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Per una fuga d’amore o un'avventura piena di azione, assicurati di aggiungere alcuni dei laghi in Italia al tuo itinerario di viaggio. Dalle acque del Lago di Garda allo scenario romantico del Lago di Como, sono tantissimi i laghi da visitare dove riposarsi e godere di panorami mozzafiato.

Laghi 45 risultati di ricerca
Natura

Isola del Garda

Vivere in una favola nel giardino di Isola del Garda Nell’antichità, uno spaventoso cataclisma staccò una porzione di terraferma, lasciandola galleggiare sulle acque. Nasce così Isola del Garda, un luogo incantato sulla sponda bresciana del lago omonimo, aperto ai turisti per visite guidate e interessanti esperienze. Sono transitati da qui San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio da Padova e Dante Alighieri. Proprietà della famiglia Cavazza, che curano la residenza e il parco con amore e dedizione, è una gemma verde del lago. Preziosa e unica. Natura incontaminata Lo sbarco avviene nel profumo intenso di cedri e limoni. L’aria è tersa e il particolare microclima concede giornate miti per molti mesi all’anno. Non appena si approda su questo scenografico scoglio verdeggiante che è l’Isola del Garda, sono i cipressi secolari a colpire. Maestosi, fanno da degna cornice alla splendida villa in stile neogotico veneziano, eretta ai primi del 900 su progetto dell’architetto Luigi Rovelli. Ai suoi piedi, terrazze e giardini digradano verso le acque placide e cristalline del lago. Il grande parco è un’assoluta meraviglia in ogni angolo, frutto com’è di cure infinite e di ricerche lungo i secoli. Dal punto di vista progettuale, tutto il parco è stato concepito per essere ammirato dall’acqua, a mano a mano che ci si avvicina a bordo delle imbarcazioni. Sulla terrazza centrale il giardino è in stile classico italiano, mentre in quello che in passato era l’orto frutteto, organizzato sulla terrazza inferiore, si estende un giardino all’inglese. Vi prosperano kaki, limoni, peri, melograni, arance, pompelmi, fichi d’India, giuggiole e capperi. In un’altra area svettano le palme delle Isole Canarie. Rose e bouganville fanno esplodere i colori. Querce, pioppi e pini sono grandiosi. Miti e magia Non è soltanto lo straordinario contesto naturale ad ammaliare, perché il parco di Isola del Garda riserva altre sorprese. Le siepi sono modellate in modo da rappresentare varie figure, in giochi di geometrie, compresa la riproduzione dello stemma della famiglia De Ferrari, che per prima diede vita al giardino. Mentre si passeggia, si incontrano inoltre misteriose presenze, a metà tra l’umano e il mitologico. Li chiamano “i custodi del giardino” e sono sculture in legno create dall’artista Gianluigi Zambelli. C’è un ragazzino seduto su una panchina, che osserva pensieroso una crisalide: sta per schiudersi e all’interno si intravede il bel volto di una fanciulla. C’è una libellula che affiora da un laghetto, c’è un cavallo che spunta dal verde. Poi faune, ninfe e spiritelli, a popolare una fiaba che è pura realtà. Sua maestà l’oliva Per il clima e la posizione geografica favorevoli, il Lago di Garda costituisce l’habitat ideale per la coltivazione delle olive. Questo Isolotto non fa eccezione e vanta 50 varietà di cultivar, alcune delle quali risalenti ai tempi degli antichi romani. Tra le varietà spiccano Leccino, Frantoio, Pendolino, Casaliva e Gargnà. I proprietari, con la loro Azienda Agricola Borghese Cavazza, ne traggono diverse tipologie di Olio Garda DOP di eccellente qualità. Leggero e con note fruttate, è un ingrediente fondamentale della cucina del territorio. A questo proposito, vale la pena suggerire un piccolo, irrinunciabile rito, poesia per il palato nella sua semplicità: per assaporare tutti gli aromi che sprigiona, l’olio va gustato su una bruschetta. Acquistabili anche altri prodotti, ugualmente “figli” del parco: liquori di limoni e cosmetici a base di olio extravergine d’oliva. Una gita, tante possibilità La visita guidata all’Isola del Garda, che comprende il parco e la Villa, è già un’esperienza notevole in sé. In alcune date dell’anno, tuttavia, si può abbinare una degustazione dei vini locali, rinomati al pari dell’olio. Oppure si può optare per una straordinaria osservazione della volta celeste, quando piovono le stelle, nei giorni che vanno dal 10 agosto, la notte di san Lorenzo, al 14 dello stesso mese. Se invece è l’acqua ad attrarvi, cogliete al volo la seguente possibilità: una crociera su un veliero.
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Lago di Como, Lombardia

