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Dalle rovine di Pompei alla Casa di Augusto, alcuni dei siti archeologici più significativi al mondo si trovano proprio in Italia. Un'infinita ricchezza di storia da esplorare. Luoghi speciali capaci di offrire uno sguardo del passato e un'idea specifica di come le culture si sono evolute nel corso del tempo.

Siti Archeologici 52 risultati di ricerca
Punto di interesse

Frascati

Frascati, il vero piacere della villeggiatura Per la sua posizione particolarmente felice, Frascati è un luogo di delizia fin dalla notte dei tempi. Fu scelta dalle popolazioni latine per crearvi uno dei maggiori insediamenti, Tusculum. Fu prediletta da senatori e letterati nell’epoca di Roma repubblicana. Divenne fulcro della corte estiva papale nel Rinascimento quando nei suoi dintorni furono costruite le fiabesche ville con spettacolari giardini che tutt’ora possiamo ammirare. Come resistere a tanto fascino? Cosa vedere a Frascati A Frascati si arriva da Roma in treno lungo una ferrovia in parte costruita dallo Stato Pontificio nel 1856. La stazione si trova a ridosso del centro storico a pochi metri da piazza Roma e dalla cattedrale di San Pietro, con la bella facciata con due campanili, e dal Museo civico tuscolano delle Scuderie Aldobrandini, ristrutturate nel 2000 dall’architetto Massimiliano Fuksas per farne uno spazio multifunzionale con l’esposizione permanente di reperti archeologici provenienti dagli scavi di Tusculum. Sul versante opposto del centro storico si eleva la Rocca medievale poi rimaneggiata nel Quattrocento, dove è ospitato il palazzo Vescovile. Una bella passeggiata nel verde porta alla chiesa e al convento di San Francesco dove è ospitato il Museo Etiopico del cardinale Massaia, che espone una raccolta etnografica di oggetti dell’Africa orientale. La visita a Frascati si completa con il giro delle sue straordinarie ville costruite in posizione dominante attorno al borgo. Le ville Tuscolane di Frascati e dintorni Le 10 ville Tuscolane di epoca rinascimentale che sorgono tra Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone costituiscono uno straordinario insieme architettonico e testimonianza di un’epoca in cui la zona divenne luogo privilegiato per gli ozi della corte pontificia. Tutte le facciate delle ville sono rivolte verso Roma, di cui all’orizzonte si può scorgere il profilo. Per costruirle furono ingaggiati i maggiori architetti dell’epoca che idearono dimore principesche con giardini e parchi. Di villa Torlonia è rimasto solo il monumentale parco, oggi comunale, con il Teatro delle Acque, le fontane e le scalinate: la villa fu completamente distrutta durante la Seconda guerra mondiale e non fu possibile ricostruirla. Tutte le altre invece sono giunte pressoché intatte fino ai nostri giorni, per quanto destinate a diverse funzioni. La monumentale villa Aldobrandini, che sorge su un’altura poco fuori dall’abitato, fu progettata da Giacomo della Porta ma portata a termine da Carlo Maderno e Giovanni Fontana nel 1604, gli archistar del tempo. Il suo spettacolare ninfeo, con giochi d’acqua e statue di 2500 metri quadri, basta da solo a descriverne la magnificenza: degli interni, conserva importanti cicli di affreschi barocchi. La villa fu il dono che papa Clemente VIII fece ad un suo nipote cardinale. Oggi ospita grandi eventi, cerimonie e manifestazioni culturali. Villa Falconieri (o Rufina), la più antica delle ville di Frascati (1540- 1550), sorta sul sito di un’antica villa romana, fu ampliata da Francesco Borromini e oggi è sede di una prestigiosa accademia di studi classici. Villa Tuscolana, la più panoramica, è un hotel di grande charme. Villa Sora, che accolse anche papa Gregorio XIII e il cardinale Carlo Borromeo, nel 1900 fu devoluta ai salesiani che ne fecero il collegio che esiste tuttora. Accanto al Parco dell’Ombrellino di Frascati sorge Villa Lancellotti, privata. A Grottaferrata trovate villa Grazioli, altro prestigioso hotel e villa Muti, mentre a Monte Porzio Catone sorgono villa Parisi, severamente danneggiata durante la seconda guerra mondiale e la splendida villa Mondragone che fu la residenza estiva dei papi fino al 1626 quando Urbano VIII le preferì Castel Gandolfo, decisione che condannò alla decadenza non solo villa Mondragone ma anche il complesso delle ville Tuscolane che prosperavano grazie alla corte papale e al suo seguito. Oggi villa Mondragone è la sede di rappresentanza dell’Università di Tor Vergata di Roma. Le ville (tranne Lancellotti e Muti) si possono visitare tramite l’Istituto regionale ville Tuscolane. Il Parco archeologico di Tuscolo Da Frascati, una bella strada panoramica vi porta al Parco archeologico culturale di Tuscolo, su una collina tra Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone, che preserva i resti di una città più antica di Roma, Tusculum, del X secolo a.C., che fu uno dei centri maggiori della Lega latina. Sconfitta dai romani, divenne presto luogo privilegiato per la residenza estiva di letterati e senatori, tra cui anche Cicerone, per lunghi secoli fino a quando non venne distrutta da Roma nel XII secolo. Di Tusculum, in uno scenario naturale di rara bellezza, potete vedere la via basolata dei Sepolcri, il complesso termale emerso di recente, il sacello dedicato al dio Mercurio, il foro, un teatro romano del I sec a.C., dove d’estate vengono allestiti spettacoli teatrali, fino all’acropoli. Con lo sguardo da lassù si coglie tutta l’area dei Castelli romani, con Roma in lontananza. Potete prendervi anche un’intera giornata per visitare Tusculum, attrezzata con area pic nic, parco giochi, e con un'ampia offerta di visite guidate archeologiche e naturalistiche. Per saperne di più www.irvit.it
Arte & Cultura

