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Catania

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Un legame forte quello tra l’Etna e Catania, gemma della Sicilia orientale: L'Etna infatti la domina dall’alto, ne disegna i contorni del paesaggio, le offre la sua terra per raccoglierne i frutti, le ricorda la sua potenza inarrestabile.

La magnifica fascia costiera della provincia di Catania si affaccia sulle acque dello Ionio.

Adagiata nel verde c'è la città di Catania con le sue grandi piazze e larghe strade, con le sue architetture in pietra lavica e con quelle sfumature brunite.
Un patrimonio storico e artistico fantastico che, unito alla solarità della gente catanese, rende questa città speciale per ogni visitatore.

Segni di culture diverse si incontrano nei piccoli e grandi centri di questa terra. 
Tracce di una storia che ha respirato gli influssi di molte dominazioni, le stesse che leggiamo nelle linee architettoniche di palazzi, chiese e monumenti.

E poi c'è la natura, una natura generosa e a volte aspra.
E l’Etna, patrimonio Unesco dal 2013, ne è il simbolo. 
Alto, imponente, silenzioso, con la vetta mozzata dalla grande bocca di fuoco, questo vulcano domina e plasma l’intero paesaggio. 

Giardini di agrumeti e ampi vigneti interrompono con i loro vivaci colori il grigio della terra lavica. 

Castagni, noccioleti, querce, pini e faggi formano i fitti boschi che rivestono i monti; un paesaggio oltre il quale si apre un’oasi di colori.
Giunti sulla vetta si rimane ammaliati dalla straordinaria veduta che arriva dove finisce il nostro sguardo.

Blu cobalto, azzurro, turchese, cristallino con indefinite sfumature tra una tonalità e l’altra: così è il mare di Catania. 

Spiagge ghiaiose, piccole baie alternate a tratti scuri di rocce eruttive, coste altissime a picco sul mare, faraglioni che dominano dal mare, lunghissimi litorali dorati, un paesaggio che regala sensazioni diverse.

Ma ovunque si scelga di andare, una sensazione rimarrà invariata: quella che suscita la bellezza limpida del mare.

Il Seicento fu il secolo della distruzione. Il Settecento quello della rinascita.
Un’eruzione prima, e un terremoto dopo, misero in ginocchio la città di Catania.
Una devastazione dalla quale è risorta con la bellezza delle architetture barocche che oggi si ammirano.

Il Duomo ne è un magnifico esempio. Affacciato sull’omonima piazza, anch'essa costruita dopo il terremoto e studiata per lasciare ampi spazi in caso di eventi distruttivi, è dedicato alla Patrona della città, Sant’Agata, la cui statua sormonta la facciata principale progettata da Giovan Battista Vaccarini. 
Per la ricostruzione è stato utilizzato materiale recuperato da edifici dell’epoca romana, come le colonne in marmo che disegnano gli esterni. 

Sempre sulla splendida Piazza Duomo si affacciano anche il Palazzo Senatorio ed eleganti palazzi nobiliari, disposti intorno alla Fontana dell’Elefante, simbolo della città. 
Il monumento, opera del Vaccarini, è una sorta di segmentazione storica: la base (elefante) ricorda Cartagine, l’obelisco la civiltà egizia e la croce, le palme e il globo quella cristiana. 
La Chiesa della Badìa di Sant'Agata colpisce per la ricchezza dei decori che arricchiscono la facciata, con il prospetto movimentato dal portale arretrato rispetto ai due corpi laterali.

Piazza dell’Università
 è dominata dalla grandiosa facciata dell’Ateneo voluto da Alfonso V d'Aragona e ricostruito dopo il sisma con un progetto a cui parteciparono i grandi architetti dell’epoca.
Il Vaccarini realizzò i due piani del cortile interno, il colonnato e la pavimentazione bicolore. 

La Collegiata o Regia Cappella è un altro magnifico esempio del fasto architettonico realizzato nel secolo della rinascita, con gli interni decorati da Giuseppe Sciuti. 

Colossale, anche se incompiuto, il Monastero benedettino di S. Nicolò con interventi firmati da Battaglia, Vaccarini e Amato. 
Sopravvissuto agli eventi catastrofici del ‘600, il Castello Ursino fu costruito per volere di Federico II. 
Originariamente era situato sul tratto costiero, ma l’eruzione modificò l’assetto territoriale ed, oggi, il castello risulta arretrato rispetto alla sua iniziale posizione. 

La ricostruzione del XVIII sec. riguardò l’intera Val di Noto, oggi Patrimonio Mondiale.
Otto le città della valle, tra cui Caltagirone famoso per l’antica arte della ceramica dalla quale provengono molti dei decori che rivestono chiese e edifici del centro. Massima espressione della sua anima barocca è Santa Maria del Monte con l’imponente scalinata ornata da maioliche policrome. 

Fa parte del circuito Unesco anche Militello in Val di Catania il cui centro storico richiama, nella struttura e nello stile, le caratteristiche legate al periodo della ricostruzione.

A Nord del capoluogo, si alza imponente il vulcano attivo più grande d’Europa: l’Etna
Una montagna che vive, respira e si trasforma. 
Ad ogni risveglio, la lava rosso fuoco scivola giù lentamente, depositandosi negli spazi aperti o sovrapponendosi a colate antiche, ed ogni volta il profilo della montagna è cambia. 
Come cambia il paesaggio quando si sale verso il cratere principale.