Lago di Como

Sul Lago di Como tra ville da sogno e borghi da esplorare Il paesaggio del lago di Como unisce montagne, boschi, parchi fioriti e acque limpide su cui si affacciano ville da sogno e borghi da esplorare. Il modo migliore per visitarlo? Navigando. Un sistema di taxi in battello collega tutte le località principali disseminate sui tre rami del lago. Al centro si trova Bellagio, la perla del Lario, ma non è l’unico gioiello su queste rive. A Lecco con Manzoni Il panorama più bello lo vedrete qui, perché Lecco è circondata dai monti. Da non perdere la Basilica di San Nicolò il cui campanile alto 96 metri si vede da ogni punto della città e la Torre Viscontea, unico resto di un castello scomparso. A Lecco si trova anche Villa Manzoni che appartenne alla famiglia dello scrittore fino al 1818 e ospita il Museo Manzoniano. E a proposito di Promessi Sposi: dalla casa di Lucia a Lecco parte un percorso lungo i luoghi manzoniani che arriva fino al castello dell’Innominato sopra Vercurago. Le ville di Bellagio Bellagio sorge sul promontorio centrale del lago e da secoli è considerato un luogo pieno di fascino da visitatori di ogni paese. Qui sorgono alcune delle ville più belle affacciate sull’acqua, come Villa Serbelloni che risale al 500 e nel tempo ha accolto ospiti come Leonardo da Vinci o la regina Vittoria. Merita una visita anche la neoclassica Villa Melzi d’Eril il cui parco era amatissimo dal compositore Franz Liszt. La passeggiata degli Innamorati di Varenna A Varenna arrivate in battello per percorrere la passeggiata degli Innamorati che collega la riva al borgo. Il centro è un labirinto di scale e vicoletti da cui si aprono romantici scorci sul lago. Da visitare: Villa Monastero e il castello di Vezio che domina il paese dall’alto e regala una vista impareggiabile. Mentre siete a Varenna fate un salto a Bellano per visitare l’Orrido, una gola da percorrere su passerelle sospese tra l’acqua e la roccia. A Colico tra forti, abbazie e sport d’acqua Ai piedi del monte Legnone, la cima più alta del Lario, si trova il paese di Colico abitato sin dall’epoca pre-romana. Grazie al vento dolcissimo che spira su questa porzione di costa è il luogo perfetto per chi vuole fare sport d’acqua sul lago. Ma non dimenticate di visitare il secentesco Forte di Fuentes costruito sul colle di Monteggiolo e, poco lontano dal paese, l’Abbazia di Piona del VII secolo. Qui i monaci preparano miele e liquori. Da Menaggio all’Isola Comacina Il lungolago di Menaggio si affaccia su un bel panorama della riva opposta. A 20 minuti a piedi dal centro si arriva a Villa Mylius Vigoni mentre una strada in salita porta al castello fortificato. Scendendo verso l’Isola Comacina fermatevi a Lenno sul Golfo di Venere per visitare Villa del Balbianello costruita nel ‘700 su un promontorio che ospitava un più antico monastero francescano. La migliore visuale sull’Isola Comacina l’avrete passeggiando nei pressi di Santa Maria Maddalena di Ossuccio: è lo spot fotografico da non perdere per chi ama scattare. Se vi trovate in zona il 24 Giugno fermatevi finché fa buio per i Lumaghitt, i fuochi d’artificio sull’acqua per la festa di San Giovanni. Como, Cernobbio e Laglio Non si può dire di aver visitato il lago di Como senza un giro nella città che gli dà il nome. Qui nacquero personaggi come i due Plinii in epoca romana e Alessandro Volta a cui è dedicato il Tempio Voltiano. Da visitare: il Duomo, ultima cattedrale gotica in Lombardia, il Broletto e la torre di città, la Basilica di Sant’Abbondio fuori dalle mura antiche e l’Ermo di San Donato fondato dai benedettini nel XV secolo. Da non mancare il Castello Baradello in posizione panoramica e Villa Olmo, tra le più belle del lago. Cernobbio ospita altre splendide ville: Villa Erba, Villa Bernasconi e Villa Pizzo. Ma la star di questa sponda del lago è Villa Oleandra, frequentata da celebrità hollywoodiane da quando George Clooney l’ha acquistata nel 2002. È delizioso anche il borgo che la ospita, si chiama Laglio. Da qui partono molti sentieri verso il monte Colmegnone. Il più bello è quello che conduce alla Grotta della Buca dell’Orso, una cavità carsica con un lago sotterraneo. Villa Pliniana, una storia d’amore e fantasmi Tra le ville che si affacciano sul lago di Como, questa è quella con la storia più affascinante. Se i muri di Villa Pliniana potessero parlare racconterebbero l’amore proibito tra il principe di Belgiojoso e la principessa Anne-Marie Berthier, entrambi già sposati. Fuggirono trovando rifugio su questa sponda dove vissero in completo isolamento per 9 anni. Si racconta che ogni notte i due amanti si tuffassero nudi nel lago, avvolti solo da un lenzuolo. Chi li vedeva dall’altra sponda si convinse che la villa fosse abitata da un fantasma.
Natura
Lago Maggiore