Tempio Italico (Santuario Sannitico) di San Giovanni in Galdo

Il Tempio Italico di San Giovanni in Galdo racconta l'antica storia del basso molisano In provincia di Campobasso, a pochi chilometri dal confine con la Puglia, si trova il Tempio Italico di San Giovanni in Galdo, lo splendido sito di un antico tempio molisano con una posizione strategica per gli appassionati di escursioni abbinate alle mete artistico-culturali. Dove si trova e che cosa ne rimane A pochi passi dal torrente Fiumarello, in posizione panoramica non molto distante dal percorso del tratturo Castel di Sangro-Lucera, è stato scoperto negli Anni 90, e ancora oggi rimane una meta per turisti curiosi e ricercatori di tutto il mondo. La sua zona, racchiusa in un perimetro di 740 metri quadrati, comprende il Tempio sui cui lati si trovano due loggiati. Il tempio venne eretto durante la dominazione dei Sanniti, intorno al III secolo prima di Cristo. L’area fu abitata per quattro secoli, quando fu del tutto abbandonata e il nuovo centro medievale di San Giovanni ricostruito più a valle. Quel che resta dell’antico sito è il palco, dal pavimento rosso con tessere bianche avorio. le sue cornici e resti di colonne che dovevano trovarsi all’inizio del tempio. Nella parte posteriore era presente una zona chiusa, nel cui sottosuolo sono state ritrovate monete di diverse epoche, la prova che in quel punto doveva trovarsi una statua da venerare. Gli oggetti sacri che venivano utilizzati durante le cerimonie sono stati ritrovati nella parte più periferica del tempio, ma anche nei loggiati e nella parte posteriore delle mura. Questi comprendono ceramiche, monete e lampade ad olio, ma oltre al materiale cerimoniale sono state riportate alla luce delle parti di muro del podio e delle pavimentazioni. Gli archeologi stanno ancora lavorando al sito del Tempio Italico di San Giovanni in Galdo, e la squadra vede le forze condivise dell’Università di Leiden, de La Sapienza di Roma e altre realtà. Una tappa al paese di San Giovanni in Galdo è d'obbligo Dovete assolutamente visitare il paese che dà il nome al sito: San Giovanni in Galdo. Questo piccolo centro abitato vi offrirà ristoro e un po’ di relax dopo la passeggiata al Tempio. Qui, oltre ad ammirare la Cappella della Santissima Annunziata, la Chiesa di San Germano e il Morrutto, sede degli eventi culturali e artistici del paese, potrete gustare i piatti tipici del luogo come i crejuoli, i cavatelli, le taccozze e le laganelle. Una gita da ricordare, all’insegna della cultura, della natura e del cibo molisano. Una meta tutta da scoprire in qualunque periodo dell’anno.
Arte & Cultura

