La partenza da Gagliano Aterno vi introduce in un paesaggio raccolto, fatto di silenzi, case in pietra e scorci che non cercano di imporsi, ma restano nella memoria proprio per la loro misura. Questo borgo viene raccontato anche come un luogo che sta ritrovando energia attraverso nuove forme di vita culturale e comunitaria, senza perdere il rapporto con la propria storia. In questo tratto, però, la suggestione più forte nasce dal legame con San Francesco: diverse fonti ricordano che proprio dal castello di Gagliano il Santo, ospite dei Conti di Celano tra il 1216 e il 1222 secondo la tradizione locale, avrebbe indicato il luogo dove edificare il convento di Castelvecchio Subequo. È un dettaglio che dà alla tappa una coerenza narrativa molto rara, quasi una direzione interiore prima ancora che geografica.
Lungo il percorso, il punto di interesse che raccoglie e restituisce questo legame è la Chiesa e convento di S. Francesco, complesso monumentale costruito sul finire del Duecento e ancora oggi tra i luoghi più importanti della spiritualità francescana in Abruzzo. La chiesa conserva affreschi trecenteschi di scuola giottesca dedicati alla vita del Santo, altari barocchi e una reliquia di eccezionale valore devozionale, il reliquiario con il sangue di San Francesco, custodito nel convento insieme ad altre opere del Museo di Arte Sacra. Castelvecchio Subequo viene non a caso definito “la piccola Assisi in terra d’Abruzzo”, e il complesso francescano rappresenta il punto in cui il cammino trova il suo approdo più pieno, tra arte, fede e memoria di pellegrinaggio. È una tappa che può piacere molto a chi desidera sentire il cammino come avvicinamento, non come accumulo.