Lago Maggiore

Sul Lago Maggiore, alla scoperta delle Isole Borromee e degli altri gioielli Sulle acque del Lago Maggiore, Eden naturalistico e storico incastonato tra Piemonte e Lombardia, splendono le sue perle più luminose, le Isole Borromee. Ma anche le sponde del lago sono punteggiate di gioielli: piccoli borghi, passeggiate sul lungolago, ville nobiliari e antichi eremi. E basta allontanarsi appena dalla riva per scoprire itinerari naturalistici da esplorare a piedi, in mountain bike o a cavallo. La regina del lago è Stresa La chiamano la regina del lago perché come una regina è adornata da molti gioielli. Stresa è ville da sogno, palazzi liberty e un lungolago che regala una vista magnifica sui monti e sulle Isole Borromee. Da percorrere di sera, quando le luci si accendono sulle isole e brillano sull’acqua creando un paesaggio onirico. La più preziosa delle Borromee: l’Isola Bella È la più vicina alla costa e forse anche la più preziosa delle isole Borromee. Arrivando sull’Isola Bella resterete estasiati dal suo palazzo barocco pieno di tesori che sembra ergersi direttamente dalle acque con una facciata lunga 80 metri. All’interno, il salone d’onore su due piani con copertura a cupola lascia senza parole. Tutto intorno c’è uno splendido giardino che culmina nel Teatro Massimo, un trionfo di statue e fontane. Da non perdere le grotte a tema marino. L’Isola Madre, la più grande La più grande dell’arcipelago, l’Isola Madre, era nota anche come Isola Maggiore e prima ancora Isola di San Vittore. Attardatevi nel salotto veneziano all’interno del palazzo costruito nel 1500. C’è anche un teatro delle marionette domestico con il quale la famiglia Borromeo intratteneva i suoi ospiti. Alla fine della visita passeggiate nel giardino all’inglese dove si trova un raro esemplare di cipresso del Kashmir i cui semi giunsero fin qui a metà 800: è il più grande e vecchio d’Europa. Isola dei Pescatori, la più piccola Il più piccolo degli isolotti davanti a Stresa, è anche l’unico a essere abitato tutto l’anno. Dalla sua piazzetta centrale si diramano i vicoli che portano alla passeggiata panoramica sulla punta dell’isola dei Pescatori. Fermatevi in un ristorantino per mangiare pesce di lago. E se capitate da queste parti a Ferragosto non perdetevi la processione in barca sul lago: magica. La rocca di Angera, il Medioevo è servito La Rocca Borromea, sulla sponda meridionale del lago, ha una storia lunghissima iniziata nell’XI secolo e proseguita fino al XVII. Lo testimoniano le diverse parti di cui è composta: l’Ala Scaligera, l’Ala Viscontea, la Torre di Giovanni Visconti e l’Ala dei Borromeo. Le Sale Storiche con affreschi e tele vi faranno girare la testa. Prima di andare via fate due passi nel Giardino Medievale. Eremo di Santa Caterina del Sasso Costruito a strapiombo sull’acqua e aggrappato alla roccia, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso è una sosta imperdibile. Si può arrivare dalle scale che scendono dal parcheggio, usando un comodo ascensore o prendendo le scale che salgono dall’acqua: in questo caso sappiate che la fatica di salire i gradini sarà ampiamente ripagata dalla vista. Il convento risale al XII secolo ed è uno dei luoghi più spettacolari del lago Maggiore. Sul Sacro Monte di Ghiffa La posizione è invidiabile, la vista sul lago magnifica: è il Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, alle falde di monte Cargiago, un luogo sacro composto da un santuario, tre cappelle e una via Crucis porticata, tutto circondato da una grande riserva naturale dove passeggiare seguendo uno degli itinerari tra i boschi. I giardini di Villa Taranto Anche se la villa non è accessibile, non potete mancare una visita ai suoi magnifici giardini aperti al pubblico. La collezione di piante e fiori è stupefacente e arriva da ogni angolo del mondo. È il sogno visionario del capitano scozzese Neil McEacharn che creò questo luogo negli Anni 30. E se di giardini non ne avete abbastanza, prendete la funivia che da Stresa sale al Mottarone e scendete alla fermata intermedia: qui si trovano i Giardini Alpinia, che da 800 metri di altitudine, offrono una vista irripetibile sul lago. Il Colosso di San Carlo Borromeo Con i suoi 35 metri di altezza è stata per molto tempo la statua più alta del mondo. Il Colosso di San Carlo Borromeo qui lo chiamano affettuosamente il Sancarlone. Risale al 1698 e si trova sopra il paese di Arona, che gli diede i natali. Salite in cima alla statua tramite la scaletta interna e godetevi il panorama attraverso gli occhi di San Carlo. Raggiungete anche il borgo per una passeggiata sul lungolago da fare sia a piedi che in bici. Arrivate fino in fondo: da qui, sotto un pergolato di glicini, si vede la rocca di Angera. Il parco zoologico di Villa Pallavicino Se viaggiate con i bambini il parco zoologico di Villa Pallavicino è il posto giusto dove portarli per accontentare tutta la famiglia: i piccoli saranno felici di scoprire le oltre 40 specie di animali che vivono qui, tutti liberi, mentre voi vi godrete la splendida villa neoclassica che si affaccia sul lago. Fu la marchesa Luisa Pallavicino a volere il giardino zoologico nel 1952. I castelli sull’acqua di Cannero Sembrano galleggiare sull’acqua e sembrano quasi un miraggio. I castelli di Cannero si trovano proprio di fronte a Cannero Riviera e si possono visitare in barca prendendo un battello o un catamarano a energia solare. Sono torri e mura medievali di antiche fortificazioni costruite su tre isolotti nell’XI secolo.

