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Molti dei teatri italiani sono tra i più famosi al mondo. Ne sono un esempio La Scala di Milano e il Teatro dell'Opera San Carlo di Napoli. Esplora luoghi intrisi di cultura e arte che nel tempo hanno ospitato grandi attori famosi e cantanti lirici di fama internazionale.

Teatri 50 risultati di ricerca
Arte & Cultura
L�inconfondibile facciata del Teatro alla Scala di Milano di notte

Teatro alla Scala

Il prestigioso teatro internazionale di Milano Si tratta di uno dei teatri d’Opera più importanti al mondo, costruito sulle ceneri del Teatro Ducale, per volontà dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, e inaugurato nel 1778. Nel 1812, con l’avvento di Rossini, la Scala diventa il luogo deputato del melodramma italiano. Ma il compositore che più di ogni altro è legato alla storia della Scala è Giuseppe Verdi che nel 1842 ottiene un trionfo incondizionato con il suo Nabucco, grazie al forte sentimento patriottico che l’opera suscita nella Milano dell’epoca, attraversata dai fermenti del nascente Risorgimento italiano. Questo evento rafforza le radici popolari del melodramma e ne identifica l’immagine con la Scala. Il Teatro nel tempo ha ospitato artisti italiani e internazionali, tra quelli più noti in epoca contemporanea si annoverano nomi come Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Diana Damrau, Cecilia Bartoli e direttori d'orchestra come Claudio Abbado e Riccardo Muti. Situato in Piazza della Scala, con i suoi 2030 posti, inaugura ogni anno la nuova stagione lirica il 7 Dicembre, giorno di Sant’Ambrogio con la “Prima”, evento noto e glamour a cui partecipano artisti e personaggi noti del mondo dello spettacolo e non solo. Simbolo di eccellenza artistica, il Teatro alla Scala porta avanti diverse iniziative e attività, dalla Accademia Teatro alla Scala alle partnership con altre aziende, dalle attività di promozione culturale alla possibilità di visita dell'archivio storico, del museo teatrale o degli spazi del Teatro stesso.
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Teatro Regio di Parma. Photo by: Gimas  Shutterstock.com

Teatro Regio di Parma

Il teatro storico dell’Opera di Parma Nato per volontà della duchessa Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone, fu inaugurato il 16 maggio 1829 con Zaira, opera di Vincenzo Bellini. Considerato oggi casa di eccellenza della tradizione d’opera lirica, il Teatro Regio di Parma è tra i più importanti d’Italia. Dalla facciata Neoclassica all’eleganza dei suoi interni abbelliti da stucchi dorati, si arriva alla sala della platea, cuore dell’edificio, sovrastata dal soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi al centro del quale pende l’ “astrolampo”, un grande lampadario in bronzo dorato forgiato dalle officine Lacarrière di Parigi. Il sipario dipinto, uno dei pochi esempi giunti fino a noi, è anch’esso opera del Borghesi. In alto, un orologio “a luce”, che segna l’ora di cinque in cinque minuti, è posto al centro dell’architrave del proscenio. La camera acustica, dipinta da Giuseppe Carmignani, riprende le decorazioni dei palchi e si compone di pannelli componibili telescopicamente per servire le più diverse formazioni orchestrali. Oltre alla consueta stagione lirica, quella di balletto con ParmaDanza e la stagione concertistica, il teatro propone ogni anno il Festival Verdi, con un calendario ricco di eventi e spettacoli dedicati a Giuseppe Verdi. Tante le attività e le realtà parallele, da quella del Regio Young, dedicata alla scuola e alle famiglie, al Corso di Formazione di Alta Sartoria, all’Accademia Verdiana, dedicata ai nuovi talenti lirici. Interessantissime le visite guidate per scoprire la storia del teatro, il suo mondo e le sue iniziative.
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Teatro della Concordia

