Valcamonica

La Valcamonica con le sue incisioni rupestri è stato il primo dei siti italiani inseriti nella Unesco World Heritage List. La Valcamonica, in Lombardia, si estende per circa 90 km in mezzo alle Alpi orientali, fra le province di Brescia e Bergamo. La valle prende il suo nome dal popolo dei Camuni, popolazione che – secondo fonti latine - abitava l’area durante l’età del Ferro (I millennio a.C.).

Tuttavia le circa 250 mila incisioni rupestri, che rendono la valle una delle più grandi collezioni mondiali di petroglifi del mondo, sono state realizzate nel corso di ottomila anni, dal Mesolitico (VIII-VI millennio a.C.) sino all’età romana e medievale passando per Neolitico, Età del Rame, Età del Bronzo ed Età del Ferro. L’ampio arco di tempo che fa la storia di queste incisioni, eseguite sopra 2500 rocce su entrambi i lati della valle, rende particolarmente emozionante aggirarsi fra queste rupi che raccontano l’evoluzione degli usi e dei costumi dei nostri antenati preistorici. 


Incisioni Rupestri
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I petroglifi più antichi, come quelli presenti nel comune di Dafo Boario Terme, contengono raffigurazioni di animali di grandi dimensioni: la quotidianità per una società arcaica come quella del Mesolitico e dell’alto Paleolitico, dedita ancora alla caccia e al nomadismo. Le incisioni di figure umane ed elementi geometrici del Neolitico come quelle della Riserva Regionale di Ceto, Cimbergo e Paspardo, testimoniano invece la diffusione delle prime pratiche agricole. Compaiono in quest’epoca anche le prime raffigurazioni di carattere religioso. Risale all’Età del Rame (IV-III millennio a.C. circa) invece la realizzazione di massi istoriati con esseri umani e simboli legati alla comparsa della ruota, del carro e delle prime tecniche di lavorazione del metallo, molti dei quali sono rintracciabili nel Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo e in quello di Asinino-Anvòia.


Incisioni Rupestri. Photo by: In Lombardia
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Nell’Età del Bronzo (II millennio a.C.) le armi diventano uno dei soggetti principe delle incisioni su pietra. Molto importante, fra il 3000 e il 2000 a.C., anche la comparsa di scene raffiguranti riti di iniziazione femminile. All’Età del Ferro risalgono i geroglifici più complessi ed elaborati, legati in senso stretto alla civiltà dei ‘Camunni’, ormai stanziata nella valle. L’epoca immediatamente successiva segna, insieme alla dominazione romana, il declino dell’arte rupestre in Valcamonica, che viene in certa misura ripresa durante il Medioevo con un carattere più marcatamente religioso-cristiano. Segnalate per la prima volta nel 1909 da Walter Laeng, un geografo bresciano, le incisioni rupestri si dividono fra diverse località e otto parchi tematici, fra cui la Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo che si estende su un’area di circa 290 ettari distribuiti fra tre comuni diversi. Una passeggiata in Valcamonica è veramente un viaggio suggestivo nella storia e nel tempo.

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