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Immergiti tra dolci colline e paesini pittoreschi. L'Italia ospita alcuni dei borghi più belli al mondo, che offrono uno sguardo ravvicinato della ricca storia del paese. 

Metti in cima alla lista l’esperienza autentica di visitare le strade medievali di Siena o le caratteristiche Cinque Terre. Di viverne l’essenza.

 

Borghi 124 risultati di ricerca
Natura

Monterosso al Mare

Monterosso al Mare: in vacanza tra comfort e natura Monterosso al Mare è la porta delle Cinque Terre, quel tratto della Riviera Ligure di Levante inserito dall’Unesco nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità, per la capacità dell’uomo di interagire rispettosamente con il paesaggio, onorandolo in tutta la sua grandiosa bellezza. Il borgo di Monterosso è il più grande dei 5 che compongono le Cinque Terre ed è l’unico a vantare ampie e splendide spiagge di facile accesso. L’ideale per una vacanza in famiglia, a stretto contatto con la natura. Sulla sensuale spiaggia di Fegina Il fascino delle Cinque Terre deve molto al suo territorio impervio. A Monterosso la natura è ugualmente incontrastata, ma tra i 5 borghi della celebre costa è l’unico a vantare un’ampia e comoda spiaggia di sabbia. Si tratta di Fegina, definita dall’autorevole rivista statunitense Forbes “una delle 25 spiagge più sexy del mondo”. Partendo dalla stazione ferroviaria, vi risulterà comodissimo scendere pochi gradini per trovarvi un posto al sole, sul tratto libero o servito dagli stabilimenti balneari. Siamo nell’area marittima del Parco delle Cinque Terre e l’acqua, grazie a un’attenta tutela, sorprende per la sua tonalità di un azzurro brillante. Il litorale è di sabbia mista a ciottolini. I bambini sono a loro agio, i genitori possono rilassarsi sui lettini. Al limitare del lungomare di Fegina potrete invece sostare sulla scogliera sotto la torre Aurora. Poco oltre c’è la piccola Spiaggia della Stazione e alla fine del lungomare, puntando verso Levante, potete incontrare la Spiaggia del Gigante: la si riconosce dalla grande statua di 14 metri che la sovrasta, raffigurante il dio Nettuno. Subito dopo il Circolo Velico, bastano pochi passi per raggiungere la Spiaggia del Portiglione. Sulle orme di un grande poeta: Eugenio Montale Leggete le poesie I limoni e Punta del Mesco, nella raccolta Ossi di Seppia dell’immenso poeta italiano e premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale, genovese. Coglierete in questi versi tutta la meraviglia di Monterosso al Mare, i suoi suoni e profumi, le liriche suggestioni paesaggistiche. Perché Montale ha trascorso fin dall’infanzia le sue vacanze qui, nella residenza estiva di famiglia in stile liberty. Si chiama Villa delle Due Palme, anche se lui la ricorda con il nome di Pagoda Giallognola. Si erge sulle prime pendici del Mesco, lungo il litorale di Fegina, e attorno è stato ideato l’itinerario del Parco Letterario Eugenio Montale. La dimora è oggi proprietà privata e ospita in parte una struttura ricettiva, ma potrete ammirarla dall’esterno e soprattutto avrete l’occasione di partecipare a una delle passeggiate organizzate dall’Istituzione del Parco Letterario. Le casette colorate del borgo e i suoi monumenti, la vegetazione e i panorami vi appariranno in un’ottica diversa, come un esaltante racconto tra cultura e natura. A zonzo nel borgo È un piacere gironzolare nei carruggi, come sono chiamate le piccole vie delle località liguri. Tra scalinate e piazzette si susseguono nel borgo antico botteghe di specialità alimentari, focaccerie, bar e ristoranti. Visitate con calma la Chiesa di San Giovanni Battista dalla facciata decorata a strisce bianche e nere e la seicentesca Chiesa di San Francesco con annesso il Convento dei Cappuccini. Ammirate i preziosi dipinti all’interno, poi uscite e ammirate: da qui si apre un grandioso panorama su tutta la costa delle Cinque Terre. 5 suggerimenti per un soggiorno indimenticabile a Monterosso al Mare Monterosso è il perfetto punto di partenza o di arrivo per una visita alle Cinque Terre. Il primo consiglio è quello di lasciare la macchina e da Monterosso al Mare muoversi con il treno che percorre la costiera. Comodo, economico, ecologico e panoramico. In alternativa: camminate lungo i sentieri tracciati. Suggestiva una visita al Santuario di Nostra Signora di Soviore in collina, dove si può anche pernottare e prenotare un tavolo al ristorante. Per chi se la sente, raggiungerlo a piedi attraverso un meraviglioso e breve sentiero dal borgo è il massimo. Soggiornare in un agriturismo in altura, immersi nel silenzio e nella vegetazione, può essere un’ottima idea. E poi recatevi al molo per programmare una gita al mare tra le meraviglie del Golfo dei Poeti.
Natura

