Fontana dell'Aquila Romana: l’antica sorgente nel rione Civita
All'ingresso del quartiere Civita Falconara, la Fontana dell'Aquila Romana accoglie chi si incammina verso la parte alta di Arpino. Alimentata da una sorgente naturale attiva fin dall’epoca romana, la fontana, realizzata nel XVII secolo, ha continuato a garantire acqua al borgo nel corso dei secoli. Il nome deriva dall'aquila scolpita in bassorilievo sulla vasca, simbolo della potenza di Roma che Arpino, patria di Cicerone e Mario, ha incarnato nei secoli.
Un trasloco storico
Non stava qui in origine: ornava il cortile di Palazzo Boncompagni, la dimora che dominava l'odierna piazza Municipio. Solo in un secondo momento fu collocata qui, in una posizione decisamente più scenografica e visibile: uno snodo per le antiche vie che salgono verso la rocca, fino alle mura ciclopiche, tra le meglio conservate del Lazio, che risalgono al VI-IV secolo a.C. Da lassù la vista spazia sulla Valle del Liri.
Architettura barocca e uso quotidiano
La struttura è semplice: una vasca in marmo dalle linee barocche, con due torri difensive che sorreggono un'aquila ad ali spiegate. È alimentata da getti d'acqua fredda che sgorgano dalla roccia. Gli arpinati la usano ancora oggi per attingere l'acqua di casa, segno che alcune tradizioni resistono al turismo.