Teatro della Concordia, piccola perla settecentesca a due passi da Perugia Un gioiello dell’arte in miniatura, anzi il più piccolo del mondo con 99 posti tra palchi e platea: il Teatro della Concordia sorge nel cuore di Montecastello di Vibio, in provincia di Perugia e non lontano da Todi, in una cittadina che spicca sul versante destro della Valle del Tevere. Il suo nome non è casuale e, nell’Ottocento, l’epoca della sua costruzione, intendeva richiamare l’attenzione sugli ideali della Rivoluzione Francese: libertà, uguaglianza e fratellanza. Lo sapevate che… In giro per il mondo esistono dei teatri ancora più piccoli. Un esempio è il teatrino del Castello di Valvasone (PN). Quello della Concordia, però, è il più antico di quelli ancora in attività, testimonianza architettonica unica del teatro settecentesco all’italiana in stile goldoniano. Goldoni imponeva regole ferree per la costruzione del teatro ideale, come l’utilizzo del legno quale unico elemento dei palchi e la pianta a campana, a creare un’acustica adeguata. Di fatto è il teatro storico attivo più piccolo del globo. La Società del Teatro della Concordia, nata per la gestione della struttura, oggi si impegna a tenerlo aperto e a proporre spettacoli e visite guidate al pubblico. La storia di questa piccola meraviglia In pieno periodo napoleonico, un gruppo di 9 famiglie illustri del luogo si propose di portare l’arte a tutti, senza rinunciare ai migliori dettagli architettonici e ai grandi artisti dell’epoca. Così, gli interni del Teatro della Concordia di Montecastello di Vibio sono particolarmente preziosi, arricchiti da affreschi che ne decorano i palchetti e il soffitto a volte: tutto a opera di Cesare Agretti e del figlio quindicenne Luigi. Fu quest’ultimo a lasciare il segno con i suoi dipinti. Celebrità e curiosità Il Teatro della Concordia ha ospitato grandi artisti nel corso della sua storia. Pensiamo al giovane soprano Antonietta Stella di Todi, che qui si esibì nel 1929 ed è ricordata come una delle migliori interpreti del repertorio verdiano. E Gina Lollobrigida che proprio qui, nel 1945, esordì giovanissima attrice in Santarellina, del commediografo Eduardo Scarpetta. Il Teatro della Concordia da ieri a oggi Nel 1951 la sala venne chiusa e pochi anni dopo ci fu un crollo del tetto. Gli abitanti della zona consideravano il teatro troppo importante per perderlo e pensarono di autotassarsi pur di finanziare i lavori di recupero, terminati poi dalla Regione e grazie a fondi comunitari. Nel 1993 il restauro è terminato e oggi il teatro viene utilizzato anche per convegni, riunioni e matrimoni civili. Dal più piccolo al più grande Nel 1997 il teatro più piccolo del mondo si è gemellato con il teatro più grande del mondo, ossia il Teatro Farnese di Parma, che conta circa 3.000 posti. Per maggiori informazioni il sito di riferimento è: www.teatropiccolo.it.
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Piccolo Teatro Strehler - Milano, Lombardia

Piccolo Teatro Strehler

Piccolo Teatro Strehler: quando l’arte accende le serate La storia del Piccolo Teatro Strehler di Milano ha inizio con la fine della Seconda Guerra Mondiale con lo scopo di creare uno spazio artistico e teatrale stabile aperto a tutti indipendentemente dalla classe sociale e a qualsiasi disponibilità economica. Il Piccolo Teatro fu fondato nel 1947 dall’impresario teatrale Paolo Grassi, dalla moglie Nina Vinchi e dal leggendario regista e direttore artistico Giorgio Strehler. Dal 1991 ha acquisito poi il titolo di Primo Teatro Stabile d’Italia e Teatro Europeo. Un teatro “diviso” in tre Il Piccolo, come viene chiamato tra i milanesi, è composto da tre sale: il Teatro Grassi, che ne rappresenta la sede storica, in via Rovello, nel cuore della città, il Teatro Studio Melato, dal nome dell’indimenticabile attrice, che punta sulle sperimentazioni e ospita anche la Scuola di Teatro Luca Ronconi, e la sede principale, il maestoso Teatro Strehler. L’ultimo nato Il Teatro Strehler ha aperto i battenti nel 1998. Progettato da Marco Zanuso, ha sede in Largo Greppi, vicinissimo al Castello Sforzesco e al Parco Sempione. Una sala grandiosa, che oggi è uno dei palcoscenici più importanti d’Italia per il teatro in prosa, con un cartellone che propone alcuni degli autori, dei registi e degli attori più interessanti del mondo. Grandi produzioni e nomi indimenticabili Casa di Strehler, uno dei registi principali del Novecento teatrale italiano, per decenni, il Piccolo teatro ha prodotto negli anni più di 400 spettacoli. Fu tra i primi a portare in Italia le opere di Bertold Brecht, oltre a riproporre versioni moderne e amatissime di William Shakespeare e di Carlo Goldoni. Sui tre palcoscenici del Piccolo si alternano spettacoli di prosa e danza, ma anche festival cinematografici, incontri e rassegne a tema. Un punto di riferimento per intellettuali italiani e stranieri Perché il Piccolo ha questo nome particolare? Proprio per le sue dimensioni ridotte della sua prima sede, con un palcoscenico di sei metri di profondità per cinque e mezzo di larghezza e circa 500 posti a sedere. Non è l’unico motivo: è anche un omaggio al Malyj Teatro di Mosca, storica sala russa nata nell’Ottocento, il cui nome significa proprio “Piccolo”, in contrapposizione al teatro moscovita Bolshoi, alla lettera Teatro Grande. Tra il 2008 e il 2009, la sede storica di via Rovello è stata sottoposta a un restauro che ne ha reso più funzionale la sala, con 488 posti e il palcoscenico.