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Castello di Rocca Sinibalda

Castello di Rocca Sinibalda: il capolavoro di Peruzzi 

A 70 km da Roma, su uno sperone di roccia che domina la Valle del Turano, il Castello di Rocca Sinibalda è uno degli edifici rinascimentali più enigmatici d'Italia. Monumento nazionale dal 1928, deve il nome a Sinibaldo, conte e rettore della Sabina tra il 1058 e il 1065. Nei secoli seguenti passò ai benedettini di Farfa, poi ai Buzzi e ai Brancaleone (famiglie oggi scomparse) fino a quando papa Clemente VII de’ Medici ne assegnò il possesso al cardinale Alessandro Cesarini.

Il paradosso di Peruzzi

Fu il Sacco di Roma del 1527 a spingere Cesarini a trasformare la vecchia rocca. Scelse Baldassarre Peruzzi: architetto militare e civile insieme, lo stesso del Palazzo Massimo alle Colonne. Elaborò un progetto in tre disegni conservati agli Uffizi: uno sperone, una "coda" difensiva e un corpo centrale a picco sul costone. I lavori iniziarono nel 1532. Peruzzi morì nel 1536, in povertà, e il progetto fu completato probabilmente da allievi dei Sangallo
Il risultato è un ibrido che è stato spesso interpretato in chiave zoomorfa: un'aquila con le ali distese, talvolta letto come un omaggio all’aquila asburgica di Carlo V, oppure, secondo alcune interpretazioni, uno scorpione.

Affreschi e vicende

Gli interni furono decorati da Girolamo Muziano e dalle botteghe del Manierismo romano, con cicli ispirati alle Metamorfosi di Ovidio. Nei secoli seguenti subì guerre, assedi, l’esplosione della santabarbara nel 1710 e incendi. Poi i Mattei, i Lante della Rovere, i Muti-Bussi, i Lepri.

Castello di Rocca Sinibalda
Via del Castello, 19, 02026 Rocca Sinibalda RI, Italia

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