Manarola

Manarola, come un quadro variopinto nel cuore delle Cinque Terre Le case dal giallo al caldo arancione spuntano dalla scogliera scura, in un forte e meraviglioso contrasto di colori. Manarola sorge qui, su uno sperone a picco sul mare, avvolta in una placida atmosfera romantica. La natura possente del Parco Nazionale delle Cinque Terre è solcata da sentieri, tutti da esplorare per ammirare i vigneti e gli uliveti sui tradizionali terrazzamenti. Nel borgo panoramico Dai 70 metri di altitudine fino alla piazzetta sul mare, si snoda un dedalo di strette e ripide viuzze dove perdervi respirando l’aria salmastra. Il borgo è antichissimo, risale all’anno Mille: lo scelsero per la sua posizione strategica di avvistamento e difesa dalle incursioni dei pirati saraceni. In un continuo saliscendi, dopo avere apprezzato le chiese più belle, tra cui quella gotica di San Lorenzo, dirigetevi verso il Belvedere, la cui bellezza non smentisce il nome: una sorta di terrazza spalancata sull’acqua, da cui si offre un panorama strepitoso. Osservate la particolare caratteristica delle “case torri” in stile genovese, su vari piani e addossate l’una all’altra. Non esiste una vera spiaggia qui, ma potete scendere in acqua dagli scogli nella zona del porticciolo. Lungo i sentieri che collegano le Cinque Terre Manarola è la frazione di un altro paese delle Cinque Terre, Riomaggiore, ed è collegata ad esso da un bel sentiero di circa un chilometro e mezzo, inerpicato sulla collina che separa i due borghi. Un altro percorso scenografico parte direttamente dal villaggio e collega Manarola a Corniglia. Qui vi trovate nel “paesaggio culturale” tipico delle Cinque Terre, Patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’Unesco. Ammirerete i terrazzamenti che con un’antica tecnica, fin dai tempi dei romani, sono stati realizzati per coltivare le pendici impervie della montagna. Sulle terrazze che delineano uno scenario seducente si distendono uliveti, frutteti e vigneti. Una cucina eroica, che unisce terra e mare La vocazione di borgo agricolo e marinaro di Manarola si esprime in una tradizione culinaria all’insegna di una cucina povera, ma straordinaria, in cui terra e mare si incontrano dando vita a grandi sapori, esaltati da vini eccellenti. Nonostante sia un piccolo borgo, proprio grazie alla ricchezza e alla qualità dei ristoranti è diventata una mecca per gli amanti del buon cibo. L’olio extravergine d’oliva del posto è superbo: magnifico su una bruschetta e perfetto alleato del pesce alla brace e degli ortaggi, da abbinare ai vini Bianchi DOC delle Cinque Terre. La focaccia ligure, poi, è riconosciuta come una delle migliori della costa. Scegliete la locanda che più vi ispira per una cena che non vi deluderà. Potete accomodarvi in un ristorante in collina, per mangiare tra i limoni e ammirare lo scenario dall’alto; oppure prenotare un tavolo al borgo, in deliziosi locali in pietra sui vicoli o con vista mare, verso il porticciolo. Acciughe, polpi e calamari sono tra le delizie di pesce più comuni, anticipati da una bruschetta al pesto e pomodoro, validissima anche solo per un aperitivo. Gli ortaggi e le erbe farciscono la torta salata Pasqualina, i fiori di zucchina ripieni e fritti guadagnano in gusto se portati alla bocca con le mani. Il tocco di classe arriva al dolce, accompagnato da un bicchiere di Sciacchetrà ben freddo: un vino preziosissimo che arriva dai vigneti terrazzati, un passito dalle origini lontane che Slow Food ha catalogato tra i suoi Presidi. 5 consigli per muovervi al meglio La raccomandazione è di arrivare a Manarola in treno e poi muoversi sempre e solo a piedi. Nel Parco Nazionale delle Cinque Terre la viabilità è complicata e non esistono parcheggi di grandi dimensioni. In paese, chiedete come partecipare a degustazioni di vini e corsi di cucina: un’esperienza originale, non solo gratificante per il palato, ma anche ricca di spunti culturali. La Cinque Terre Card offre vari servizi, tra cui dei tour guidati tra i vigneti della Fondazione Manarola. Recatevi al molo da cui partono i battelli per le Cinque Terre. Da Manarola potrete esplorare via mare un tratto di litorale incantevole e cogliere tutti i particolari della costa frastagliata, tra scogliere, grotte e insenature. Per saperne di più: www.parconazionale5terre.it
Arte & Cultura

