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Natura

Sardegna

Sardegna caraibica: la spiaggia Le Dune di Porto Pino

Un deserto di sabbia finissima, con dune di borotalco modellate dal maestrale: un prodigio della natura regna nella spiaggia Le Dune di Porto Pino, sulla punta estrema Sud-Occidentale della Sardegna.

Un candore che si interrompe solo per lasciare il posto alle brillanti sfumature azzurre e turchesi del mare cristallino e al verde della vegetazione. Praticamente un paesaggio caraibico.

1. Una visione abbagliante

I mari del Sud della Sardegna sono tra i più belli del mondo. Uno dei tratti spettacolari di costa è proprio la spiaggia di Porto Pino, nel territorio di Sant’Anna Arresi/Teulada, 4 chilometri suddivisi in tre parti: la prima dalla sabbia grigio perla, la seconda perfettamente candida, incastonata tra una pineta e gli stagni di Maestrale, la terza oltre i ruderi di un molo. Quest’ultima è appunto Le Dune, chiamata anche Is Arenas Biancas, un chilometro di colline sabbiose che arrivano fino a 30 metri di altezza, soffici come bambagia. Per la forza dei venti sono in perenne movimento, porgendo un profilo sempre diverso.

La spiaggia, accessibile soltanto nel periodo estivo, è una meta imperdibile per gli amanti del mare. Immergetevi in acqua, passeggiate, nuotate, lasciatevi cullare dalla brezza. Osservate i cespugli della macchia mediterranea che compaiono qua e là sulla sabbia: gigli di mare, ginepro fenicio, rosmarino selvatico. Sono gli arbusti, con le loro radici, a consentire l’accumulo della sabbia. Seguite con lo sguardo i fenicotteri rosa, i gabbiani reali e le garzette mentre spiccano il volo. Cercate le conchiglie nascoste nella sabbia e ammirate gli scheletri dei tronchi scolpiti dalle intemperie e dalla salsedine.

2. Attività outdoor per tutti i gusti

Il fondale è sabbioso e digrada dolcemente per una decina di metri, prima di farsi più profondo, il che lo rende adatto anche alla balneazione dei bambini in assoluta sicurezza. Una nuotata è quasi obbligatoria, però si possono scegliere altre attività in mare. Tra queste, snorkeling e pesca subacquea.

Alcune aree della Sardegna sono il paradiso dei surfisti e questa non fa eccezione. Soffia il vento e il mare regala le correnti giuste. Poi per chi vuole volare c’è sempre il kite surf! Non farete alcuna fatica a trovare scuole e centri specializzati dove reperire maestri e attrezzatura, così come sarà altrettanto facile noleggiare gommoni o altre imbarcazioni, oppure ancora iscriversi a una scuola di vela, per una strepitosa gita acquatica. 

3. L’ecosistema perfetto

Mare, dune, spiagge e promontori. E lagune, stagni, pinete, tutto concentrato in pochi chilometri: un paesaggio quasi incontaminato, protetto da anni.

La pineta a ridosso della spiaggia è rara, poiché è costituita dai Pini di Aleppo, una specie che prospera in Siria (da cui il nome) e in altri Paesi del Medioriente, nel Meridione d’Italia, in Spagna e in Marocco. Poi querce secolari e ginepri.

Inoltratevi nello scenario lagunare della zona umida e perdetevi tra canali e polle d’acqua, puntate agli stagni di Maestrale e a quello denominato Is Brebeis, subito alle spalle della spiaggia di Porto Pino: è la residenza estiva di molti uccelli migratori, dai fenicotteri rosa al martin pescatore

4. Il tour prosegue nei dintorni

Tutta l’area del comune di Teulada riserva panorami mozzafiato. Da Capo Malfatano a Capo Teulada sono 60 i chilometri di costa dai contorni variegati. Fate anche una gita in altura, per ammirare la costa dall’alto e coglierne tutta la ricchezza.

Dedicate una passeggiata al fresco nella foresta di Gutturu, tra lecci e sughere secolari, e salite sul Monte Ponte Sebera. Da quassù lo sguardo scorre libero dal Golfo di Cagliari fino alla costa Sud-Ovest della Sardegna, si scorge anche l’Isola di Sant’Antioco. La sera è bello visitare il borgo di Teulada, con le sue piccole vie che si inerpicano verso le piazzette.

Questo è il posto giusto per lo shopping, grazie a molti artisti-artigiani che mantengono viva una lunga tradizione. Trovate abiti ricamati e tappeti, pipe di terracotta, dipinti su ceramica che riproducono gli incredibili paesaggi dell’area. Oggetti curiosi sono le pitture raffiguranti le antiche abitazioni rurali dei pastori, riprodotte su vecchie tegole.

Concedetevi infine una pausa al ristorante e assaggiate la pasta tipica: la frègula, ovvero palline di semola, spesso condite con un sugo di pesce. La cucina sarda guarda al mare, ma ancora di più alla terra e potreste provare l’agnello o il ragù di cinghiale.

A fine pasto, rilassatevi con un bicchierino di Mirto, il liquore ricavato da questa pianta aromatica.