Giotto, la Cappella degli Scrovegni e i Cicli pittorici del Trecento

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Nella Padova trecentesca, i più straordinari artisti dell’epoca, tra cui Guariento di Arpo, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi, Jacopo da Verona e Giotto, che nella Cappella degli Scrovegni realizza il suo capolavoro assoluto, illustrano il fermento del clima preumanista di inizio secolo e gli scambi con il mondo scientifico e letterario. La ricerca di un nuovo linguaggio espressivo da parte di questo gruppo di artisti a Padova, ha rivoluzionato la storia dell’arte favorendo la nascita di uno stile completamente nuovo nell’affresco.

La Cappella degli Scrovegni

Cappella degli Scrovegni - Photo by: spatuletail / Shutterstock.com
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Il ciclo di opere della Cappella degli Scrovegni, realizzate tra il 1303 e il 1305, sono il capolavoro assoluto di Giotto che qui compie la prima rivoluzionaria rappresentazione dello spazio in prospettiva, cui affianca la raffigurazione degli stati d’animo dell’uomo, temi mai affrontati prima in pittura e che segneranno un cambiamento di passo per tutti i movimenti artistici futuri. Nella successione dei riquadri affrescati, contenenti storie tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento fino al Giudizio Universale, sono rappresentati con dovizia di particolari, piante e animali, oggetti e tessuti che raccontano la quotidianità e la vita sociale dell’epoca. La Cappella degli Scrovegni fu commissionata dal banchiere Enrico Scrovegni in memoria del padre Reginaldo, che Dante ricorda in uno dei Canti dell’Inferno in quanto usuraio.

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani

Chiesa degli Eremitani - Photo by: Kiev.Victor / Shutterstock.com
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Anche nota come Chiesa degli Eremitani, nome che ricorda quando l’annesso convento era meta di pellegrini di passaggio, nel XIV secolo era l’edificio sacro più affrescato di Padova. L’unica navata del suo maestoso interno ospita gli affreschi del padovano Guariento di Arpo (conservati nella Cappella di Sant’Antonio abate e nella Cappella maggiore) e del fiorentino Giusto de’ Menabuoi, conservati nella Cappella Cortellieri e nella Cappella Spisser (o Sanguinacci).

Palazzo della Ragione

Palazzo della Regione - Photo by: Fabio Michele Capelli / Shutterstock.com
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Con i suoi circa 2500 metri quadrati di superficie completamente affrescata, il salone pensile del Palazzo della Ragione rappresenta il ciclo pittorico più ampio e il più articolato della serie oggi patrimonio UNESCO. Sede dei tribunali della città di Padova, all’inizio del XIV secolo il Comune incaricò Giotto di affrescarne le pareti. Soggetti astrologici ispirati alla giustizia divina e terrena, un annuario di segni zodiacali, pianeti e costellazioni: un lavoro imponente purtroppo andato distrutto nel terribile incendio del 1420. Le pareti furono in seguito ridipinte dal padovano Nicolò Miretto e da Stefano da Ferrara.

Cappella della Reggia Carrarese

Un imponente complesso architettonico che nel XIV secolo era un autentico regno nel cuore della città, racchiuso da una lunga cinta muraria con camminamento. A decorare la Cappella privata di questo palazzo, all’epoca residenza dei Signori di Padova, i principi da Carrara, fu chiamato il Guariento che la dipinse con un ciclo di affreschi raffigurante l'Antico Testamento. Oggi quegli affreschi si possono ammirare nella Loggia Carrarese, sede dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere e Arti. 

Battistero della Cattedrale

Battistero della Cattedrale - Photoby: volkova natalia / Shutterstock.com
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Commissionato da Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco da Carrara detto il Vecchio, donna coltissima e ispiratrice di artisti e poeti, il ciclo di affreschiStoria della Salvezza” che decora il Battistero è considerato il massimo capolavoro di Giusto de Menabuoi. Regala immense emozioni la grande cupola che raffigura il Paradiso, in cui il Cristo è circondato da angeli alati mentre la Madonna, accompagnata da una duplice schiera di angeli e da una triplice schiera di santi, rappresenta il tramite simbolico tra Cristo e l’umanità.

Basilica e convento del Santo

Basilica di Sant'Antonio da Padova, Cappella di San Felice - Photo by: volkova natalia / Shutterstock.com
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Qui sono conservate le prime tracce del percorso artistico di Giotto: nella decorazione del convento si capisce come il maestro fiorentino avesse già posto le basi sulla prospettiva e nella resa degli spazi che esprimerà con risultati strabilianti poco tempo dopo nella Cappella degli Scrovegni. Nella Basilica, luogo di pellegrinaggio e di culto, ci sono lavori dei maggiori protagonisti della storia dell’affresco padovano del Trecento: Giotto, Giusto de’ Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.  

Oratorio di San Giorgio

Oratorio di San Giorgio
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Completamente affrescato da Altichiero da Zevio e da Jacopo da Verona per volontà del Marchese Raimondo Lupi da Soragna come mausoleo di famiglia, è incentrato sulla vita di Cristo e dei santi protettori di famiglia (San Giorgio, Santa Caterina e Santa Lucia). La qualità delle pitture, le soluzioni prospettiche, l’aderenza al dato reale fanno di questo ciclo un capolavoro talmente innovativo da anticipare le ricerche spaziali quattrocentesche.

Oratorio di San Michele

Costruito sulle fondamenta di un edificio sacro di origine longobarda, conserva gli affreschi ad opera di Jacopo da Verona, pittore con enorme abilità nella realizzazione dei dettagli naturalistici e ritrattistici e il cui linguaggio, anche se con una sacralità di base, fa riferimento ad episodi di vita quotidiana. Questo ciclo infatti rappresenta scene tratte dalla vita della Vergine e di San Michele nelle quali trovano posto anche i componenti della Signoria Carrarese e della famiglia de Bovi, i committenti.

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