Sorrento

Sorrento, gioiello del Golfo di Napoli Adagiata su un’alta scogliera a picco sul mare, al centro della sua penisola, Sorrento abbraccia con lo sguardo il golfo di Napoli, il Vesuvio e ha Ischia e Procida all’orizzonte. Attorno, il verde dei giardini delle ville e degli agrumeti; in centro, vicoli e piazze ricchi di palazzi storici, tra cui la casa natale del poeta Torquato Tasso (1544-1595), musei e botteghe artigiane. Ai suoi piedi le spiagge di Marina Piccola e Marina Grande e i porti. Gli alberghi sono un centinaio e alcuni possono vantare 200 anni di storia. Le 10 cose da vedere a Sorrento Torna a Surriento, uno dei grandi classici della canzone napoletana, è un inno alla bellezza del mare di Sorrento e al profumo dei fiori “della terra dell’ammore”. Non c’è invito più convincente per visitare questa cittadina e la costiera di Sorrento, per poi allungarsi, se si ha tempo, anche verso la notissima e confinante costiera Amalfitana. A Sorrento ci si arriva comodamente con la Circumvesuviana da Napoli: a pochi passi dalla stazione siete già in Corso Italia, la via principale che porta a piazza Tasso, il salotto della città, con la statua dell’illustre poeta che a Sorrento visse solo pochi anni. Va esplorato il vicolo di Santa Maria della Pietà, uno dei più suggestivi. Vi si affacciano alcuni dei palazzi più antichi: Palazzo Veniero (del 1200) di gusto tardo bizantino; Palazzo Correale (del 1300), di impronta catalana, e la Loggia di vico Galantariaro (del 1400), di età aragonese. Se percorrete viale Enrico Caruso potete affacciarvi sul Vallone dei mulini, quel che resta delle ampie vallate che circondavano Sorrento nell’antichità e dov’erano posizionati i mulini. Da non perdere, nel centro di Sorrento, lungo via San Cesareo, il Sedil Dominova (del 1500), l’unico rimasto in Campania degli antichi sedili, gli edifici dove si svolgevano le riunioni dei nobili, dalla caratteristica cupola di maiolica gialla e verde. Tre le chiese da vedere a Sorrento: la Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo con importanti tele di pittori della scuola napoletana del Settecento e il coro ligneo con le tarsie degli artigiani sorrentini; la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con un notevole pavimento di maiolica; la chiesa di San Francesco, con il delizioso chiostro usatissimo nei matrimoni all’aperto. Bella la villa Comunale, dove organizzano spesso mostre, con giardino panoramico: da qui si può scendere, in ascensore, alla spiaggia di Marina Piccola e al porto. Tre musei di arte, archeologia e artigianato Sono almeno 3 i musei da visitare a Sorrento: il museo Correale di Terranova, ospitato in una villa del Settecento immersa tra gli agrumi con terrazza a picco sul mare, espone in 24 sale oltre 10.000 tra pezzi d’arredo, oggetti in legno intarsiato di Sorrento, maioliche, orologi, statue del presepio napoletano e la biblioteca che custodisce scritti originali del poeta Torquato Tasso. Il museo archeologico Georges Vallet, da poco restaurato, è ospitato nella villa ottocentesca Fondi de Sangro immersa in un parco aperto al pubblico che si affaccia sulla Marina di Cassano. La sua raccolta di reperti proviene dalle campagne di scavi effettuati nella penisola Sorrentina e documenta dall’età preistorica a quella romana: c’è anche il plastico della villa di Pollio Felice, di cui è possibile vedere i resti sulla punta del Capo di Sorrento e dove si trova la celebre piscina naturale nota come Bagni della Regina Giovanna. Al piano terra è esposta la statua di una figura femminile in marmo proveniente da una villa di età imperiale ritrovata a Sorrento nel 1971. Squisitamente sorrentino è il museo-bottega della tarsia lignea, nel palazzo Pomarici Santomasi, che espone una collezione di mobili realizzati con la particolare tecnica decorativa ebanista che a Sorrento è tuttora diffusa. Quando andare a Sorrento Il magnifico clima della costiera consente di visitare Sorrento in ogni stagione dell’anno, però i giorni in cui l’atmosfera è davvero magica sono quelli della Settimana Santa: nel periodo pasquale le zagare sono in fiore e in città fervono i preparativi per organizzare le suggestive processioni religiose, con i cortei di incappucciati che si tengono nella sera del giovedì e del venerdì santo, accompagnati da torce e turiboli con l’incenso.
Arte & Cultura
San Benedetto del Tronto