Lago di Bolsena

Il lago di Bolsena, terra prediletta dai papi Lo specchio d’acqua di Bolsena è il più grande lago vulcanico d’Europa: circondato da una corona di colli, sulle sue sponde si affacciano splendidi borghi medievali, ricchi di importanti opere d’arte, lascito della signoria dei Farnese e dei numerosi papi che hanno amato questo territorio. Dal lago emergono due isole dalla natura rigogliosa, la Bisentina e la Martana. Le sue acque cristalline sono un invito a praticare vari sport acquatici, compreso il nuoto. Paesaggi e buona tavola Il territorio del lago di Bolsena è uno dei più affascinanti del Lazio, il luogo ideale dove trascorrere un weekend, o magari una settimana, all’insegna della natura, dell’arte, del paesaggio e della buona tavola. Il borgo di Bolsena, in riva al lago, è dominato dalla Rocca Monaldeschi della Cervara, dove ha sede un museo territoriale, ed è ricco di palazzi, piazze e chiese, una fra tutte la barocca Cappella del Miracolo, e ristoranti, dove provare i piatti a base dei pesci del lago, l’anguilla e il coregone. Proseguendo nel periplo, in senso orario, su un’altura sorge Montefiascone, altro bel centro storico rinascimentale, dominato dall’imponente Rocca dei Papi (XII secolo), dalla quale si gode il miglior panorama sul lago. Qui si beve il vino bianco, il famoso Est Est Est! Tornati sulla sponda, si attraversa Marta, borgo di pescatori con le barche colorate ormeggiate sulle rive e si arriva al promontorio di Capodimonte, dominato dalla Rocca Farnese (opera di Antonio da Sangallo il Giovane), con un bel porticciolo da cui si può partire alla volta delle isole, e spiagge sulle quali rilassarsi. Da non perdere, sulle alture, Valentano, il borgo dove si stabilirono i Farnese abbellendolo con una maestosa Rocca, porte monumentali (Magenta e San Martino) e numerosi palazzi. Anche a Gradoli, grazioso centro che si eleva su uno sperone di tufo, si trova un palazzo Farnese, fatto costruire da papa Paolo III che aveva eletto il borgo a sua residenza estiva. Sul Sentiero dei Briganti La sponda occidentale del lago di Bolsena, da Gradoli a San Magno, la più verde e boscosa, è lambita da un tratto del Sentiero dei Briganti, un itinerario di 100 km che si può percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo. Il Sentiero si snoda dalla Riserva naturale di Monte Rufeno, al confine tra Lazio, Toscana e Umbra, fino all’abitato di Vulci nella Maremma laziale. Si tratta di un percorso che oggi ha un grande valore naturalistico, ma che, alla fine dell’Ottocento era tra le zone più marginali ed isolate del paese, dove ebbe terreno fertile il Brigantaggio, il fenomeno che vide il diffondersi bande armate dedite a rapine e omicidi. I briganti moderni lo percorrono alla scoperta di un’Italia incontaminata, dove c’è ancora così tanto da scoprire. L’isola Bisentina, un luogo di delizia L’isola Bisentina, la più grande (17 ettari) del lago di Bolsena, fa parte del territorio comunale di Capodimonte: il suo nome deriva da quello di un’altura nelle vicinanze, il monte Bisenzio. Abitata da sempre, l’isola fu un luogo di rifugio delle popolazioni rivierasche durante le invasioni barbariche, per poi tramutarsi in luogo di delizia quando venne acquisita dalla famiglia Farnese attorno al Quattrocento. Si ha notizia di numerosi papi che hanno trascorso qui periodi di villeggiatura. Questo spiega la presenza di varie cappelle ed edifici religiosi risalenti al XV e XVI secolo, la più importante delle quali è la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, costruita attorno al 1500 con la cupola del Vignola, uno dei maggiori architetti del tempo. L’isola è tutt’ora privata e non è aperta alle visite, se non in occasione delle giornate del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Il mistero dell’isola Martana L'isola Martana, dalla caratteristica forma a mezzaluna, misura circa 10 ettari e prende il nome dal paese rivierasco più vicino, il borgo di Marta, da cui dista circa 2 km. La storia di quest’isola è legata alla tragica vicenda di due donne: qui avrebbe avuto luogo il martirio di Santa Cristina e l’assassinio di Amalasunta, una regina dei Goti, figlia di Teodorico. Nei secoli l’isola fu abitata da varie comunità monastiche e contesa tra la Santa Sede, Orvieto e Viterbo, poi proprietà dei Farnese, che preferirono la Bisentina per i loro ozi, e progressivamente abbandonata. Anche l’isola Martana oggi è privata e non è possibile l’attracco, ma la si può vedere esternamente grazie al servizio pubblico di navigazione del lago che dal porto di Bolsena propone escursioni con la circumnavigazione di entrambe le isole e del promontorio di Capodimonte.
Arte & Cultura

