L’anfiteatro romano di Amiternum è uno dei più significativi complessi archeologici dell’Abruzzo interno. Il monumento si trova nei pressi dell’abitato di San Vittorino, all’interno del territorio comunale di L'Aquila, in un’area che conserva importanti testimonianze della romanizzazione dell’antica Sabina.
Edificato nel I secolo d.C., l’anfiteatro costituiva uno dei principali luoghi di aggregazione della città di Amiternum ed era destinato a spettacoli pubblici, come i combattimenti gladiatori e le venationes. La scelta della sua collocazione, in posizione periferica rispetto al Foro, rientra nella tipica pianificazione urbanistica romana, che prevedeva per queste strutture ampi spazi e un facile accesso dall’esterno della città.
La struttura presentava una pianta ellittica con diametri di circa 68 e 53 metri. La cavea, sostenuta da 48 arcate in muratura e originariamente disposta su due ordini rivestiti in laterizio, poteva accogliere fino a 6.000 spettatori. Dell’edificio sono ancora visibili il corridoio esterno continuo, parte della cavea e l’ingresso monumentale all’arena, noto come Porta Triumphalis, situato sull’asse maggiore est-ovest.
Dopo un probabile rinnovamento nel secolo successivo alla costruzione, l’anfiteatro fu progressivamente abbandonato in seguito alla decadenza di Amiternum. Sebbene alcune strutture siano rimaste visibili nel tempo, l’intero complesso fu riportato alla luce solo con gli scavi archeologici del 1880. Ulteriori interventi di consolidamento e restauro, effettuati nel 1996, hanno permesso la conservazione del monumento, che oggi rappresenta una tappa fondamentale per la conoscenza della storia romana del territorio aquilano.