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Olbia-Tempio

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La provincia di Olbia Tempio si affaccia a Nord sul Mar di Sardegna, uno stretto canale che separa l’isola dalla Corsica, e ad Est sul Mar Tirreno. Confina ad Ovest con la provincia di Sassari e a Sud con la provincia di Nuoro. E’ una provincia di recente creazione: è stata infatti istituita in seguito ad una legge regionale del 2001 che prevedeva una nuova ripartizione del territorio sardo, portando il numero delle province da quattro a otto. Le modifiche, però, hanno assunto piena operatività solo dal maggio 2005.

Si estende per 3.397 kilometri quadrati (il 14,1% del territorio sardo) e conta complessivamente 26 comuni, tra cui Olbia e Tempio Pausania e l’Arcipelago della Maddalena, sede dell’omonimo Parco Nazionale Geomarino.

Fa inoltre parte di questa provincia la regione storica della Gallura (con eccezione dei comuni di Viddalba ed Erula), che comprende la parte Nord-Orientale dell'isola, dal fiume Coghinas a Monte Nieddu a San Teodoro, e ha come limite meridionale il massiccio del Limbara.

La provincia di Olbia-Tempio è fatta di mare, pianura, collina, montagna, zone coltivate e lande deserte. Uno degli elementi tipici di questa zona, presente soprattutto in Gallura, è costituito dalle rocce di granito che, “lavorate” dal vento e dalla pioggia, assumono la forma di montagne in miniatura e di straordinarie sculture naturali. Sono inoltre presenti numerose foreste di querce, da cui si estrae il sughero, chiamato nella zona “oro morbido” e usato per molteplici attività.

Gli appassionati di archeologia possono trovare testimonianze della civiltà prenuragica, nuragica, punica, romana, medievale. Altra nota peculiare della provincia è la presenza di insediamenti  rurali sparsi costituiti dagli stazzi, piccole aziende agro-pastorali, solitamente a gestione familiare, creati in origine dai pastori tra Seicento e Settecento. Numerosi e fiorenti fino a qualche tempo fa, gli stazzi sono stati progressivamente abbandonati a causa del fenomeno dell’urbanesimo, che ha “invaso” questa zona negli ultimi decenni in seguito al decollo dell’industria turistica. Si tratta di un fenomeno che ha interessato soprattutto le zone intorno ad Arzachena, popolate fino alla metà del XX secolo solo da pochi contadini e pastori.

Nel 1962, il principe arabo Karim Aga Khan IV decise di realizzare in questa zona, attraverso la creazione del “Consorzio Costa Smeralda”, una grande operazione turistico-immobiliare, sfruttando le bellezze naturali del territorio per creare un vero e proprio paradiso del turismo di lusso. Oggi questa zona della Sardegna è una delle mete di villeggiatura più ambite e rinomate non solo d’Italia, ma di tutto il mondo. 

Il centro storico di Olbia offre numerosi monumenti interessanti. Tra questi, la Chiesa di S. Paolo, del 1747, il Palazzetto umbertino, che ospita la biblioteca comunale e una raccolta di reperti d’età nuragica, e la Chiesa di San Simplicio, tra i più interessanti esempi di architettura romanica dell’isola, costruita tra XI e XII secolo interamente in conci di granito. 

A pochi chilometri dalla città si trovano il complesso nuragico di Cabu Abbas e il Pozzo sacro Sa testa, risalente ai secoli VIII-VI a. C., fra i monumenti e le testimonianze più significative della Sardegna.
 
Nel golfo di Olbia si trova inoltre la splendida Isola di Tavolara, un immenso tavolato calcareo che conserva il suo paesaggio naturale grazie al divieto di edificabilità imposto dal comune di Olbia. Meta nei mesi estivi di un flusso continuo di visitatori, l’isola fa parte dell’Area marina protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo

Spostandosi da Olbia verso l’interno della Sardegna si arriva ad Arzachena, paese che ha conosciuto uno straordinario sviluppo a partire dalla seconda metà del XX secolo. Il territorio intorno ad Arzachena è ricco di monumenti archeologici di grande interesse, come le tombe dei giganti di Lu Coddhu ‘Ecchiuj e di Li Lolghi (giganteschi monumenti funerari), la necropoli di Li Muri, il tempio di Malchittu e il dolmen di Ladas, un monumento funerario risalente al secondo-terzo millennio a.C.  