Villa Reale di Marlia

I giardini della Villa Reale di Marlia, pura delizia Il parco della Villa Reale di Marlia, in Lucchesia, è uno dei più belli della Toscana, un luogo meraviglioso dove passeggiare nel verde, scoprire i luoghi di delizia che appartenevano all’aristocrazia e andare a fare un pic-nic. Il sogno della sorella di Napoleone Di origini alto-medievali, il complesso appartenne all’inizio dell’Ottocento alla sorella di Napoleone, la principessa di Lucca Elisa Bonaparte, che la ampliò e realizzò nell’ampio parco anche un giardino all’inglese, uno dei pochi in Italia. La villa fu successivamente assegnata ai Borbone, che continuarono ad usarla come dimora di corte, poi a re Vittorio Emanuele II e, dopo alcune traversie, fu acquistata dai conti Pecci Blunt nel 1923. I conti Pecci Blunt curarono il rinnovo del parco affidandolo ad un affermato architetto francese, Jacques Greber, che creò ruscelli, boschi, un lago e altri elementi paesaggistici che possiamo apprezzare ancora oggi. Negli ultimi anni, il complesso della villa di Marlia è stato oggetto di un vasto progetto di recupero da parte degli attuali proprietari, che ne hanno permesso la riapertura al pubblico nel 2019. La grotta di Pan Nel nucleo più antico del giardino troviamo la grotta di Pan, un ninfeo realizzato tra il 1570 e il 1580, dedicato alla divinità dei pastori e della campagna. All’esterno è caratterizzato da ampie arcate oltre le quali si entra in un ambiente simile a una grotta, decorato con mascheroni e nicchie. L’opera è attribuita a Bernardo Buontalenti, lo stesso artista che ha realizzato la grotta del giardino di Boboli a Firenze. I due giardini all’Italiana Di origine seicentesca, il giardino all’Italiana della villa di Marlia è giunto fino a noi dopo varie trasformazioni diviso in due parti: il giardino superiore pensile, sulla terrazza, al cui centro si trova una magnifica magnolia, e il giardino inferiore, con le classiche aiuole squadrate racchiuse da siepi che contengono piante di bosso potate in forma sferica. Le statue nelle nicchie e i vialetti in ghiaia rosati come il muro di cinta rendono l’insieme di un’armonia assoluta. Il più antico teatro di Verzura Realizzato tra il 1666 e il 1670, il teatro di Verzura della villa di Marlia è il più antico d’Europa, straordinaria testimonianza del gusto dell’epoca di dotare i giardini più importanti di teatri naturali all’aperto realizzati con la vegetazione: il palcoscenico è un prato, le quinte sono siepi di tasso scolpite adornate di statue di terracotta che rappresentano personaggi della commedia dell’arte. In questo luogo di delizia, dove Niccolò Paganini ha suonato il suo violino per Elisa Bonaparte, si tengono ancora rappresentazioni teatrali. Il viale delle camelie Le prime camelie della villa di Marlia furono fatte arrivare dalla Reggia di Caserta, ordinate da Elisa Bonaparte per il fratello Giuseppe, allora sul trono di Napoli, come rare piante esotiche. È proprio grazie ad Elisa se oggi le camelie sono un elemento caratterizzante di questo magnifico territorio. Il giardino spagnolo e la piscina Tra le novità introdotte dall’intervento di Greber negli anni 20, troviamo il giardino spagnolo in stile Art Déco caratterizzato dalle forme geometriche, dalla presenza dell’acqua delle fontane e dalla fioritura di hibiscus, rose rampicanti, evonimi e hypericum. A Greber dobbiamo anche il lago, che oggi è uno degli elementi paesaggistici più rilevanti dell’intero giardino, nonché struttura funzionale per la corretta irrigazione del parco. Nella piscina riscaldata (dunque molto moderna per l’epoca), realizzata nel 1928 insieme ai campi da tennis, di bocce e di croquet, si sono divertiti, tra i numerosi ospiti dei Pecci Blunt, anche lo scrittore Alberto Moravia e l’artista Salvador Dalì. Il percorso olfattivo La grande biodiversità botanica del parco della villa di Marlia, ripristinata grazie agli interventi di recupero iniziati nel 2015, consentono oggi di trasformare ogni visita in un’esperienza sensoriale nella quale lasciarsi guidare soprattutto dall’olfatto. Sono tanti i profumi e le essenze che in ogni stagione accolgono chi si avventuri nei vari ambienti di cui è costituito il parco, e sono gli stessi di cui avranno goduto Elisa Bonaparte e i tanti illustri ospiti della sua dimora. Per saperne di più La villa e i giardini di Marlia sono aperti da marzo all’inizio di novembre tutti i giorni e da novembre a dicembre solo nei weekend. Sono ammessi i cani.
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Parco Nazionale del Gargano

