Santi Cosma e Damiano: il borgo dei santi medici tra Garigliano e Monti Aurunci
Tra le pendici dei Monti Aurunci e la pianura del Garigliano, al confine tra Lazio e Campania, Santi Cosma e Damiano deve il nome ai due fratelli medici martirizzati nel 303 d.C. sotto Diocleziano. La tradizione vuole che i santi abbiano sostato qui durante il viaggio verso Roma, in una grotta dove sorse la prima cappella, poi diventata l'attuale Santuario. Il borgo fa tappa sulla Via Francigena del Sud e dal 2002 è medaglia d'oro al valore civile.
Dalla Terra di San Benedetto alla Linea Gustav
Le prime tracce scritte risalgono all'830: un documento del Codex diplomaticus cajetanus cita i Casali, piccoli nuclei rurali cresciuti accanto al Castrum Forte, fortilizio di vedetta sulla foce del Garigliano. Nel Medioevo il territorio apparteneva a Montecassino. Nove mesi sulla Linea Gustav, tra il 1943 e il 1944, hanno cancellato quasi tutto: tra i pochi edifici sopravvissuti c'è il Santuario barocco, con le statue settecentesche dei santi in legno di pioppo.
Ventosa e l'artigianato dello strame
In alto, sulla collina, la frazione di Ventosa conserva la Torre romanica del XII-XIII secolo: 24 m in pietra calcarea, costruita per avvistare pericoli insieme alle torri di Castelforte e Suio. Qui sopravvive l'antica lavorazione dello strame, l'erba perenne intrecciata per farne zerbini, sporte e cappelli.