Catacombe di San Gaudioso

Le catacombe di San Gaudioso e San Severo, che custodiscono i segreti di Napoli Meno estese e ricche di tesori delle Catacombe di San Gennaro, le Catacombe di San Gaudioso e San Severo sono due importanti esempi di necropoli cristiane nascoste nelle viscere del rione Sanità, a Napoli, alcune delle quali tuttora inesplorate. Meta importante per ripercorrere l’arte e la storia delle prime comunità cristiane partenopee, fanno entrambe parte di architetture più articolate e diffuse e sono l’esempio lampante di come il sottosuolo della città sia, a tutti gli effetti, una città sotto la città. Scavate in origine dai coloni greci per estrarre il tufo, la pietra dolce napoletana impiegata per edificare case e templi, e poi recuperate dai romani, queste catacombe divennero luogo di rifugio e di preghiera per i primi cristiani ai tempi delle persecuzioni. Le catacombe di San Gaudioso e la scoperta della Madonna della Sanità Alle Catacombe di San Gaudioso, il secondo cimitero paleocristiano più importante dopo quello di San Gennaro, si accede dalla Santa Maria della Sanità, basilica dalle architetture barocche, luogo di culto nevralgico del rione. Più precisamente, vi si arriva dalla cripta sotto il suo altare maggiore: difficile stabilire l’ampiezza e il numero dei vani che le compongono, per via delle svariate trasformazioni che il luogo ha subito nei secoli. Oltre alle spoglie del santo, Gaudioso, un vescovo africano condannato a morte dal re dei Vandali Genserico perché rifiutò di convertirsi all’arianesimo, le catacombe custodiscono affreschi e mosaici del V e del VI secolo e sepolture nobiliari più recenti. Qui, nel XVI secolo, fu rinvenuto un affresco che raffigura Maria, rimasto fino ad allora sepolto nel fango: si tratta della Madonna della Sanità, presumibilmente la più antica raffigurazione mariana in Campania, risalente al V o al VI secolo. La catacomba di San Severo, guida spirituale dei primi cristiani A pochi passi dalla basilica di Santa Maria della Sanità, potete raggiungere a piedi la basilica di San Severo fuori le mura, sotto la quale si trova la catacomba di San Severo, che risale al V secolo d.C. e fu scoperta solo nel 1867. Purtroppo, della struttura originale scavata nel tufo resta solo un cubiculum, cioè una stanzetta. Sono ancora visibili però tre arcosoli, i classici sepolcri arcati delle catacombe, due dei quali parzialmente integri. La catacomba è legata alla memoria di San Severo, undicesimo vescovo di Napoli, che nel IV secolo d.C., periodo di aspre persecuzioni, ebbe un ruolo importante come guida spirituale dei cristiani napoletani e indicò personalmente questo luogo per la propria sepoltura. Il Miglio sacro, itinerario alla scoperta dei tesori del rione Sanità La basilica di Santa Maria della Sanità e quella di San Severo fuori le mura, con i loro arcaici tesori sotterranei, sono tappe fondamentali del cosiddetto Miglio sacro, un itinerario lungo un miglio alla scoperta dei tesori e dei monumenti del rione Sanità, che si snoda tra palazzi storici, chiese, catacombe, botteghe, leggende e misteri, alla scoperta di uno dei risvolti più autentici della storia di Napoli e dei suoi abitanti. Il percorso fa parte di un progetto di valorizzazione del quartiere animato dai ragazzi della Cooperativa La Paranza, che dal 2006 contribuisce al rilancio dell’immagine della città, attraverso la riscoperta del suo patrimonio artistico e culturale. Ogni sabato, domenica e festivi, le guide dell’associazione vi accompagneranno lungo tutte le sue tappe, dalle Catacombe di San Gennaro, presso la basilica del Buon Consiglio, fino alla porta di San Gennaro, passando per luoghi iconici come per il cimitero delle Fontanelle, palazzo San Felice e palazzo Spagnuolo, spesso confusi tra loro, per le somiglianti e scenografiche scalinate e le teorie di nicchie, e molto utilizzati come set cinematografici.
Città
Sirolo

