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Teatro Bibiena

Panoramica

Questo teatro, risalente alla fine del settecento, si trova nella residenza comunale. È confermato, tuttavia, che non c’entra nulla con il teatro progettato e dipinto da Ferdinando Galli Bibiena nel 1718, citato da Gaetano Atti nella sua storia di Sant’Agata. Nel 1781, la comunità di S. Agata ottiene la casa Taruffi-Beltrandi per farla diventare la sede del comune; l’inventario della casa fa riferimento sia a "una sala grande verso la strada", sia ad alcuni quadri e nello specifico a "due prospettive" di cui, però, non si hanno più tracce (A.C. S. Agata, Istrumenti, Repertorio della Comunità di Sant’Agata, t. I e V). La sala grande sarebbe stata allestita regolarmente per svolgere spettacoli di prosa di varie compagnie di comici e nel 1788 una compagnia locale propose di istituire in questa sala un vero e proprio teatro, ma poi non si concluse nulla. Dal momento che la sala serviva anche per le congregazioni e per le divisioni dei beni comunali, le compagnie a cui veniva concessa la sala avevano l’obbligo di sgomberare immediatamente le proprie cose dopo la recita. Il 29 aprile 1822, il municipio di S. Agata "dietro superiore permesso" metteva a disposizione a diversi abitanti, riuniti in Accademia, un locale per costruirvi un teatro alla francese a loro spese. Gli accademici si prenotarono tutti i posti d’orchestra e, quando venne costruita la ringhiera, essi trasmutarono i posti d’orchestra con questi ultimi per trasmetterli poi ai loro successori ed ebbero l’onere di sostenere le spese per la realizzazione e manutenzione, oltre che per gli scenari e le attrezzature. Tuttavia, il 29 settembre 1893, a causa della mancanza di mezzi sufficienti, tali diritti degli "Illustrissimi Signori" appartenenti all’Accademia degli Arditi di S. Agata, furono ceduti al Municipio; infatti, sin dal 1892, il comune si era preso l’impegno nel fare i dovuti restauri al pavimento, ai muri, alla soffitta e alle serrande, invece l’abbellire gli scenari e il sipario era compito degli accademici. Nel 1884-87, il teatro fu completamente rinnovato. Nell’aprile del 1887 un buon numero di cittadine propose un’istanza per compiere lavori di riattamento e di ornato della sala comunale: essi protestavano a causa dell’eccessivo protrarsi dei lavori che non gli permettevano il "ricreamento civile e onesto" del teatro. Il progetto di esecuzione fu assegnato all’ingegnere Emanuele Branchini e la decorazione al pittore scenografo Augusto Zamboni, che non concluse i lavori alle pareti e alla ringhiera poiché fu invitato a Roma. L’esistente teatro, come riportato nella relazione dell’ingegnere Branchini, custodita presso l’archivio comunale di S. Agata, presenta una sala per orchestra e platea, ringhiera pensile e palco scenario, su cui si accede attraverso una porta laterale che introduce nell’androne. La sala, inoltre, è a travi e senza plafone, illuminata grazie alle finestre, mancante di atrio, di spogliatoi e di sala da corredo, spoglia e in uno stato deplorevole (A.C. S.Agata, Fondi Comunali, Rinnovamento del Teatro Comunale, Piano di esecuzione). Tutti quei servizi, prima assenti, sono presenti, quindi, nel Branchini: un ingresso autonomo al teatro, provvisto di atrio e biglietteria, un locale per la scuola di musica, grande e ben disposto, una sala di corredo e spogliatoi per gli artisti. Dai camerini l’accesso al palcoscenico era possibile mediante una scala in legno alla veneziana, la quale proseguendo fino alla gabbia delle scene, era utilizzata anche dall’attrezzista. La sala, pur restando la stessa, è stata decorata; la ringhiera, costruita ex novo, è stata risollevata di 30 centimetri con parapetto centinato in legno; i palchetti sono quattro e sono posti ai due lati del palcoscenico. Questa peculiarità si presenta tutt’ora: la balconata è tinteggiata con motivi ornamentali, sostenuta in fondo da due piccole colonne in ghisa e attorno da grandi volute dipinte in oro e decorate da maschere grottesche. Il piano superiore è ornato con lesene ioniche, finte prospettive e finte porte, al di sopra delle quali sono presenti medaglioni in gesso al cui fianco sono presenti delle nicchie con casi di fiori anche in gesso. In mezzo al soffitto, decorato con fiori e motivi ornamentali, è presente un bel lampadario. "Audaces fortuna juvat timidosque repellit" è la scritta riportata su un cartiglio in gesso, posto al di sopra dell’arcoscenico. Il 27 ottobre 1888 c’è stata l’inaugurazione del teatro con la rappresentazione del Pipelet. Da quel momento l’attività è stata più o meno regolare e il teatro è stato un luogo che ha ospitato spettacoli e manifestazioni di vario tipo fino al secondo dopoguerra, anche quando, nonostante non fossero agibili i locali del retropalco, per numerosi anni è stato adibito come sala del consiglio, mentre tutte la parte del palcoscenico e dei servizi attigui sono state rimosse e dedicata ad ospitare l’ufficio tecnico comunale. A partire dagli anni ottanta, c’è stato un restauro generale che ha preso in considerazione la settecentesca residenza municipale di Sant’Agata e, tra i vari interventi, ci si è occupati del recupero del teatro e della restituzione alla sue funzioni originarie. Grazie al progetto dell’architetto bolognese Roberto Fregna, è stato ripristinato il palcoscenico, la scala autonoma presente nel teatro sin dalla sua origine; inoltre, sono stati recuperati i camerini e si è adattata l’impiantistica alla normativa vigente. Il teatro è stato reso accessibile e piacevole grazie al restauro delle decorazioni pittoriche e a stucco e ai nuovi arredi. Il teatro, intitolato a Ferdinando Bibiena, il quale, come si è già detto, aveva una residenza a Sant’Agata dinnanzi all’oratorio dello spirito santo, è stato inaugurato nel giugno 1998 con una giornata completamente dedicata alla musica e allo spettacolo. Una delle principali caratteristiche di questa sala è quella di essere piccola e raccolta. Questa è costituita da novantanove posti a disposizione nella raffinata platea per un totale di 120-150 posti. La direzione artistica del teatro ha, quindi, deciso di destinare l’attività in un ambito fortemente colto e ricercato. Infatti, la stagione inizia a settembre con il lavoro di studio e di ricerca del teatro di base indirizzato alle compagnie del territorio e poi continua da novembre fino alla primavera con la stazione di prosa, che si esplica soprattutto in teatro di narrazione e commedia dell’arte. A maggio, la stagione dei concerti è destinata principalmente alla più elegante musica contemporanea, al jazz, al tango, ecc. Una saggia politica dei pressi, più bassi rispetto ad altri teatri, ha fatto accorrere numeroso pubblico. Inoltre, la messa in atto, come al Petrella di Longiano, dell’ospitalità in cambio di spettacolo, ha permesso di portare alla ribalta numerose significative anteprime.

Orari

Lunedì
Chiuso
Martedì - Venerdì
10:00 am-01:00 pm
Sabato - Domenica
Chiuso
Teatro Bibiena
Via 2 Agosto 1980, 114, 40019 Sant'Agata bolognese BO, Italia
Chiama +390516818942 Sito Web

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