Complesso di Capo di Bove sull'Appia Antica: le terme di Erode Attico e l'archivio di chi salvò la Regina Viarum
Il Complesso di Capo di Bove si trova al IV miglio della Via Appia Antica, a 500 metri dal Mausoleo di Cecilia Metella. Il nome deriva dai bucrani — i teschi di bue — scolpiti sul fregio del mausoleo, che nel Medioevo battezzarono tutta l'area. Acquistato dallo Stato nel 2002, il sito comprende un'area verde di circa 8600 mq con un edificio principale su tre livelli e uno minore, oltre a un impianto termale del II secolo d.C. È uno dei luoghi più sorprendenti del Parco Archeologico dell'Appia Antica.
Le terme della coppia più ricca di Roma
Gli scavi hanno riportato alla luce decine di ambienti con mosaici policromi, vasche, pavimenti in marmo colorato e l'impianto fognario originale. Un'iscrizione in greco menziona Annia Regilla — "luce della casa" — facendo ipotizzare che le terme appartenessero a lei e al marito Erode Attico, il ricchissimo ateniese che fu precettore di Marco Aurelio e Lucio Vero. L'impianto rimase in uso fino al IV secolo, poi l'area divenne terreno agricolo del Patrimonium Appiae, proprietà ecclesiastica.
L'Archivio Cederna
Il casale, costruito sopra la cisterna romana e trasformato in villa nel dopoguerra, ospita dal 2008 l'Archivio e la Biblioteca di Antonio Cederna: oltre 4000 volumi e migliaia di documenti del giornalista e ambientalista che per decenni si batté contro l'abusivismo sull'Appia. È la sede giusta per chi volle trasformare questa strada in un museo a cielo aperto.