Nepi: la città falisca delle acque sorgive tra necropoli rupestri e acquedotti
Nepi si trova a 227 m di quota nell'alta Tuscia viterbese, su un altopiano tufaceo delimitato da due gole scavate dai torrenti Nova e Puzzolo. Il territorio è abitato fin dall'età del Ferro dai Falisci, popolazione italica imparentata con i Latini. Nei dintorni ci sono necropoli rupestri con tombe a camera, vie cave scavate nella roccia e resti di mura in blocchi squadrati. Nepi è sempre stata città d'acqua: sorgenti abbondanti sgorgano alla base dell'altopiano e hanno alimentato acquedotti fin dall'epoca romana.
L'acquedotto e le fonti
L'Acquedotto Romano del I secolo d.C. portava acqua da Nepi fino a Roma, lungo un percorso di oltre 50 km. Resti di arcate sono visibili nella campagna intorno alla città. Nel Cinquecento Antonio da Sangallo il Giovane ha costruito un nuovo acquedotto per rifornire il borgo, con arcate monumentali ancora in piedi lungo Via degli Acquedotti. Le Fonti Nuove, sorgenti storiche della città, sgorgano tutto l'anno e sono state captate più volte nel corso dei secoli.
Il centro storico
Il borgo conserva l'impianto medievale con il Duomo romanico dell'XI secolo, ricostruito nel XVI dopo un incendio, e la Rocca dei Borgia, fortezza voluta da Rodrigo Borgia nel 1479 quando era signore di Nepi. La rocca domina la città con torri cilindriche e bastioni angolari. Nepi è nota anche per l'Acqua di Nepi, imbottigliata dalle sorgenti locali e commercializzata dal 1893. Il paese dista 45 km da Roma sulla Via Cassia.