San Benedetto del Tronto

5 tappe per scoprire San Benedetto del Tronto, perla delle Marche Una città turistica tra Marche e Abruzzo. Un mix esemplare di bellezze monumentali, naturalistiche e divertimento. Uno scenografico affaccio sul Mar Adriatico. Tutto questo è San Benedetto del Tronto. La città ha una pianta esagonale, che ricorda lo scafo di una nave, ed è idealmente abbracciata dal mare che fa da fil rouge a moltissimi affacci. Ovunque vai a San Benedetto del Tronto vedrai il mare. Cosa vedere a San Benedetto del Tronto in un weekend Siamo nel cuore della Riviera delle Palme, in un tratto di costa marchigiana dove questa pianta è comune. San Benedetto del Tronto è in una posizione strategica e passeggiare lungo il suo lungomare è una delle attrazioni da non perdere. La lunga spiaggia ha ricevuto più volte il titolo di Bandiera Blu e il porto peschereccio è considerato tra i più importanti dell’Adriatico. Con pochi giorni a disposizione, è comunque possibile scoprirne il cuore e innamorarsene. Ecco cosa non perdere. Lidi attrezzati e spiagge libere Il litorale è ampio e sabbioso, incorniciato da palme e arbusti vari. Molti sono i lidi attrezzati con stabilimenti che forniscono tutti i servizi, ma non mancano le spiagge libere e i famosi “chalet”, ristoranti che propongono cucina locale. La sabbia fine, l’acqua poco profonda e il mare pulito e ricco di aree per i bambini rendono la zona perfetta per le famiglie. Bici, arte e shopping lungomare L’isola pedonale è molto curata, arricchita di negozi e locali, ma anche di sculture a cielo aperto e opere di artisti contemporanei. La sua lunghezza complessiva è di 6 chilometri e fu costruita agli inizi degli anni 30. Perfetta per il divertimento serale, soprattutto nella bella stagione, è molto ricercata per fare sport. Oltre alle camminate o alla corsa, una pista ciclabile di circa 15 chilometri corre parallela alla spiaggia e giunge fino alla zona del Porto di Ascoli. Il Borgo Alto è un gioiellino Il piccolo borgo di Paese Alto, non lontano dal mare, è famoso per la Torre dei Gualtieri del 1145. Il Torrione ha una pianta esagonale schiacciata e alla sommità lo completano due grandi campane. La chiesa di San Benedetto Martire La chiesa di San Benedetto Martire sorge di fronte alla torre ed è antichissima. Dedicata al patrono della città, fu costruita sopra la tomba del Santo e nel 700 ristrutturata in stile neoclassico. Sull’altare si notano le reliquie e la sua lapide. Cattedrale di Santa Maria della Marina Il Duomo è dedicato a Santa Maria della Marina, protettrice dei marinai e dei pescatori. Fu costruito nel Seicento in un altro luogo, ma dopo l’alluvione del 1898 fu demolito e ricostruito qui. La facciata è squadrata e sobria, all’interno colpisce il pavimento realizzato a mosaico e l’affresco di 400 metri quadrati dell’artista francescano padre Ugolino da Belluno, il quale raffigura (oltre ai santi) le tradizioni marinare della città. Le 5 curiosità che forse non conoscevi A San Benedetto del Tronto si trova la palma più grande del mondo, ovvero il Mastodonte arboreo, e lungo il lungomare sono presenti ben 8.000 specie di palme, simbolo e patrimonio della città. Il litorale di San Benedetto del Tronto fa parte di un progetto del 1931 dell’ingegnere modenese Luigi Onorati, che ha reso l’antico borgo marinaro una moderna zona turistica. Molto particolare è la festa della Madonna della Marina, con la processione e il corteo via mare, durante i quali da molti pescherecci vengono lanciati fiori. A San Benedetto del Tronto, il Carnevale si festeggia dal 1828 con la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati.
Natura
Vietri sul Mare - Costiera Amalfitana, Campania

