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Per le tue vacanze nella natura parti alla scoperta dei parchi nazionali d’Italia.
La rete di riserve naturali e aree protette italiane a tutela del grande patrimonio nazionale di biodiversità è ricca e variegata.
Paesaggi unici, territori ricchi di bellezze naturali costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali e marine.

 

Parchi Nazionali 65 risultati di ricerca
Meta turistica
Isole Tremiti

Isole Tremiti

Incantevole oasi del Gargano Le Isole Tremiti, note anche come Diomedee, sono un piccolo angolo di paradiso in provincia di Foggia. Unico arcipelago italiano del mare Adriatico siamo a circa 12 miglia a largo del Gargano, nel nord della Puglia e comprende 5 isole: San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa. Il parco marino delle Isole Tremiti è un riserva naturale dall’aria pura e dalla natura selvaggia. Qui, il mare è limpido e pulito e ha sfumature che vanno dal verde chiaro al blu e turchese. L’arcipelago è caratterizzato dall’alternanza di baie e promontori, da spiagge basse e sabbiose, ma anche alte e rocciose, con falesie, nonché da piccole insenature e romantiche calette. Se vi piace camminare in mezzo alla macchia mediterranea, potete inoltrarvi nei numerosi percorsi attrezzati in mezzo al bosco rigoglioso, un tripudio di mirto, rosmarino, fillirea, lentisco e ginepro. Siete appassionati di diving? Andate alle Grotte delle Viole, nei pressi dei faraglioni dei Pagliai. Vi accorgerete in fretta perché è chiamata così: deve il suo nome, infatti, alle numerose varietà di viole profumatissime che crescono sulle sue rocce, ma anche ai pesci e ai molluschi che nuotano nei suoi fondali e che assumono una tonalità violacea, grazie al gioco di luce dei raggi di sole che entrano attraverso le feritoie. Per chi ama lo snorkeling ci sono oltre venti sentieri subacquei da esplorare. Ricordatevi che sulle isole dell’arcipelago delle Tremiti non sono ammesse automobili: le uniche che hanno diritto a circolare sono quelle dei residenti.
Natura
Tre Cime di Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo

3 Cime: sciare nel parco naturale più suggestivo delle Alpi Se cercate una cornice idilliaca per le vostre vacanze sulla neve, questo pluripremiato comprensorio sciistico fa al caso vostro. Il parco naturale Tre Cime di Lavaredo, in provincia di Bolzano, è parte del Patrimonio Mondiale Unesco ed è un paradiso per gli sport invernali, ma anche una perla di rara, meraviglia per le escursioni estive adatte a tutta la famiglia. Un vero concentrato di bellezza, in uno spazio delimitato da piste e montagne. Sulle piste, tra le montagne più famose delle Dolomiti Il comprensorio 3 Cime/3 Zinnen in Alto Adige può contare su piste diverse e adatte a tutte le esigenze, con differenti inclinazioni su ben 5 montagne collegate tra di loro. Tra le più impegnative c’è sicuramente la Free FallRide, con una pendenza pari al 72 per cento. L’area sciistica è indicata per esperti conoscitori, ma non solo, visto che vanta diversi rifugi e località da scoprire come San Candido, storicamente nota per la presenza in antichità dei primi insediamenti celtici e location della fiction televisiva con Terence Hill, Un passo dal cielo. Sesto in Val Fiscalina è il posto giusto soprattutto per chi ama i luoghi tranquilli immersi nella natura, mentre Dobbiaco, la “Porta delle Dolomiti”, è località romanticamente immersa tra il lago omonimo e quello di Landro. Ritornando alle piste, in questo territorio ne sono presenti per una lunghezza di 115 chilometri, sempre innevati, con 30 impianti di risalita, 1 snowpark con 2 livelli di difficoltà, piste per slittino, 200 chilometri per sci di fondo e in più la possibilità di sciare in notturna. 3 Cime, uno sguardo d’insieme Oltre alle già citate Dobbiaco, Sesto e San Candido, questa regione turistica dell’Alta Pusteria comprende anche Villabassa e Braies. In più, si può usufruire dello Ski Pustertal Express, un collegamento via treno o bus che permette di raggiungere comodamente il comprensorio di Kronplatz-Plan de Corones. In questo modo gli sciatori possono sfruttare ben 200 chilometri di piste complessive. 3 Cime per famiglie con i bambini Per chi desidera una vacanza sulla neve più tranquilla, nel comprensorio sciistico 3 Cime Dolomiti, sono presenti le piste per lo slittino, dove divertirsi anche a realizzare pupazzi di neve giganti. Per i piccoli, 2 zone adatte al divertimento infantile sono Waldheim e Braies dove potranno muovere i primi passi sugli sci. Per le famiglie, invece, è più indicata Baranci a San Candido. Qui e nei dintorni, chi ama lo sci nordico troverà il carosello di sci di fondo più grande d’Europa. 3 snowpark, invece, sono presenti per snowboarder e freestyler. Si tratta dello snowpark Tre Cime sul Monte Elmo, la pista Kids Ski Coss a Baranci e lo Shaka Snowpark nello Skycenter Rienza a Dobbiaco. Se amate la neve sotto le stelle, potete organizzarvi per lo sci notturno con 2 piste illuminate sul Monte Baranci. La curiosità da non dimenticare Se decidete di raggiungere le Tre Cime tra novembre e dicembre, troverete i Mercatini di Natale a Dobbiaco e a San Candido, con una serie di eventi a tema e prodotti artigianali per fare shopping e regali. Se invece scegliete questa località in estate munitevi di calzettoni e scarponcini da trekking. Il comprensorio sciistico 3 Cime si trasforma infatti in un paradiso per famiglie: escursioni, parchi natura, animali alpini e luoghi incantati di storie e leggende antichissime. Uno su tutti? Il nascondiglio degli gnomi. Siamo al rifugio Gigante Baranci, nelle immediate vicinanze dei laghetti a forma di piede gigante e, guardando in alto tra i rami degli alberi, potrete scovare le tipiche casette degli gnomi e splorarle grazie a scalette e ponti sospesi. Il punto di incontro tra alpinisti esperti e escursionisti della domenica invece è da sempre il Rifugio Locatelli. Incastonato fra le vette più famose delle Dolomiti di Sesto è un luogo mitico e ricco di storia. Per scoprire i segreti delle 3 Cime è certamente il posto giusto, ma preparatevi: essendo molto famoso è anche molto frequentato. Le 3 Cime sono un luogo incantato in ogni stagione, l’unico rischio andandoci è che poi vorrete tornare ogni anno.
Natura
Parco Nazionale della Majella, Abruzzo