Il Parco Nazionale del Gargano, un’isola di biodiversità Il Parco Nazionale del Gargano si trova nello sperone d’Italia, il promontorio che si estende nel mare Adriatico nella parte settentrionale della Puglia. Si tratta di un territorio unico, dove sono presenti il 35% di tutte le specie botaniche italiane che riflettono un’altrettanta varietà di paesaggi, dal mare delle Isole Tremiti a importanti zone umide che lambiscono fitte foreste. Una terra antica, ricca di cultura, arte e spiritualità, dalla bellezza multiforme. Un sorprendente micro-cosmo di habitat diversi Il filo conduttore di ogni visita al Parco Nazionale del Gargano è l’osservazione della varietà dei suoi habitat che si traduce in un mosaico di paesaggi. In una zona non più grande di una provincia media italiana trovate spiagge di sabbia finissima intervallate da alte scogliere con grotte e archi naturali, laghi costieri e zone umide, estensioni di macchia mediterranea che sconfinano in una foresta millenaria, altopiani carsici con doline alternati a colline e a pianure steppose sui cui si elevano borghi bianchi come Rodi Garganico, Vieste, Peschici sulla costa oppure Ischitella, Mattina o Monte Sant’Angelo, tutti con vista mare. Se a questo si aggiunge che, da un punto di vista geologico, il promontorio è stato originariamente un’isola separata dal resto della penisola italiana, alla varietà si somma la presenza di endemismi, cioè di specie che esistono solo in questo territorio, per esempio la campanula garganica o il fiordaliso delle Tremiti. Ecco spiegato perché il promontorio del Gargano sorprende i naturalisti e stupirà anche voi. Il paesaggio scolpito del Gargano Scolpite sembrano le alte falesie bianche della costa adriatica, scolpite le vallate carsiche che l’azione della pioggia rende sempre più profonde. Sono almeno 4 mila le doline, cavità di origine carsica, che si trovano nel Parco: quella di Pozzatina, nel comune di San Nicandro Garganico, è la più spettacolare, profonda 132 metri, si presenta come una conca ricoperta da un fitto bosco di lecci e querce. Sulla costa si trovano diverse grotte e archi naturali modellati dalla forza del mare da visitare in barca partendo dai porti di Vieste e Peschici. Le zone umide delle lagune di Varano e Lesina Il primo cronista delle zone umide del parco del Gargano è stato nientemeno che l’imperatore di Svevia Federico II (1194-1250). Nel suo trattato De arte venandi cum avibus (l’arte della caccia con gli uccelli) descrive la falconeria e l’avifauna che osservò per lo più in Puglia nelle zone paludose di Frattarolo e del lago Salso, oggi nel comune di Manfredonia, note come Paludi di Federico II, ricche di canneti, luoghi ideali per il birdwatching. Nella zona settentrionale del parco ci sono i laghi di retrodunali di Varano e Lesina, bacini di acqua salmastra che si sono formati con l’accumulo di detriti che hanno chiuso baie costiere. Oggi i laghi sono considerati zone umide di grande importanza, quali stazioni di sosta degli uccelli migratori in rotta dal nord Europa verso l’Africa. Tutto il territorio calcareo del Gargano è inoltre ricco di sorgenti e ristagni di acqua che sono vitali per anfibi e rettili. Gli animali e le piante del parco del Gargano Tra gli animali che potete vedere nel loro habitat naturale nel parco c’è il capriolo italico, una sottospecie endemica che vive solo qui, oltre a numerosi cinghiali, daini, donnole e gatti selvatici. Davvero tanti gli uccelli che nidificano nel Gargano, circa 170 specie, tra i quali 5 diversi picchi, rapaci diurni, falchi pescatori, le rare aquile anatraie minori, oltre ad anatre, aironi, oche selvatiche, e fenicotteri. Tra gli alberi ne trovate alcuni secolari, veri e propri monumenti della natura, come il carrubo di 13 metri di circonferenza nel parco di Pugnochiuso, nel comune di Vieste o i 2 pini d’Aleppo alti 30 metri a Vico Gargano dove vive anche un leccio di 17 metri e con un tronco di 5 metri di diametro, presso il convento dei Cappuccini. Quanto alle faggete vetuste della Foresta Umbra, sono state dichiarate patrimonio naturale dell’umanità dell’Unesco nel 2017. E poi ci sono i fiori: nelle radure e nelle praterie steppiche fioriscono 85 specie di orchidee selvatiche di tutti i colori e forme. Le isole Tremiti Del parco fa parte l’arcipelago delle isole Tremiti, a 12 miglia dalla costa del Gargano, tra le isole più belle del Mediterraneo. Per la limpidezza delle acque, le grotte e la ricchezza della vita sottomarina sono un paradiso per chi ama le immersioni. Sono 5 isolette, delle quali solo 2 (San Domino e San Nicola) sono abitate, altre 2 (Capraia e Cretaccio) sono poco più che scogli, mentre Pianosa è inaccessibile perché si trova nella riserva integrale dell’Area marina protetta. San Domino, dove sono presenti le strutture ricettive, è ricoperta da una fitta foresta di pini d’Aleppo che scendono fino al mare ombreggiando piccole cale di sabbia e di scogli: il luogo ideale per chi, per una una vacanza al mare, ama circondarsi di sola natura.
Punto di interesse

