cappella Sistina

Sede dei conclavi per l’elezione dei papi, la cappella prende nome da Sisto IV della Rovere, che tra il 1477 e il 1480 fece ricostruire l’antica Cappella Magna da Giovannino de’ Dolci e ne affidò la decorazione delle pareti ad alcuni tra i più celebri maestri umbri e toscani dell’epoca. Nel 1506 Giulio II riprese il progetto decorativo affidandolo a Michelangelo, che tra il 1508 e il 1512 affrescò le lunette e la volta, mentre fra il 1535 e il 1541 coprì la parete di fondo col Giudizio universale. Gli affreschi che occupano l’intera superficie della volta sono inquadrati in una monumentale architettura dipinta, dove si fondono in maniera superba elementi plastici e pittorici. Nel registro centrale si susseguono 9 storie della Genesi, mentre fra i riquadri sono raffigurate coppie di ignudi che reggono medaglioni all’interno di finte strutture marmoree. Sui 2 registri laterali contrapposti, in corrispondenza degli archi, sono affrescate 12 possenti figure di sibille e di profeti assisi in trono. Altri episodi biblici occupano i pennacchi agli angoli della volta, mentre le vele e le lunette sopra le finestre ospitano antenati di Cristo. Il magnifico Giudizio universale occupa la parete di fondo della cappella e rappresenta una grandiosa scena in movimento all’interno di uno spazio senza limiti, in cui tutti gli ideali iconografici e i rapporti prospettici dell’arte rinascimentale sono superati. Domina maestosa e implacabile la figura di Cristo, colto nell’attimo che precede l’emissione del Giudizio finale, con la Vergine accanto e intorno santi, patriarchi, martiri; a destra i beati salgono al cielo, a sinistra i dannati precipitano all’inferno, dove vengono accolti da Caronte e Minosse. In basso a sinistra è raffigurata la risurrezione dei morti; nel mezzo, sopra Caronte, un gruppo di angeli suona le trombe del Giudizio; in alto, nelle lunette, altri angeli mostrano i simboli della Passione.
Borghi
Casalmaggiore

Casalmaggiore

Casalmaggiore è la classica cittadina della Bassa lombarda, un borgo popoloso affacciato sul Po e incentrato su una grande piazza che ne riassume la vita civile e quella religiosa. In realtà, piazza Garibaldi è molto di più: lunga 124 metri e larga 36, si presenta come un enorme palcoscenico all’aperto, che accoglie il mercato settimanale e la fiera così come varie manifestazioni culturali. Le sue dimensioni “fuori scala” si spiegano con un’origine particolare. Venne infatti progettata nel ’600 dove prima sorgeva il castello di Casalmaggiore, travolto nel ’500 da una delle non poche piene del Grande Fiume che hanno ferito l’abitato nel corso della sua storia. Lastricata solo nel 1813, la piazza si guadagnò il soprannome di Liston, come è chiamata a Venezia la passeggiata che attraversa piazza San Marco. Ottocenteschi sono anche i due edifici principali che si affacciano su questo spazio: il Palazzo comunale, in stile neogotico, e il Duomo intitolato a S. Stefano Protomartire, consacrato nel 1861, in stile neoclassico; è invece cinquecentesca la vicina chiesa di S. Chiara, dalla pianta ottagonale. In via Porzio, il Museo del Bijou conserva oltre 20.000 oggetti di bigiotteria prodotti tra la fine dell’800 e gli Anni ’70 del ’900. Nel ’700 il borgo si arricchì di ben 4 archi trionfali, eretti per onorare il transito di membri della famiglia imperiale d’Austria; ne sopravvive uno solo, quasi a ridosso dell’argine del Po, costruito in occasione del passaggio dell’infanta Maria Isabella di Borbone-Parma quando, nel 1760, andò sposa a Giuseppe II. Tra le altre chiese di Casalmaggiore spiccano la chiesa di S. Francesco, documentata dal 1385, che custodisce un Cristo deposto in marmo scolpito forse da Jacopino da Tradate, e il santuario della Beata Vergine della Fontana, costruito nel ’400 (ma rifatto in stile neogotico) sulla via per Sabbioneta, dove sgorgava acqua miracolosa: secondo la tradizione, vi è sepolto il grande pittore Parmigianino. Le campagne di Casalmaggiore, cui un tempo apparteneva anche il territorio dell’attuale comune di Rivarolo del Re ed Uniti, e della vicina S. Giovanni in Croce sono disseminate di cascine e grandi ville padronali ben conservate, alcuni delle quali furono scelte da Bernardo Bertolucci come location dei film “La strategia del ragno” (1970) e “Novecento” (1976): una su tutte, la villa Longari Ponzone con il suo parco, a Rivarolo del Re (proprietà privata), distante appena 7 km da Casalmaggiore.
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