Parco Nazionale della Majella

Parco nazionale della Majella, tra le aree più selvagge d’Italia Il Parco nazionale della Majella tutela un vasto territorio di alta montagna dell’Appennino abruzzese compreso tra le province di Chieti, L’Aquila e Pescara. La natura carsica delle rocce ne fa un luogo ricco di grotte, dove gli animali vanno in letargo e dove gli uomini hanno costruito eremi e luoghi di culto. Attraversare i suoi altipiani racchiusi tra imponenti montagne è un’esperienza emozionante, che si può fare anche su una spettacolare tratta ferroviaria nota come la Transiberiana d’Italia. Una montagna di grotte, eremi e tholos Quello della Majella è un paesaggio di roccia plasmato dalle acque sotterranee e dalla spiritualità. Le rocce sono calcaree e si lasciano facilmente infiltrare dalle acque piovane e di fusione delle nevi creando un’infinità di grotte, ne sono state censite 100, alcune frequentate dagli speleologi e accessibili ai turisti, altre lasciate ai veri abitanti della montagna, gli animali. Sono due le grotte più belle: la prima è quella del Cavallone, nel Vallone di Taranta, un complesso carsico lungo 1,3 chilometri e con abbondanti stalagmiti e stalattiti, aperta alle visite. Poi c’è la Grotta Nera, nel territorio di Pennapiedimonte, dove l’accesso è riservato a pochi esperti, per motivi di conservazione: in questo antro è presente il “latte di monte”, una particolare forma di concrezione morbida e intrisa d’acqua formata dall’interazione con alcuni batteri, che crea depositi biancastri simili a stalattiti chiamati “tray”, i più grandi che si conoscano in Italia. La Majella è sempre stata amatissima da monaci ed eremiti, che qui hanno costruito una ventina di santuari rupestri nei luoghi più spettacolari, come San Bartolomeo in Legio (Roccamorice), incastonato nella roccia, a cui si accede da una galleria scavata nella montagna. Spettacolari anche il Monastero di San Martino in Valle, accanto alle gole di Fara San Martino, e l’Eremo di Sant’Onofrio di Serramonacesca, costruito su un crinale sotto un gigantesco masso. La tenera roccia calcarea è servita come materiale di costruzione a disposizione degli agricoltori per costruire ripari, fienili e piccoli magazzini che qui chiamano tholos. Si vedono di frequente lungo i sentieri che attraversano il parco: sono costruzioni che ricordano nella forma e nella fattura i nuraghi della Sardegna o i dammusi di Pantelleria e vengono tutelati dal Parco come patrimonio della storia agricola abruzzese. Alcuni tholos hanno dimensioni ragguardevoli, alti fino a 6-7 metri, con il piano alto per la piccionaia e uno intermedio dove veniva sistemato il giaciglio. I sentieri del Parco, della Libertà e dello Spirito Se volete attraversare tutta la Majella, fatelo lungo il sentiero del Parco, di 83 chilometri, che si snoda da Popoli alla stazione di Palena valicando le cime più elevate come il monte Amaro (2.793 metri). Se vi interessano le capanne di pietra, i caratteristici tholos del parco, c’è un percorso che ne tocca diversi, lungo i comuni di Lettomanoppello, Abbateggio, Roccamorice, Caramanico, e Serramonacesca. Molto suggestivo il sentiero della Libertà da Sulmona a Palena, sulle tracce del percorso di chi, durante la seconda guerra mondiale, fuggiva per schierarsi con gli alleati angloamericani. C’è anche il sentiero dello Spirito, da Sulmona a Serramonacesca, che tocca diversi luoghi di culto della Majella e del Morrone. Gli animali del Parco della Majella Gli habitat del Parco della Majella sono ideali per un animale come il lupo appenninico, simbolo del Parco, che ora qui ha una popolazione stabile. Camoscio appenninico, capriolo e cervo sono stati reintrodotti. Nel parco si trovano, ma non è facile vederli, anche il gatto selvatico e la martora. Molte le specie di uccelli. Alle quote più elevate volano l’aquila reale, il picchio, il falco pellegrino e il falco lanario, oltre al fringuello alpino, il sordone e l’arvicola delle nevi. Sulla Majella con la Transiberiana d’Italia Il mezzo di trasporto migliore per visitare il Parco della Majella è il treno, sulla linea turistica nota come la Transiberiana d’Italia. Stiamo parlando della Sulmona - Isernia - Carpinone, una ferrovia che attraversa vallate e altopiani di grande suggestione, in estate come in inverno, solitamente il sabato e la domenica. Diverse stazioni e alcuni edifici ferroviari lungo la linea nei comuni di Cansano, Campo di Giove e Palena sono stati acquisiti dal Parco nazionale della Majella per farne centri di informazione e servizi: l’ex caffetteria di Cansano è diventata officina bike e punto noleggio bici; a Palena sono stati realizzati un maneggio e infrastrutture per il turismo equestre, oltre a un altro centro di noleggio bici. Dalle stazioni si snodano vari sentieri e percorsi per raggiungere i luoghi di maggior interesse del parco. Sappiate che a Sulmona ci si arriva con un’altra linea di treni slow, ma di grande suggestione, la Rieti-Aquila-Sulmona.
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