La seconda edizione della Biennale di arte contemporanea di Ulassai apre i battenti il 21 marzo 2026, animando fino al 7 giugno un borgo sardo che è già di per sé un'opera d'arte a cielo aperto. Un omaggio a Maria Lai tra passato e futuro Intitolata "Il significato dell'opera", la rassegna è un atto d'amore verso l'eredità di Maria Lai, la grande artista sarda che ha saputo intrecciare la sua comunità alla montagna con fili visibili e invisibili. Venti artisti e tre curatori di rilievo internazionale dialogano con la sua poetica, costruendo un ponte tra la tradizione dell'isola e le visioni dell'arte contemporanea globale.
Due sedi, un'unica esperienza. Le opere si distribuiscono tra la Stazione dell'Arte – museo di riferimento per l'arte di Maria Lai – e il CaMuC – Casa Museo Cannas, un secondo polo espositivo nel cuore del centro storico. Installazioni site-specific, interventi ambientali e opere che si fondono con la roccia calcarea e il paesaggio aspro dell'Ogliastra: passeggiare per Ulassai durante la Biennale significa attraversare un percorso sensoriale unico, dove ogni angolo nasconde una scoperta. Il borgo come museo diffuso Ulassai non è una destinazione turistica convenzionale: è uno dei borghi più suggestivi della Sardegna interna, arroccato tra canyon e grotte millenarie. La Biennale lo trasforma in un museo a cielo aperto, perfetto per chi cerca un'immersione autentica nella cultura sarda, lontano dalle mete affollate. Il ritmo è quello lento del viaggio consapevole: si cammina, si osserva, ci si ferma a parlare con gli abitanti. La Biennale è promossa dal Comune di Ulassai e dalla Fondazione Stazione dell'Arte, con l'organizzazione di Sémata Soc. Coop., nell'ambito del progetto "Ulassai: dove la natura incontra l'arte".
Per conoscere i giorni e gli orari dell'evento consulta il sito ufficiale.
08040 Ulassai NU, Italia