Merletto e tessitura in Abruzzo: arte, tradizione e sostenibilità
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L’Abruzzo custodisce un patrimonio tessile di straordinario valore, nato dall’antica economia agropastorale e tramandato nei secoli attraverso saperi manuali e tradizioni familiari. Dal raffinato merletto a tombolo di Pescocostanzo alle pregiate coperte in lana realizzate nei borghi montani, l’artigianato tessile abruzzese racconta una storia di identità, creatività e resilienza. Oggi queste lavorazioni non rappresentano soltanto una memoria del passato, ma una risorsa viva, capace di coniugare tradizione, sostenibilità e sviluppo locale.
Tessitura della lana in Abruzzo: tappeti, coperte e manifattura storica
Accanto al merletto, la tessitura della lana in Abruzzo costituisce un altro pilastro dell’artigianato tradizionale abruzzese, strettamente legato alla pastorizia e all’economia agropastorale. Fin dal Seicento, centri come Castel di Sangro si distinsero per la produzione dei celebri “tappeti abruzzesi”, in realtà utilizzati come copriletto, copritavola o coperture per casse nuziali. Particolarmente rinomata è anche la tradizione di Taranta Peligna, dove nacquero le tipiche coperte chiamate “tarante”, copriletti damascati a due colori con motivi floreali e geometrici. I tessuti di Pescocostanzo si distinguono invece per decorazioni a rombi con figure stilizzate come alberi della vita, fontane dell’amore e vasi di fiori, elementi simbolici che rendono unica la manifattura laniera abruzzese.