Monale, partenza tra architetture storiche e paesaggio collinare
L’itinerario prende avvio da Monale, borgo del Basso Monferrato Astigiano inserito in un paesaggio di colline, campi e strade secondarie. Prima di salire in sella, il paese offre una prima lettura della storia locale attraverso il Castello Scarampi e la Bastita, due architetture che testimoniano il ruolo difensivo e residenziale assunto dal centro nel corso dei secoli.
Dal nucleo abitato la traccia si dirige verso est. Il percorso lascia progressivamente il contesto urbano e attraversa la campagna, alternando viabilità locale e tratti rurali. È una prima sezione utile per entrare nel ritmo dell’itinerario: il paesaggio si apre sulle colline astigiane e la bicicletta diventa lo strumento per collegare piccoli centri, aree agricole e ambienti naturali.
Questa è la porzione più lunga tra due Destination principali, con circa 15,7 km di sviluppo lungo la traccia. Il fondo e la percorribilità dei tratti rurali devono essere verificati in funzione delle condizioni meteorologiche e della manutenzione stagionale.
Proseguendo verso il territorio astigiano si raggiunge l’area della Riserva Naturale Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, dove la lettura del paesaggio cambia: alla dimensione rurale si affiancano gli aspetti naturalistici, geologici e paleontologici che caratterizzano la tappa successiva.
Valle Andona, pedalando dentro un paesaggio di antichi mari
La seconda tappa porta nel sistema della Riserva Naturale Valle Andona, Valle Botto e Val Grande, uno degli ambienti naturalistici più significativi attraversati dal Gravel Est. Qui il paesaggio delle colline astigiane conserva una storia molto più antica di quella raccontata dai borghi: gli affioramenti e i sedimenti dell’area sono legati al patrimonio paleontologico del territorio e testimoniano gli ambienti marini che interessavano queste zone nel Pliocene.
La traccia attraversa un contesto in cui boschi, prati, versanti e aree rurali si alternano con continuità. La bicicletta consente di osservare il passaggio dal paesaggio agricolo a quello protetto senza trasformare la riserva in una semplice “attrazione”: è il territorio stesso, con la sua geologia e i suoi habitat, a costituire il contenuto della tappa.
Nell’area protetta è necessario mantenere una fruizione rispettosa, attenendosi alla viabilità consentita e alle indicazioni locali. I reperti e gli affioramenti paleontologici non devono essere alterati o rimossi.
Lasciata la riserva, il percorso torna gradualmente tra coltivi e strade collinari. Dopo circa 8,9 km lungo il GPX si raggiunge Castellero, borgo fortemente legato alla coltivazione della nocciola e punto panoramico privilegiato sul Basso Monferrato Astigiano.
Castellero, noccioleti e panorami sulle colline del Monferrato
Castellero introduce una componente diversa del racconto: quella della cultura rurale e, in particolare, del rapporto tra il borgo e la nocciola. Il paese si trova in posizione collinare e offre scorci sul paesaggio agricolo circostante, segnato dalla presenza dei noccioleti e da una rete di strade secondarie adatta alla scoperta lenta.
Nel centro abitato il Museo Multimediale della Nocciola approfondisce il legame tra il territorio e uno dei suoi prodotti più riconoscibili attraverso strumenti tradizionali e contenuti multimediali. In Piazza Giuseppe Romita il monumento alla nocciola rende immediatamente visibile questo elemento identitario; la piazza offre inoltre un punto da cui leggere il profilo del paesaggio e, nelle giornate limpide, l’arco alpino. Tra i riferimenti del borgo rientra anche la Chiesa di San Pietro in Vincoli e San Bernardo.
Riprendendo la traccia, il Gravel Est lascia Castellero e continua su un susseguirsi di strade collinari e tratti rurali. È una sezione di circa 8,7 km, nella quale il percorso mantiene il carattere di connessione tra piccoli centri più che quello di performance sportiva.
La tappa termina a Maretto, dove il paesaggio agricolo incontra un patrimonio religioso diffuso e una dimensione di borgo raccolta, da esplorare prima di proseguire verso Cortandone.
Maretto, chiese e strade rurali tra le colline
Maretto è una tappa raccolta, adatta a rallentare e osservare il rapporto tra il nucleo abitato, le architetture religiose e la campagna circostante. Il paese si sviluppa sulle colline del Basso Monferrato Astigiano e conserva nella Chiesa parrocchiale dei Santi Maria e Michele uno dei suoi principali riferimenti. L’edificio, risalente alla prima metà del Settecento, presenta una facciata in mattoni a vista e custodisce elementi di interesse storico-artistico.
Nel territorio comunale si incontrano inoltre altre testimonianze religiose, tra cui la Chiesetta della Santa Croce e la chiesa di Mater Dolorosa. Sono presenze che, insieme alle borgate e alle strade rurali, costruiscono un paesaggio culturale diffuso, privo di grandi emergenze monumentali ma leggibile attraverso la continuità tra paese e campagna.
Dal centro di Maretto il percorso riparte in direzione nord-est. Il tratto successivo è breve rispetto alle sezioni precedenti: lungo la traccia sono circa 3,6 km prima di intercettare l’area di Cortandone interessata dal GPX. La vicinanza tra i due centri rende evidente la logica del BMA Outdoor Park, basata sulla connessione tra luoghi attraverso una rete di percorsi.
Si entra così nel territorio di Cortandone, ultima Destination prima del rientro verso Monale.
Cortandone, ultima tappa prima del rientro a Monale
Cortandone chiude la sequenza delle Destination del Gravel Est prima del rientro a Monale. Il borgo è caratterizzato da un patrimonio diffuso fatto di architetture religiose, piccoli nuclei e strade che attraversano la campagna. Le origini documentate dell’abitato risalgono all’alto Medioevo e il territorio conserva ancora oggi una dimensione fortemente rurale.
Tra i principali riferimenti figurano la parrocchiale di Sant’Antonio Abate e, fuori dal centro, il santuario di San Salvatore, legato alla devozione locale. Nel territorio si trovano inoltre la cappella campestre di San Carlo e la chiesetta di San Grato. Più che una singola emergenza, è l’insieme di questi luoghi, distribuiti tra centro e campagna, a definire il carattere della Destination.
È importante precisare che il GPX del Gravel Est non attraversa il centro di Cortandone: nel punto utilizzato per l’analisi la traccia passa a circa 770 metri dal centro comunale. La Destination è quindi pertinente al percorso, ma l’eventuale deviazione verso il borgo deve essere verificata e descritta come tale nella versione operativa dell’itinerario.
Dal settore di Cortandone la traccia piega nuovamente verso Monale. Gli ultimi chilometri completano l’anello tra strade collinari e paesaggio agricolo, riportando al punto di partenza dopo circa 40,5 km complessivi e 534 metri di dislivello positivo.