Vietri sul Mare

Vietri sul Mare, sfavillante borgo delle ceramiche sulla Costiera Amalfitana Che siate appassionati di ceramiche o meno, nel momento esatto in cui metterete piede a Vietri sul Mare non potrete che restare abbagliati dai colori delle sue maioliche che disegnano un mosaico scintillante e accendono tutto il borgo, dai monumenti storici alle piazze e i cortili. Eppure non è per le sue celebri ceramiche che Vietri sul Mare è definita “prima perla della Costiera Amalfitana”, ma per la sua posizione strategica sul territorio, cioè quella più a Oriente, primissima tappa di questo magico tratto di costa campana arrivando da Salerno. Un paese a colori L’azzurro e il giallo saranno i colori che subito, già a uno sguardo da lontano, si imprimeranno nei vostri occhi. Sono le tinte delle maioliche che adornano la cupola del Duomo di Vietri sul Mare dedicato a San Giovanni Battista e situato nel punto più alto del centro storico lungo una terrazza panoramica. Le ceramiche sono un tema che vi seguirà sempre nella visita alla località. Le ritroverete in un altro edificio religioso, subito accanto al Duomo: la seicentesca Arciconfraternita dell’Annunziata e del Rosario. Rivestiti in maioliche sono i tre pannelli della facciata, così come soffitti e pavimentazione. Sono ancora le maioliche policrome a farsi notare alla Villa Comunale, un luogo sorprendente da molti paragonato al Parc Güell di Gaudì a Barcellona. Muri, viali, fontane e i corrimano dalle linee sinuose dei vialetti sono un tripudio di mosaici in maiolica, tasselli rossi, gialli, azzurri, tortora. Siete proprio dentro un’esplosione gioiosa di colori, mentre sotto si apre alla vista la distesa azzurra del Mar Tirreno e la linea costiera del Golfo di Salerno. Qui trovate solo pezzi unici Passeggiate tra i vicoli di Vietri sul Mare, ammirate le centinaia di composizioni che ornano il borgo di origine etrusco-sannita ed entrate nelle innumerevoli botteghe. Che facciate acquisti o meno, ne uscirete comunque incantati perché i maestri vi accoglieranno con grande senso dell’ospitalità, desiderosi di narrarvi la storia secolare dell’arte della ceramica vietrese, una tradizione che prende il via nel Rinascimento. Vi meraviglierete ad osservare la cottura dell’argilla e la pittura a mano, di quelli che sono sempre e solo pezzi unici: vasi e oggettistica da tavola, quadri decorativi raffiguranti paesaggi, in un’infinità di manufatti dai colori a contrasto. Pantone “giallo di Vietri” Se vi dedicate allo shopping, non dimenticate di privilegiare il giallo, in una nuance unica che solo qui sanno riprodurre tanto da essere nota nel mondo come “giallo di Vietri”. La luce brillante del Mediterraneo lo fa risaltare in tutta la sua bellezza. Tra i soggetti, quello tipico di Vietri è l’asinello, prevalentemente in verde smeriglio, un tema che risale all’800. Una statuina che riproduce l’animale resterà come souvenir di viaggio, simbolo dell’intera Costiera Amalfitana, un tempo mezzo di locomozione lungo le mulattiere per il trasporto di uomini e merci. Se la curiosità vi spinge ad apprendere di più su quest’arte, Vietri vanta tre spazi espositivi dedicati solo alla ceramica: il Museo Provinciale della Ceramica all’interno di Villa Guariglia, il Museo Cargaleiro e il Palazzo della Ceramica Solimene. Sabbia fine e fondali bassi La Marina di Vietri offre un tratto di litorale caratterizzato da fine sabbia dorata e un fondale basso e dolcemente digradante, scenario ideale per famiglie con bambini e anziani. Potete optare per la spiaggia libera o per quella attrezzata di tutti i comfort degli stabilimenti balneari. Nei dintorni trovate anche la Spiaggia la Crestarella, dominata dall’omonima torre, la Schiarata e la Spiaggia di Cancelluzzo: quest’ultima è libera, con sassolini misti a sabbia, ed è raggiungibile soltanto via mare, cosa che potete fare noleggiando un pedalò dalla Marina di Vietri. Due gite fuoriporta Due sono le visite consigliabili spostandovi di poco da Vietri sul Mare. Dirigetevi ad Albori, che nella sua insenatura ospita due spiaggette tranquille, non molto frequentate visto che bisogna scendere lungo 200 gradini. L’acqua è cristallina e un piccolo torrente si butta in mare proprio in questo punto. Due lidi e un ristoro vi saranno utili per l’attrezzatura e per rifocillarvi. Quando il sole tramonta dietro la roccia, salite verso il borgo marinaro, delizioso con le sue case chiare in calce e il profumo dei limoni che accompagna la vostra passeggiata. Raito è celebre per le sue scalinate, l’unico modo per potersi muoversi in questo paesino in posizione panoramica. Visitate la Villa Guariglia con il Museo Provinciale della Ceramica e contornata da un meraviglioso parco a terrazzamenti, come è tipico sulla Costiera Amalfitana per strappare la vegetazione al mare e alla roccia con una tecnica sapiente.
Arte & Cultura
Porto Recanati

