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Indeciso tra mare o montagna? Scegli vacanze in campagna. Le campagne e le colline italiane sono la meta ideale per passeggiate a piedi o avventure in bicicletta. Paesaggi naturali e rurali ideali per chi vuole staccare la spina, allontanarsi dalla frenesia della città e respirare aria pulita.

Campagna e Collina 54 risultati di ricerca
Arte & Cultura

Calcata

Calcata, il borgo redivivo degli artisti Immerso tra i boschi del Parco naturale della valle del Treja, tra Roma e Viterbo, il borgo di Calcata sorge come una visione su un acrocoro di tufo che domina la vallata. Non ha mai avuto bisogna di mura perché è come sospeso sulla sua rupe a cui si accede da un’unica porta ad arco. Abbandonato perché considerato a rischio frana, Calcata è stato ripopolato nella seconda metà del Novecento prima da una colonia di artisti a cui oggi deve la sua vitalità. Cosa vedere a Calcata Una visita a Calcata è davvero un salto nel tempo. Un tempo indefinito: quello lontanissimo e misterioso del popolo dei Falisci, una civiltà italica risalente all’Età del Ferro (IX-VIII sec. a. C.) che per prima ha popolato questa valle; quello medioevale, a cui risalgono le case del borgo in parte in pietra in parte scavate nel tufo e il castello dell’Anguillara; o quello degli anni Sessanta, quando Calcata è stata un richiamo prima per un gruppo di hippies romani che l’hanno abitata in sordina, seguiti da alcuni artigiani e artisti provenienti da tutta Europa che qui, alla ricerca di un ambiente a misura d’uomo, sono venuti a vivere e hanno aperto negozi e atelier. Un borgo oggi ricco di diversità e iniziative culturali, come la Grotta dei Germogli, un bar-ristorante-circolo ricreativo, realizzato con mosaici ricavati da materiale di recupero. Fuori dal borgo, in località Colle, si può fare una passeggiata nell’Opera Bosco, un museo-laboratorio all’aperto di arte contemporanea ideato nel 1996 dagli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin. Le opere presenti sono realizzate esclusivamente con materiale naturale grezzo del bosco che nel bosco vivono, si trasformano e si dissolvono. Le opere sono state realizzate anche con il contributo di decine di altri artisti nel corso di residenze e laboratori didattici svolti con gli studenti delle accademie. Oggi il museo fa parte del sistema museale della Regione Lazio. Da non perdere una visita al giardino della casa dell’architetto Paolo Portoghesi, concepito come luogo di ricordi di uno storico dell’architettura innamorato della natura e della suggestione di questo luogo. Nel suo “giardino delle meraviglie” Portoghesi ha disposto installazioni, fontane, aiuole, vasche e ceramiche nelle quali sono riportate frasi, poesie, citazioni. Ai sei ulivi dai tronchi secolari che sembrano sculture, Portoghesi ha assegnato i nomi di altrettanti artisti (Bernini, Michelangelo, Borromini, Rodin, Brancusi e Moore). Nel suo libro Abitare poeticamente la terra. La casa, lo studio e il giardino di Calcata (2022) Portoghesi e la moglie Giovanna hanno raccontato cosa li ha attratti a vivere a Calcata, prima come rifugio nei fine settimana poi, come residenza definitiva. Il Parco naturale della Valle del Treja Una visita a Calcata prosegue nella Valle del Treja, un affluente del Tevere che, per un trentina di chilometri attraversa un territorio di natura vulcanica dove ha scavato forre profonde creando l’ ambiente umido ideale per anfibi e rettili nel fitto sottobosco, mentre nei versanti esposti al sole domina la macchia mediterranea. Non perdetevi le cascatelle del Monte Gelato, con la torre medievale, l’antico mulino ad acqua e le piscine naturali. Un’oasi in tutte le stagioni: bellissima e fresca con il verde della primavera e dell’estate, magica con i colori dell’autunno. Come il borgo di Calcata visto dalla valle: le case velate dai licheni gialli e rossastri si confondono con la roccia dello sperone su cui si eleva e, si mimetizzano con i colori del bosco in una visione irreale.
Arte & Cultura
Marsala

