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Abruzzo a cavallo

Vivere la Maiella in sella nello Stazzo di Sant’Eufemia

3 minuti

Nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, lo Stazzo di Sant’Eufemia custodisce una delle espressioni più autentiche della tradizione pastorale abruzzese. L’antica struttura sorge sul versante occidentale del massiccio, in un ambiente montano solitario e aperto, segnato da pascoli, pendii rocciosi e ampie vedute sulle vallate circostanti.

La costruzione richiama le grandi stalle utilizzate un tempo per accogliere le greggi e offrire riparo ai pastori durante i lunghi periodi trascorsi in quota. La sua presenza racconta il legame profondo tra la Maiella e la pastorizia, che per secoli ha modellato sentieri, spazi aperti e vita quotidiana delle comunità locali.

Il soggiorno permette di entrare in contatto con una montagna essenziale, scandita dal lavoro negli stazzi e dalla cura degli animali. Cavalli, pascoli, sentieri e attività rurali diventano parte di giornate vissute seguendo i ritmi del territorio e delle persone che ancora lo abitano e lo custodiscono.

Lo stazzo è inoltre un riconoscibile punto di riferimento lungo i percorsi che risalgono il fianco della montagna verso le quote più elevate e le vette del massiccio, tra cui Monte Amaro. Qui il paesaggio si apre tra silenzio, vento e grandi orizzonti, restituendo il carattere più autentico della montagna abruzzese.

L’arrivo alla Stazione di Posta di Sant’Eufemia

L’arrivo alla Stazione di Posta di Sant’Eufemia

L’esperienza inizia nel primo pomeriggio con l’arrivo alla Stazione di Posta di Sant’Eufemia, l’assegnazione dei cavalli e la sistemazione allo stazzo, che diventa il campo base del soggiorno. Il pernottamento avviene direttamente nella struttura, immersa nel paesaggio montano della Maiella.

Su richiesta è possibile organizzare il trasferimento dall’Aeroporto d’Abruzzo o dalla stazione ferroviaria di Pescara, rendendo più semplice il raggiungimento del punto di partenza dell’esperienza.

Due giorni al ritmo della vita pastorale

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Il secondo e il terzo giorno sono dedicati alla vita quotidiana dello stazzo, permettendo di conoscere da vicino i ritmi degli ultimi pastori e delle comunità che ancora oggi vivono la montagna. I partecipanti potranno contribuire alla cura degli animali, degli spazi rurali e delle tradizioni locali.

Le giornate possono includere ricognizioni sui sentieri, attività lungo bracci e tratturelli, anche su percorsi di più giorni, oltre a lavori di pulizia e ripristino delle vie rurali. Un’esperienza concreta per contribuire alla conservazione di una rete di percorsi che racconta ancora oggi il profondo legame tra uomini, animali e montagna.Il secondo e il terzo giorno sono dedicati alla condivisione delle attività quotidiane dello stazzo. È un modo diretto per conoscere i ritmi degli ultimi pastori e delle comunità che continuano a vivere la montagna, contribuendo concretamente alla cura degli animali, degli spazi rurali e delle tradizioni locali.

Una parte delle giornate può essere dedicata alla cura di cavalli, pecore, maiali e vitelli, occupandosi dell’alimentazione e della pulizia, oltre che alla costruzione e alla sistemazione di recinti e ripari per il bestiame. Le attività possono comprendere anche la preparazione e la cura dell’orto, il raggruppamento degli animali e la loro conduzione al pascolo. 

Il lavoro pastorale continua lungo i percorsi che collegano gli stazzi: sarà possibile partecipare al recupero del latte delle mungiture destinato alla successiva lavorazione e al trasporto a valle del formaggio prodotto in alta montagna. Sono previste inoltre attività di manutenzione dello stazzo e di recupero dei terreni agricoli abbandonati.

Le giornate possono includere ricognizioni sui sentieri, attività lungo bracci e tratturelli, anche su percorsi di più giorni, e lavori di pulizia e ripristino delle vie rurali e dei sentieri. Un contributo concreto alla conservazione di una rete di percorsi che ancora oggi racconta la relazione tra uomini, animali e montagna.

La vita allo stazzo comprende anche le faccende quotidiane e la preparazione dei pasti, oltre all’aiuto agli allevatori nelle diverse necessità della giornata. Ogni attività viene vissuta come parte di un sistema rurale ancora attivo, dove il lavoro segue le esigenze degli animali, del pascolo e della stagione.

Stazzi, pascoli e sentieri della Maiella

Parco Nazionale della Majella, Abruzzo

Il valore del soggiorno nasce dalla possibilità di osservare e condividere pratiche che appartengono da secoli alla montagna. La cura del bestiame, il lavoro nei campi, il recupero del latte, la produzione del formaggio e la manutenzione dei sentieri permettono di leggere il territorio attraverso le attività che lo hanno plasmato.

Lo Stazzo di Sant’Eufemia diventa così il punto da cui entrare in una dimensione rurale ancora concreta, lontana da una visita passiva: il paesaggio viene vissuto attraverso il lavoro quotidiano, la presenza degli animali e il contatto diretto con chi continua a mantenere vive queste pratiche. Il quarto giorno è previsto il rientro in autonomia. Su richiesta può essere organizzato il trasferimento verso l’Aeroporto d’Abruzzo o la stazione ferroviaria per proseguire il viaggio.

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