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Itinerario

Il cammino della Via Spluga

Tipologia
Percorso a piedi
Durata
5 giorni
Numero Tappe
5
Difficoltà
Media

La Via Spluga è un percorso che da secoli permette di collegare il versante settentrionale delle Alpi con quello meridionale, unendo Thusis e il Rheinwald con Chiavenna e la sua valle, oggi rispettivamente in Svizzera e in Lombardia. Un tragitto ben segnalato che ripercorre una delle più importanti vie di comunicazione tra Sud e Nord Europa che era utilizzato già dai romani ed utilizzato sicuramente per tutto il medioevo. 

L’itinerario si snoda lungo mulattiere con un dislivello davvero notevole lungo i 65 km totali. Dalla svizzera Thusis, a 720 m slm, passando per i 1905 m slm del lago di Montespluga, si arriva ai 330 m di Chiavenna. 

Durante la stagione estiva si può sfruttare un servizio autobus che porta da Chiavenna a Splügen e viceversa. Lungo il percorso, nel versante italiano, si incontrano diverse aziende a conduzione familiare che vendono prodotti freschi di montagna. La Via Spluga e la Val San Giacomo mettono in luce tra i sentieri montani ripidi e il fondovalle, un carico di tradizioni e saperi che arricchisce da sempre questo territorio di confine.

Thusis - Zillis - Andeer

spluga

15,5 km

Thusis è un centro rurale e un importante crocevia alpino. È da sempre un luogo di passaggio, fatto che ne ha caratterizzato la storia e l’urbanistica. Lungo strade ampie, create per il transito di cavalli e per il passaggio di vetture e animali da soma, si susseguono schiere di case che nascondono ampie cantine, vasti magazzini e numerosi hotel, pensioni e una miriade di negozi. 

Da Thusis, la via Spluga, attraverso la famosa gola della Viamala, giunge fino a Zillis con la sua cosiddetta “Cappella Sistina delle Alpi”: la chiesa romanica intitolata a San Martino è un vero capolavoro. Il soffitto è composto da 153 tavole lignee, in perfetto stato di conservazione, e illustra la vita di Cristo secondo uno schema iconografico tipicamente medievale

Dopo essersi ritemprati alla vista dei prati e avere dato un’occhiata a un’arte inspirata da una vita semplice e sincera, il percorso continua fino al villaggio di Andeer. 

Andeer – Splugen

spluga

14,5 km

Con i suoi bei palazzi dipinti e le sue stradine selciate, Andeer mette in risalto la sua cultura, legata alla lingua romancia. Attraversando paesaggi incantati, cascate, boschi di abeti, Il percorso porta a Sufers, antico villaggio d'epoca carolingia, per continuare, seguendo l'antica strada sterrata, sino a Splügen.

Splugen – Montespluga

spluga

10,5 km

Splügen è borgo a 1457 m sul livello del mare, è cresciuto nei secoli grazie ai commerci e agli scambi attraverso l'omonimo Passo. Dal borgo antico e ben conservato, il cammino prosegue verso sud e, risalendo fino ai 2115 m, raggiunge il Passo dello Spluga. È il punto più alto del tragitto ma anche il confine tra Svizzera e Italia. Da qui inizia la parte italiana del sentiero, che raggiunge in breve tempo il suggestivo lago di Montespluga.

Montespluga – Isola – Campodolcino

spluga

11,5 km

Il lago di Montespluga, con il suo alpeggio, a 1905 m di altitudine, è il punto in Italia più lontano dal mare.

Il cammino scende, poi, verso l’alpe Stuetta (1870 m) e da qui, attraverso il Passo del Cardinello, all’abitato e al lago di Isola (1268 m).

Ad Isola e nei piccoli alpeggi vicini si possono ammirare abitazioni in legno (“càrden”) di influenza Walser che testimoniano quanto in realtà la Via Spluga non sia solo una via commerciale ma anche un crocevia di popoli. 

L’itinerario continua raggiungendo con poco dislivello Campodolcino (1071 m) e le sue numerose frazioni, dove troviamo il MUVIS, il Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo.  

Campodolcino – Chiavenna

10,6 km

Proseguendo verso Chiavenna, man mano che i boschi di conifere lasciano spazio ai castagneti, nel territorio di S. Giacomo Filippo, una visita al Santuario di Gallivaggio è d’obbligo. Alla vista delle cime della Bregaglia e della Valchiavenna, il percorso si conclude raggiungendo la città di Chiavenna (333 m), la “chiave delle Alpi”. Il suo centro storico, attraversato dal fiume Mera, è ricco di botteghe e testimonianze artistiche sulla sua lunga storia. I “crotti”, osterie adiacenti ad antiche grotte naturali usate fin dall’antichità conservare il cibo, sono l’incarnazione della storia culinaria ed enogastronomica della regione: un pranzo o una cena per degustare i prodotti tipici è tappa obbligata. 

 

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