Sirolo

Sirolo è un paese-balcone affacciato sulla Riviera del Conero. Appena arretrato dalla linea di costa, il suo centro degrada dolcemente verso il mare Adriatico da cui lo separa una striscia verde di pinete e macchia mediterranea. Il borgo medievale regala scorci di grande suggestione, tesori archeologici e una memorabile balconata panoramica, mentre le spiagge sono tra le più belle delle Marche. Cosa vedere a Sirolo Il centro storico di Sirolo si è sviluppato attorno alla struttura di un castello dell’XI secolo, di cui si può ancora individuare un baluardo di difesa nella torre campanaria e nella cinta muraria. I suoi vicoli sbucano nella piazza della chiesa di San Nicola dalla quale si sviluppa il belvedere sulla costa. Sotto la rupe sulla quale si eleva Sirolo ci sono diverse spiagge, accessibili dal mare o percorrendo i sentieri nella macchia mediterranea: la più famosa è la spiaggia delle due sorelle, così chiamata per i due faraglioni che la chiudono a un’estremità. Altrettanto belle le spiagge di San Michele e dei sassi neri, in parte attrezzate in parte libere, che si raggiungono a piedi dal Parco della Repubblica, e la spiaggia Urbani, la più vasta a cui si scende da via Bosco. In estate le spiagge sono collegate al centro da navette. Tante altre calette e insenature di cui è disseminato il litorale sono invece accessibili solo via mare. Dopo la giornata al mare, verso sera, si può fare una passeggiata nell’area archeologica I pini, sul sito di una necropoli della civiltà picena dove è stata rinvenuta la Tomba della Regina di Sirolo con una biga, un calesse e numerosi oggetti ornamentali. I reperti sono esposti nell’Antiquarium Statale di Numana, ma la sua ricostruzione si vede nel centro visite del parco del Conero, che si trova in centro a Sirolo. Il Parco del promontorio del Conero Il Parco regionale del monte Conero protegge l’unico baluardo roccioso della costa del mar Adriatico tra Trieste e il Gargano. Fu istituito alla fine degli Anni 80 grazie all’impegno di comitati di cittadini locali e associazioni ambientaliste per porre un freno alle speculazioni in una zona di grande valore naturalistico e paesaggistico, una sottile striscia di terra dove convivono in pochi chilometri tanti paesaggi diversi: la campagna, i boschi, le falesie e il mare. Oggi è possibile visitare il Parco del Conero a piedi, a cavallo o in mountain bike lungo una ventina di sentieri con il mare all’orizzonte: si può fare la traversata del promontorio (8 chilometri) oppure percorrere sentieri più brevi alla scoperta delle incisioni rupestri (700 metri), dell’anello delle grotte romane e della cava nascosta (2,3 chilometri), dei laghi salmastri di Portonuovo (2,3 chilometri) o per vedere dall’alto della scogliera i faraglioni della spiaggia delle due sorelle (5,4 chilometri). La città sotterranea di Camerano A 8 chilometri da Sirolo non perdetevi le grotte di Camerano. Vengono chiamate grotte, ma in realtà si tratta di una città sotterranea scavata dall’uomo, non si sa esattamente quando né perché, formata da un complesso di cunicoli che occupa il sottosuolo della città tra piazza Roma e via San Francesco nella zona nota come Rupe del Sassone, tradizionalmente chiamati buchi del diavolo. È ipotesi plausibile che siano i resti di un antico acquedotto sotterraneo successivamente ampliato nel Medioevo e usato anche come luogo di culto, come fanno pensare i motivi ornamentali e i simboli religiosi che vi si trovano. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale nel luglio del 1944, più di 2mila abitanti del luogo vi si rifugiarono per 18 giorni. Oggi sono uno dei luoghi di visita più affascinanti del Conero. Per saperne di più www.turismosirolo.it
Arte & Cultura
pantheon

Pantheon

Il più grande tempio di Roma Il Pantheon è uno dei monumenti romani conservati meglio al mondo. Fu costruito nel 27 a.C. per volere di Marco Vipsanio Agrippa. Tra il 112 e il 125 d.C. Adriano lo fece riedificare, ampliandolo, rovesciandone l’orientamento e aprendo davanti al nuovo tempio una grande piazza porticata. La sua cupola con 43,44 m di diametro interno, è tuttora la cupola emisferica più larga mai costruita in calcestruzzo non armato, più grande di quella di San Pietro. Ciò che più sorprende dell’architettura del Pantheon sono le sue dimensioni: l’altezza dell’edificio è pari al diametro della cupola, poco più di 43 metri, caratteristica che rispecchia i canoni classici dell’architettura razionale romana. La parte interna della cupola è decorata con cinque ordini di 28 cassettoni che vanno restringendosi verso l'alto. Al centro si apre un oculo di 8,95 metri di diametro, che consente alla luce naturale di penetrare e illuminare tutto l’edificio. In caso di pioggia l’acqua entra nel Pantheon e sparisce nei 22 fori quasi invisibili posti sul pavimento. L’oculus rende possibile uno scenografico effetto astronomico per cui ogni 21 aprile a mezzogiorno, un fascio di luce entra nel Pantheon con un’inclinazione tale da centrare perfettamente il portale d’ingresso. A quell’ora esatta, l’Imperatore Adriano varcava la soglia del tempio affinché il popolo ammirasse tutta la sua figura immersa nella luce come un dio. Caduto in stato di abbandono e saccheggiato, il Pantheon si salvò dalle incursioni barbariche grazie all’imperatore bizantino Foca che lo donò a Papa Bonifacio IV. Fu consacrato nel 609 a Santa Maria dei Martiri e nei suoi sotterranei vennero sepolti ignoti martiri cristiani. Successivamente divenne luogo di sepoltura qui riposano Raffaello Sanzio e i Reali d’Italia Vittorio Emanuele II, Re Umberto I e la Regina Margherita di Savoia. Nel giorno della Pentecoste, tutti gli anni, una pioggia di petali di rosa scende dall’oculus all’interno del Pantheon a conclusione della celebrazione del Corpus Domini.