Boschi di pini interrotti da affascinanti superfici di lava nera e suggestivi crateri  quasi sempre fumanti; frutteti, agrumeti, querce e maestosi castagneti, rigogliosi vigneti e distese di betulle rendono la montagna un ventaglio di ambienti tutti di rara bellezza. 
Sulla vetta, dove nulla sopravvive, il deserto lavico, una distesa nerastra con al centro lo spaventoso cratere. 

Dalla montagna al mare.
I panorami cambiano davanti ai nostri occhi, ma l’incanto rimane. Da non perdere la Riviera dei Ciclopi con i tipici faraglioni che si ergono imponenti dal mare. 

I parchi e le riserve naturali offrono un’infinità di spunti per divertirsi imparando a conoscere la natura.

Trekking e gite a cavallo sono l’ideale per percorrere i tanti sentieri che si dipanano sui pendii dell’Etna, tra la fitta vegetazione dove vivono molte specie di animali.
Luogo perfetto anche per chi ha la passione del birdwatching.
Sparvieri, poiane, falchi pellegrini e aquile reali volano alti nel cielo sopra il vulcano, mentre, anatre ed altri uccelli acquatici vivono sulle acque del lago Gurrida, unico bacino idrico del parco.
La foce del Simeto è un altro ottimo punto di avvistamento. Qui nidificano e svernano folaghe, cicogne, cormorani, falchi e aironi.

Un itinerario escursionistico molto suggestivo lo offrono le 200 sono le grotte sparse nel territorio del Parco dell’Etna, un volta utilizzate dall’uomo come rifugio e luogo di sepoltura. Le più rinomate sono la grotta dei Lamponi, dei Tre Livelli del Gelo e delle Palombe.
 
La Gole dell’Alcantara, fiume che si insinua tra i solchi degli ammassi lavici, sono un vero spettacolo della natura.
Stretti sentieri, fiancheggiati da pareti altissime, dalle forme più disparate, lungo i quali scorrono le fredde ma limpidissime acque del fiume formano uno dei percorsi più divertenti ed emozionanti che la natura possa offrire.

Una terra baciata dal sole e lambita da acque cristalline è il sogno di chi predilige una vacanza di mare
Le località della provincia sono tutte molto graziose e tutte attrezzate per offrire un soggiorno di confort e relax. Una vivace vita notturna è l’elemento in più che completa e perfeziona il quadro.

Il “cosa fare” di giorno spazia dall’immersione subacquea – splendidi i fondali tra la terra ferma i faraglioni – al seawatching e allo snorkeling per chi non ha dimestichezza con muta e bombole. 
Ogni sport è possibile: surf, windsurf o vela

Il clima mite di questa terra garantisce una vacanza piacevole in tutti i periodi dell’anno.
Ma se volete viverla con gli sci ai piedi, venite d’inverno quando la neve imbianca l’Etna: lo spettacolo è mozzafiato. La rete di impianti e di strutture garantisce una settimana bianca all’insegna del divertimento e dello sport. 
E sciare guardando il blu del mare è un’esperienza che solo questa terra vi può offrire.

La cucina catanese è una delle più gustose della Sicilia
Per la sua vicinanza al mare, i piatti più tradizionali sono quelli a base di pesce.
Insalata di mare preparata con polpi, gamberi e occhi di bue, i “masculini” (alici di mare) marinati, acciughe salate conservate nel tipico contenitore di terracotta (cugnetto), pepata di cozze e occhi di bue (molluschi di mare) a crudo, insaporiti solo da una spruzzata di limone.

Triglie, aguglie, pettini e alici sono gli ingredienti di ottime fritture, mentre orate, saraghi, e dentici sono serviti arrosto.
Gustose e caratteristiche le “sparacanaci”, una frittura di triglie neonate, mangiata con la cipolla calabrese, e la frittata di pesciolini neonati (u muccu)  

Nell’entroterra è molto sviluppata l’attività agrituristica, dove è possibile gustare ottime carni bovine, equine e suine cotte alla brace, ortaggi, verdure e genuini formaggi. 

La parte più caratteristica della cucina catanese riguarda la rosticceria che annovera i famosi arancini, croccanti palle di riso con il cuore farcito. Da provare anche la siciliana, una sottile pasta farcita di tuma e acciughe e poi fritta, e le crespelle ripiene di ricotta e acciughe.

E che dire della pasticceria? E’ sufficiente mangiarla e guardarla per diventarne “schiavi”. Si, guardarla, perché – come si dice – anche l’occhio vuole la sua parte. E la preparazione dei dolci per i siciliani è una vera e propria arte. 
Un trionfo di forme e di colori sgargianti ricopre il vassoio dei dessert: cannoli ripieni di ricotta e decorati con gocce di cioccolato fondente o frutta candita a pezzetti o pistacchio finemente tritato, cassata siciliana, frutta martorana a base di pasta di mandorla, biscotti della monaca, torroni, torroncini e olivette di Sant'Agata. 

Gelati e granite
 sono l’altra forza di Catania e dell’intera regione: alla mandorla, al limone, all’arancia, al cioccolato, ai gelsi, alla pesca e al caffè, spettacolari se gustati tra due strati di panna.