Il primo tratto della tappa è semplicemente spettacolare: si cammina sull’antico basolato romano della Via Cassia, ancora oggi in ottime condizioni. Le grandi pietre levigate dal tempo e dal passaggio di viandanti raccontano secoli di storia, regalando al pellegrino la suggestione di percorrere la stessa strada battuta da mercanti, soldati e pellegrini medievali.
Lasciato il tratto romano, il cammino prosegue attraverso un paesaggio collinare aperto e luminoso, con ampi panorami su Montefiascone e Viterbo. I saliscendi rendono il percorso dinamico, ma mai eccessivamente impegnativo, e offrono scorci sempre diversi sulla campagna della Tuscia, tra campi coltivati, sentieri sterrati e strade bianche.
Scendendo nella piana si incontra l’area delle Terme del Bagnaccio, storica meta di sosta per i pellegrini della Via Francigena. Qui sgorgano sorgenti di acqua calda che alimentano una serie di pozze naturali, da sempre apprezzate per le loro proprietà benefiche e rigeneranti. (Attualmente le terme sono momentaneamente chiuse.) Anche solo il passaggio in questa zona conserva un’atmosfera particolare, sospesa tra natura e memoria storica.
L’arrivo a Viterbo segna la conclusione di una tappa intensa e ricca di suggestioni. Imperdibile la visita al centro storico medievale, tra i meglio conservati d’Italia, e al caratteristico quartiere di San Pellegrino, con le sue torri, i vicoli in pietra e le atmosfere d’altri tempi che sembrano riportare il viandante al Medioevo.
Acqua scarsa e punti di ristoro assenti lungo il percorso: è fondamentale partire con una buona scorta d’acqua e organizzarsi adeguatamente, soprattutto nei mesi più caldi.
Una tappa dal forte valore storico e paesaggistico, dove archeologia, natura e tradizione termale si intrecciano lungo uno dei tratti più affascinanti della Francigena laziale.