Porto Recanati

Porto Recanati, la città marinara dove nacque Leopardi Porto Recanati è un borgo di pescatori inserito nella bellezza del Monte Conero. Con 9 chilometri di spiagge e un lungomare pedonale è molto amato dai turisti in tutte le stagioni ed è famoso per aver dato i natali al poeta Giacomo Leopardi. Porto Recanati ha ottenuto più volte per le sue spiagge la Bandiera blu grazie alle politiche di sostenibilità ambientale. Il medievale Castello Svevo sorge nella centralissima piazza e aveva la funzione principale di difesa dagli attacchi dei pirati. Gli spettacoli estivi e gli eventi culturali si svolgono nell’ampio cortile, dov’è ospitata l’arena Gigli intitolata al tenore recanatese Beniamino Gigli. Lasciato il centro, si incontra un interessante sito archeologico, che ha riportato in vita l’antica città romana di Potentia. Un tour in bicicletta a tutta natura Una delle peculiarità di Porto Recanati è quella di essere circondata da numerosi percorsi ciclabili. Dal lungomare alle campagne circostanti, chi ama la bicicletta non resterà deluso e, anzi, potrà organizzare un’infinità di itinerari sulle due ruote. Dal centro cittadino a luoghi più raccolti, fino a Loreto, si possono organizzare pedalate di ogni genere e livello. Porto Recanati: una cittadina a vocazione balneare A Porto Recanati le tradizioni sono importanti e oltre al mare ci sono eventi nel cuore dei cittadini. Uno di questi è il Palio di San Giovanni, una caratteristica gara podistica a rievocazione storica. Nell’occasione i presenti si riversano in strada e fanno il tifo per gli atleti provenienti dal proprio rione. Altro appuntamento ormai molto atteso è la Notte Rosa, con le vie del centro animate fino a tarda notte e negozi aperti, concerti live, spettacoli di artisti di strada e furgoncini di street food. Un brodetto tutto da gustare Uno dei vanti della gastronomia tradizionale è il brodetto portorecanatese, composto da una zuppa arricchita da vari tipi di pesce povero. Tutti gli ingredienti poi sono cotti in teglia con pomodoro. Ogni anno è ricordato nel mese di giugno con una sagra che prende il nome di “Settimana del Brodetto”. Nei giorni consacrati al piatto, i ristoranti aderenti al progetto lo offrono a un prezzo scontato. Consigli per un giro a Porto Recanati Porto Recanati si raggiunge facilmente grazie alla sua posizione centrale sulla costa delle Marche, ai piedi del Parco del Conero. Nel borgo di pescatori una passeggiata dopo cena è piacevolissima, scegliendo il centralissimo corso Matteotti. In estate vengono sistemati dei mercatini di antiquariato e artigianato, che vale la pena esplorare.