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Arte & Cultura

Bologna: Videogame Art Museum, un museo per “smanettoni”

I videogiochi sono stati la tua passione fin dall’adolescenza, vero? E se ti dicessi che a Bologna puoi viaggiare nel tempo e provare tutto quello che l’evoluzione della tecnologia digitale ha prodotto negli anni? Succede davvero, al Videogame Art Museum, che espone dal primo videogioco della storia ai progetti futuristici.

1. Ieri e oggi: un tour attraverso l’incredibile storia dei videogiochi

All’esposizione di Bologna i visitatori possono curiosare tra un migliaio di videogiochi di tutte le età, a partire dai più vecchi, cioè quelli nati nel 1972. In mostra anche installazioni a tema, console, computer, e poi postazioni dalle quali potrete provare quelli più noti e iconici. Attenzione, non preoccupatevi se vi sentirete un po’ spiazzati: è l’effetto della velocità supersonica alla quale viaggia questo settore, la cui memoria storica è preservata in questo museo. 

2. Quando il videogame diventa arte

Interattivi, coinvolgenti, rilassanti: quanti momenti di svago ci hanno regalato i videogame! Ma visitare lo spazio espositivo di Videogame Art Museum non è solo un’esperienza ludica, perché i salti temporali nel passato sono vere e proprie immersioni nella storia e nell’evoluzione della nostra società e, in alcuni casi espressione di arte contemporanea. Vengono ripercorsi i decenni degli anni 70, 80 e 90, con dettagliati pannelli informativi che raccontano le prime 8 generazioni di console e videogiochi, e una sala dedicata alle videoproiezioni che vi catapulterà letteralmente nelle più importanti tappe dell’evoluzione del videogioco

3. Mettetevi in gioco

Vi è venuta una voglia pazza di “smanettare”? Niente paura, al museo c’è un’area “free to play'”con tanti cabinati arcade per giocare gratuitamente. Tra i giochi più gettonati, tanti nomi che a molti di noi provocheranno un tuffo al cuore: vi ricordate di Space Invaders, Pac man, Street fighter e Mortal kombat? L’industria videoludica, del resto, corre veloce muovendo un volume di affari pari a 1,7 miliardi di euro all’anno. Volete saperne di più? Insert Coin, l’associazione senza scopo di lucro che gestisce il museo, promuove attività culturali, ricreative e formative a favore dei suoi associati, che durante giornate organizzate ad hoc, possono sfidarsi o prendere parte a tornei con oltre 80 retro console e oltre 500 videogiochi.

4. Spacewar, da cui tutto è cominciato

Al Videogame Art Museum di Bologna troverete Spacewar, il primo videogioco della storia: si tratta di una riproduzione perfettamente funzionante. Per i meno esperti: si tratta di un game legato all’arte del combattimento e alla lotta tra due navi spaziali, presentato per la prima volta al pubblico al Mit di Boston dal suo programmatore, Steve Russel. Era il 14 febbraio 1962, erano già stati realizzati videogiochi come Oxo o Tennis for Two, ma erano esperimenti su circuiti elettronici. Spacewar fu il primo in assoluto a essere programmato su computer: oggi è stato riprodotti assieme al monitor di allora e ai due joystick.