Castel Gandolfo

Castel Gandolfo, dove i papi vanno in villeggiatura Castel Gandolfo è il borgo affacciato sul lago Albano, che i papi hanno eletto come residenza estiva. Grazie a papa Francesco, le Ville Pontificie, il Palazzo Pontificio e il giardino Barberini, che da 400 anni accolgono papi e alti prelati nei mesi estivi, sono aperti alle visite. Sulle sponde del lago Albano, a 30 chilometri da Roma, vi accoglie uno dei borghi più belli d’Italia per la qualità del paesaggio, gli edifici firmati da Gian Lorenzo Bernini e i resti di ville imperiali romane. Palazzi del papa La residenza pontificia di Castel Gandolfo sorge sui resti di una delle ville più celebri dell’antichità, l’Albanum Domitiani, l’immensa dimora che l’imperatore Domiziano si fece costruire sulle sponde del lago Albano, sul quale amava veleggiare. La villa fu in seguito abbandonata, perché l’imperatore Adriano si fece costruire la villa di Tivoli, mentre un altro imperatore, Settimio Severo, preferì insediarvi una sua legione. Sistematicamente saccheggiata dei marmi, usati anche per la costruzione del bel duomo di Orvieto, per la villa romana seguirono secoli di abbandono, fino a che, nel XIII secolo, tra i suoi ruderi fu creata una rocca della famiglia Gandolfi, poi inglobata nel feudo dei Savelli, che la dovettero cedere al papato per saldare un debito. Era il 1604 quando il territorio fu dichiarato patrimonio inalienabile della Santa Sede e fu dato l’incarico di costruire un Palazzo Pontificio a Carlo Maderno, tra i progettisti della Basilica di San Pietro. Con papa Alessandro VII fu ingaggiato anche Gian Lorenzo Bernini, che realizzò la chiesa di San Tommaso da Villanova dall’elegante cupola sottile e una fontana. Con la fine dello Stato Pontificio, nel 1870, la residenza papale venne abbandonata per 60 anni, finché con i Patti Lateranensi si decise di ripristinarla. Con l’acquisizione di villa Barberini furono realizzati anche i giardini, e nel 1934 fu trasferita a Castel Gandolfo la Specola Vaticana (XVI secolo), perché il cielo di Roma, troppo luminoso, non era più adatto all’osservazione degli astri. Grazie alla volontà di papa Francesco dal 2014 il complesso papale di Castel Gandolfo, che gode degli stessi privilegi di extra-territorialità del Vaticano, è stato aperto alle visite. Cosa vedere a Castel Gandolfo Se entrate nel borgo da Porta Romana, vi trovate nell’elegante piazza della Libertà su cui si affacciano il Palazzo Pontificio, la chiesa di San Tommaso e la fontana, entrambe del Bernini. Sul lato est della piazza si apre la strada che porta al Belvedere, dove all’improvviso vi apparirà in tutta la sua bellezza il lago Albano. Di fronte al Belvedere c’è l’ingresso a Villa Barberini, con il giardino all’italiana. Non resta che scendere verso le spiagge sul lago a rilassarsi un po’ o andare in un ristorante per provare una frittura di latterini, piccoli pesci del lago, che ben si accompagna a un bicchiere di vino dei Colli Albani. Il borgo è caratterizzato anche da una galleria d’arte a cielo aperto di street art, con opere di artisti italiani e internazionali. Vi sono rappresentate immagini di una Castel Gandolfo onirica, insieme a Madonne caravaggesche e altre opere sui temi della dignità della donna, dell’accoglienza e dell’impegno sociale contro le mafie. Con il treno dal Vaticano a Castel Gandolfo A Castel Gandolfo si può arrivare anche in treno direttamente dalla Città del Vaticano. Non tutti sanno che accanto alla basilica di San Pietro esiste una sontuosa stazione servita da binari collegati alla rete dei treni nazionale. Fu costruita negli Anni 30 in virtù dei Patti Lateranensi e per far passare i treni fu aperto un varco nelle mura vaticane. Il primo pontefice a usare la stazione ferroviaria vaticana fu Giovanni XXIII, il 4 ottobre 1962, per un pellegrinaggio a Loreto e ad Assisi, ma la ferrovia è stata usata solo occasionalmente dai papi e soprattutto per le merci. Ora la possono usare i turisti che intendono visitare Castel Gandolfo, il sabato, dalla primavera all’autunno, su prenotazione: l’arrivo del treno è previsto ad Albano Laziale, poi si prosegue con una navetta fino al complesso delle residenza papale. Per saperne di più: www.comune.castelgandolfo.rm.it
Natura
Lago di Garda