Marsala

Marsala, la città del vino e del sale Marsala è una città ed è anche un vino. Entrambi sono eleganti e ricchi di storia. La città è racchiusa tra i bastioni del Cinquecento, quando visse un suo Rinascimento che la arricchì di palazzi, chiese e monasteri. Il vino è il prodotto che l’ha resa celebre nel mondo, anche grazie all’intuizione di un mercante inglese che lo adattò ai gusti d’oltremanica. Nel bel centro storico si visitano le vestigia del suo passato assieme alle cantine storiche che tengono alto il prestigio del suo prodotto migliore, mentre sulla costa si produce il sale in spettacolari saline. Tra barocco e natura Chi entra da Porta Nuova viene accolto da un’infilata di bei palazzi rinascimentali e barocchi, come il monastero di San Pietro che ospita il Museo civico, con una sezione archeologica e una dedicata al Risorgimento; Garibaldi e i Mille sbarcarono a Marsala per compiere l’impresa dell’Unificazione dell’Italia. Poco oltre si entra in piazza della Repubblica, il salotto di Marsala, con il bel Palazzo VII Aprile con la torre dell’Orologio e il Duomo barocco, ma il realtà la facciata è stata completata solo nel 1956 e, accanto, il Museo degli Arazzi dove sono esposti otto arazzi fiamminghi, dono di un re spagnolo. A pochi passi trovate il Convento del Carmine, oggi Museo di Pittura Contemporanea con opere di vari artisti italiani tra cui Cassinari, Maccari, Marchegiani, Pomodoro, Sassu, Sironi e mostre temporanee. Per immergervi nel passato più antico di Marsala visitate il Museo Archeologico Baglio Anselmi, nel fabbricato di un’ex-azienda vinicola sul lungomare: vi sono esposti vari reperti che narrano la fondazione della città (allora si chiamava Lilibeo) da parte degli esuli della colonia fenicia dell’isola di Mothia. Non perdete il relitto di una nave punica naufragata probabilmente durante la battaglia delle Egadi della Prima guerra Punica, rinvenuta al largo dell’isola Lunga in prossimità di Punta Scario, i mosaici romani e una straordinaria collezione di anfore che documentano i traffici commerciali dell’antichità. La visita al museo si completa nel Parco archeologico con l’Insula romana, il sito di una grande villa romana del III secolo d.C. con terme, cisterne e i resti di una necropoli paleocristiana. Il cuore pulsante di Marsala è il suo centralissimo Mercato del pesce, da poco ristrutturato, di giorno luogo dove si riversa il pescato dello Stagnone e del Canale di Sicilia, di sera centro della movida dove cenare e fare tardi. Il vino di Marsala che piacque agli inglesi Si è sempre prodotto vino a Marsala, fin dai tempi di fenici, ma è verso la fine del Settecento che un mercante inglese, John Woodhouse, mandò in Inghilterra alcune botti di vino locale da far assaggiare ai suoi clienti, aggiungendo però una dose di acquavite, per far sì che il vino non si guastasse durante la navigazione. Così nacque il Marsala che conosciamo oggi, un vino liquoroso molto gradito agli inglesi che da allora lo importarono in quantità, facendo la fortuna dei produttori locali: Florio, Rallo, Donnafugata, Pellegrino, le cui cantine storiche si trovano ancora nel centro di Marsala. La Riserva dello Stagnone e Mozia La Riserva dello Stagnone è una laguna che si trova a nord di Marsala, 2mila ettari di acque basse e molto salate all’interno della quale sorgono 4 isole: l’isola Grande che fa da barriera alla laguna, l’isola di Santa Maria, una striscia di terra, la Schola, perché nel periodo romano ospitava era una scuola di retorica, dove si narra che insegnasse Cicerone quando era questore della città lilibetana e Mothia (Mozia), isola su cui sorgeva una città fenicia dell’VIII sec. a.C. che le fonti antiche descrivono come ricca di bei palazzi, una delle basi commerciali più importanti del Mediterraneo antic Conquistata da Dionisio di Siracusa, Mothia fu distrutta nel 397 a.C. e mai ricostruita, quindi le sue rovine sono “integre”, senza sovrapposizioni, un vero paradiso per gli archeologi. I sopravvissuti infatti fondarono Lilibeo, l’attuale Marsala. L’isola di Mozia oggi appartiene alla Fondazione Whitaker, un produttore vinicolo inglese che l’acquistò e avviò gli scavi all’inizio del Novecento, ed è aperta alle visite. Le saline di Marsala e i mulini a vento Sulla costa a nord della città, affacciate sullo Stagnone, si estendono le Saline della Laguna di Marsala Ettore e Infersa, uno degli luoghi più spettacolari della costa occidentale della Sicilia, specchi d’acqua che assumono vari colori a seconda della stagione, su cui si stagliano i profili di mulini a vento circondati da montagnole di candido sale. Un luogo non solo molto poetico e fotogenico, ma anche di grande interesse storico e ambientale, strutturato per far vivere a chi lo visita l’esperienza del sale a tutto tondo: qui si possono fare passeggiate lungo le saline, visitare i mulini tuttora funzionanti, fare degustazioni, raccogliere manualmente il sale con i salinai e immergersi in vasche fuori produzione, ma comunque alimentate dal circuito idraulico, dove galleggiare in soluzioni saline con diverse concentrazioni e distendersi sulla crosta di sale.
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