I portici di Bologna

In legno, in pietra, in mattoni: costruiti a partire dal XII secolo, 12 tratti dei famosi portici di Bologna hanno ottenuto il riconoscimento dell’Unesco perché costituiscono “un elemento identificativo della città di Bologna e un punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate”. 

Integrazione è probabilmente il concetto alla base della costruzione dei portici, nati per rispondere alle esigenze di espansione delle attività commerciali e artigiane del tessuto urbano, che ebbero un maggiore impulso con l’inaugurazione dell’Università a partire dall’anno 1088.

I portici raggiungono un'estensione di 62 chilometri, di cui 42 nel centro storico.

Il portico di San Luca, che da porta Saragozza sale fino al Santuario sul Colle della Guardia, detiene il primato in lunghezza, il portico Dei Servi, dove si svolge la fiera di Santa Lucia, detiene il primato per l’ampiezza.

Di seguito le porzioni che, nel loro insieme, hanno portato a Bologna il suo secondo riconoscimento Unesco dopo essere stata nominata nel 2006 Città Creativa della Musica.

Santa Caterina e Saragozza

I portici architravati di Santa Caterina sono una rara e preziosa testimonianza dell’architettura delle zone popolari nell’età medievale avendo mantenuto il loro aspetto originario. I portici erano uno spazio filtro tra la strada, i negozi e le botteghe degli artigiani al piano terra, in stretto rapporto con i cortili interni, relazioni ancora oggi ben riconoscibili.

Santo Stefano e Mercanzia

Portici di Santo Stefano - Photo by: Bologna Welcome
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Si apre in una grande loggia il porticato di Palazzo della Mercanzia affacciato sulla piazza omonoma, considerata una tra le più belle della città. Dalla loggia, la passeggiata che lungo i portici di Via Santo Stefano conduce alla Basilica di Santo Stefano, è disseminata di caffè e ristoranti: è questo uno dei tratti in cui i portici diventano vivace luogo di incontro.

Baraccano

Oggi punto di accesso per lo shopping in via Santo Stefano o per una passeggiata nei vicini Giardini Margherita, il portico voluto da Giovanni II Bentivoglio era un tempo l’ingresso al complesso nato come ricovero per pellegrini e viandanti.


Galliera

Fino all’Ottocento strada “nobile” di Bologna, percorso obbligato per chi arrivava dalla pianura nonché teatro di un'importante opera edilizia dovuta alle più ricche famiglie della città tra il XV e il XVI secolo. A loro si deve la costruzione di palazzi e porticati imponenti che esprimessero al meglio il fiorente benessere nella città in quei secoli di ricchezza culturale, economica e artistica.  

Pavaglione, Banchi e Piazza Maggiore

Piazza Maggiore - Photo by: Bologna Welcome
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Costruito nel XV secolo con l’intento di dividere l’elegante piazza rinascimentale dall’antico mercato medievale, e allo stesso tempo per allestire un luogo adatto ai banchieri della città per svolgere i loro affari, il Pavaglione è “il” portico di Bologna: un maestoso esempio di arcata bolognese che comprende tratti appartenenti a diversi palazzi.

San Luca

Portico di San Luca - Photo by: Bologna Welcome
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Con i suoi 666 archi distribuiti su 3796 metri è il portico più lungo del mondo e collega il centro città con il Santuario della Madonna di San Luca, sulla sommità del Colle della Guardia. Nato come percorso devozionale da fare con qualsiasi condizione meteorologica, di giorno o di notte, il portico di San Luca è oggi usato spesso da sportivi di tutte le età.

Università e Accademia

Piazza Verdi - Photo by: Bologna Welcome
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I portici eterogenei di Via Zamboni, sede della più antica università del mondo occidentale, si alternano fino al maestoso Teatro Comunale, affacciato su Piazza Verdi, luogo della movida frequentata soprattutto dagli studenti che si raccolgono di fronte il Teatro e Via Zamboni.

Certosa

Il lungo portico rettilineo che si dirama dal portico di San Luca verso il cimitero della Certosa è un bell’esempio di portico sepolcrale di epoca moderna. Fu progettato dopo l’editto napoleonico di Saint-Cloud sul modello delle antiche strade sepolcrali romane con l’aggiunta della “via coperta” nel tipico stile bolognese.

Cavour, Farini e Minghetti

Piazza Cavour - Photo by: Bologna Welcome
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Quello in via Farini è forse il portico più elegante e finemente decorato del centro storico di Bologna, ospita gallerie d’arte, banche, pasticcerie e boutique di lusso. Nel soffitto, dipinto con colori vivaci, l’autore Gaetano Lodi, ha inserito in ogni volta episodi storici, dall’antichità ai tempi moderni. Il portico si apre su piazza Minghetti, celebre anche perché qui visse l’amatissimo cantautore bolognese Lucio Dalla.

“Treno della Barca”

Questo lunghissimo edificio porticato di edilizia popolare, costruito negli anni ’60 secondo rigorosi principi funzionalisti, restituisce vita a una zona periferica della città, rielaborando in chiave moderna la forte tradizione identitaria del portico bolognese.

MAMbo

Il portico dell’antico forno pubblico, oggi sede del MAMbo-Museo di Arte Moderna di Bologna, rappresenta una delle grandi opere di riqualificazione urbana di inizio Novecento, avviata in una parte della città dedicata alle attività industriali. Il portico nella bella stagione fa da cornice ai tavolini del Caffè del Museo, una delle realtà culturali più dinamiche presenti a Bologna, spesso chiamato anche Ex-Forno.

Strada Maggiore

Il cammino tra i portici di Bologna riconosciuti dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità si conclude su Strada Maggiore, dove si possono ammirare il Portico di Casa Isolani, un maestoso manufatto ligneo, probabilmente il più antico portico medievale ancora esistente in una città europea, il portico e il quadriportico della Chiesa di Santa Maria dei Servi e il cosiddetto portico degli Alemanni, primo esempio di via coperta fuori delle mura della città.

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