Lago di Garda

In primavera sul Lago di Garda tra borghi, natura e sport sull’acqua Ci sono molti modi per godersi una vacanza di primavera in riva al Lago di Garda: girare per borghi pieni di storia, scoprire rovine antiche e castelli sperduti, dedicarsi allo sport, lasciarsi sopraffare dalla meraviglia di panorami mozzafiato, fare un tuffo grazie al clima mite già in primavera. L’azzurro del lago si distende tra pianure verdissime e montagne dalle cime innevate e gode di un clima molto speciale per queste latitudini, cosa che consente agli agrumi, ai vigneti e agli ulivi di crescere rigogliosi. Una vacanza nella natura tra relax e adrenalina Grazie ai venti costanti che spirano da terra, la distesa d’acqua è un paradiso per chi ama gli sport acquatici. Qui potete noleggiare una barca a vela o fare windsurf e kitesurf ma godervi anche un’immersione nei suoi fondali o sorvolare il lago in deltaplano. Se siete più avventurosi potete fare canyoning o percorrere a piedi o in mountain bike più di 1000 km di sentieri. I più belli? La Strada del Ponale che parte da Riva del Garda verso Ledro, scavata nella roccia già a metà 800. Oppure il sentiero che arriva a Rocca di Manerba. In cima ci sono i resti di un castello e una vista sul lago che toglie il fiato. Da non perdere la ciclabile sospesa di Limone del Garda, costruita a strapiombo sull’acqua. Per chi è alla ricerca di un brivido c’è una terrazza sospesa a 350 metri di altitudine appena fuori dal borgo di Tremosine. La vista sul lago e sulle montagne compenserà le vertigini. Arrivateci percorrendo la Strada della Forra che Winston Churchill definì “la strada più bella del mondo”. Altre vertigini garantisce Arco, un borghetto arroccato tra le migliori mete europee per l’arrampicata libera. Sirmione, Desenzano e Peschiera del Garda Tra una passeggiata nella natura e uno sport adrenalinico, resta tempo per due passi nella storia. Quasi tutti i borghi intorno al lago ne sono ricchissimi. A cominciare da Sirmione con la sua Rocca Scaligera fortificata che si protende sul mare. Non mancate la passeggiata sulle mura e salite in cima alla torre più alta per la vista. A Sirmione si trovano anche le Grotte di Catullo, un’area archeologica che custodisce i resti di una villa romana. Poco lontano c’è la spiaggia Giamaica, tra le più belle del lago. Un’altra splendida villa romana con mosaici policromi si trova a Desenzano. Regalatevi una vista lago anche da qui salendo sul punto più alto del mastio fortificato che domina il centro storico con le sue torri. Poi una passeggiata al Porto Vecchio e una visita al Duomo rinascimentale che custodisce L’ultima cena del Tiepolo. Da Desenzano fate un salto a Lonato per visitare la Rocca Viscontea. A Peschiera del Garda scoprirete una città fortezza circondata dall’acqua usata prima dagli Scaligeri, poi dai Veneziani, infine come parte di un sistema defensivo ottocentesco. Da non perdere una passeggiata in bici lungo il fiume Mincio costeggiando i bastioni cinquecenteschi, il Ponte dei Voltoni e la passeggiata Mascagni con una splendida vista sulla fortezza. Se viaggiate con i bambini, a poca distanza c’è il parco divertimenti Gardaland. Da Peschiera concedetevi una gita nell’entroterra, a Valeggio si arriva in 15 minuti. Il borgo è dominato da un castello scaligero e qui si trovano anche il bellissimo Parco Giardino Sigurtà e il ponte Visconteo, una diga fortificata che risale al 1393. Ma il vero motivo per venirci è la frazione di Borghetto sul Mincio con i suoi mulini ad acqua. Da assaggiare i tortellini di Valeggio legati alla leggenda del nodo d’amore: si racconta che nel 1300 un soldato e una ninfa, innamorati e in fuga, si gettarono nel Mincio lasciando un fazzoletto annodato in riva al fiume come simbolo del loro amore. Gardone Riviera e Limone del Garda Due sono le attrattive principali di Gardone Riviera: il Vittoriale degli Italiani, la stupefacente villa che Gabriele D’Annunzio costruì come momumento a se stesso, e il giardino botanico Heller che colleziona piante da tutto il mondo tra installazioni e sculture di Keith Haring, Auguste Rodin, Roy Lichtenstein e Joan Miró. Fino al 1932 Limone si poteva raggiungere solo via lago o attraverso i monti perché non esisteva ancora una via di collegamento. Perciò è rimasto praticamente intatto, con tutto il fascino di una volta. Qui si trova la Limonaia del Castel, un agrumeto settecentesco nel parco di Villa Borghi. Ma non fatevi ingannare, il nome Limone in realtà viene dal latino limes che significa confine, perché segnava il limite della Repubblica di Venezia. Lazise e Malcesine Lazise ha un primato, è stato tra i primi liberi Comuni italiani. Ottenne la sua autonomia dall’imperatore Ottone II già nel 983. Le mura scaligere custodiscono il centro storico con il castello e in porto stazionava la flotta veneziana, affondata pur di non farla cadere in mani nemiche. Le navi sono ancora lì, in fondo al lago. Non è il solo segreto che l’acqua custodisce. Qui nella preistoria sorgeva un villaggio su palafitte. Un altro borgo imperdibile sul lago è Malcesine, proprio sotto il Monte Baldo a cui è collegato da una funivia: vista sul lago assicurata. Da vedere il castello Scaligero, il Palazzo dei Capitani e il borghetto di Cassone.