Roccagiovine: il borgo della dea Vacuna e di Orazio nei Monti Lucretili
Orazio scriveva le sue lettere "dietro il tempio diroccato di Vacuna". Il tempio era qui, a Roccagiovine, borgo di 245 abitanti a 520 m di quota nel Parco dei Monti Lucretili. Vacuna era una dea sabina legata al riposo dopo il lavoro dei campi — i Romani la celebravano a dicembre con le Vacunalia. Del tempio non resta quasi nulla, ma una colonna è finita come stipite di una finestra del castello e una lapide nelle mura ricorda il restauro pagato dall'imperatore Vespasiano. In Piazza Vacuna la fontana del 1857 porta ancora l'iscrizione: "Limpida sorgente che saluta i ruderi del tempio di Vacuna".
Il castello e il borgo
Il Castello Baronale risale al 1280 ed è stato costruito sui resti del tempio romano. Gli Orsini l'hanno posseduto dal 1315 al 1632, poi è passato ai Borghese e infine ai marchesi Del Gallo, che ne sono ancora proprietari. Il borgo medievale si stringe intorno al castello con vicoli in pietra e scalinate ripide. La Chiesa di San Nicola di Bari custodisce affreschi del Seicento e una pala d'altare della scuola del Perugino, la Madonna dei Ronci.
Orazio e il Ninfeo
La villa dove il poeta visse dal 33 a.C. — donata da Mecenate — si trova poco fuori paese, tra Roccagiovine e Licenza. Sulla stessa strada c'è il Ninfeo degli Orsini, fontana monumentale del Quattrocento che convoglia le acque dell'antica Fonte Bandusia cantata da Orazio.