Nel vicino paesino di Luras si trova il Museo etnografico Galluras-Frammenti della civiltà gallurese, impostato sulla fedele ricostruzione degli ambienti tipici dell’antica civiltà gallurese. A una quarantina di chilometri da Olbia, verso l’interno dell’isola, si trova poi  Tempio Pausania. La cittadina sorge su un altopiano granitico cui fanno da sfondo le cime a guglie del maestoso massiccio del monte Limbara, paradiso degli escursionisti. Importante centro sughericolo e vitivinicolo, Tempio Pausania è anche una stazione di villeggiatura conosciuta per le qualità terapeutiche delle acque oligominerali delle rinomate fonti di Rinaggiu, sede di un importante stabilimento termale

Ma se le zone interne sono senza dubbio affascinanti, il vero punto di forza della provincia di Olbia Tempio è senza dubbio la zona costiera. Da Olbia, andando verso la punta settentrionale della Sardegna, dopo il lussuoso centro turistico-marinaro di Porto Rotondo e dopo aver costeggiato il golfo di Cugnana si giunge nella celeberrima Costa Smeralda, chiamata così per il particolare colore del mare, dalle trasparenze verdi e turchesi. Il cuore della Costa Smeralda è Porto Cervo, adagiato in una cala riparata e fornito di numerose strutture ricettive, tra cui un attrezzatissimo porto turistico con oltre 700 posti barca. L’abitato ruota intorno alla famosa “piazzetta” e culmina con la Chiesa di Stella Maris. 

Nella zona intorno a Porto Cervo, sono molte le località degne di nota: Cala di Volpe, Poltu Quatu, Baia Sardinia, Cannigione, oltre alle magnifiche spiagge di Capriccioli e Liscia Ruia. 

Proseguendo verso Nord, dopo Porto Rafael, sofisticato borgo turistico raccolto intorno a una breve insenatura, si giunge a Palau, centro turistico di notevole importanza dove si può ammirare la famosa roccia di Capo d’Orso, e poi a Santa Teresa di Gallura, di fronte alla quale si trova la Corsica, con i bianchi bastioni calcarei della Costa di Bonifacio. 

Nella zona intorno a Santa Tersa di Gallura sono da segnalare, tra gli altri, Capo Testa, poderoso promontorio di granito collegato alla terraferma da uno stretto istmo, la baia di Tindari con le sue rocce color corallo, l’Isola Rossa e la Valle della luna, una landa desolata caratterizzata dalla presenza di rocce granitiche scavate dall’erosione naturale, molte con forme animali. 

Infine, non può non essere citato lo splendido Arcipelago della Maddalena, costituito da un gruppo di isole granitiche di cui le maggiori sono appunto La Maddalena, Santo Stefano, Spargi, Caprera, Budelli, Razzoli e Santa Maria. Lo spettacolare paesaggio delle isole e dei fondali marini, la varietà delle forme, dei colori e delle specie animali rendono questo comprensorio di costa, che da qualche anno è diventato anche un Parco nazionale, uno dei più suggestivi dell’intero bacino del Mediterraneo. 

Oltre alle innumerevoli bellezze naturali, l’arcipelago è noto anche per la presenza, sull’isola di Caprera, del Museo garibaldino nazionale. L’eroe risorgimentale Giuseppe Garibaldi (1807-1882), infatti, trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio su quest’isola, di cui si innamorò a prima vista. Ne acquistò un pezzo e vi costruì una casa e alcuni edifici di servizio: un complesso che in seguito fu organizzato dallo Stato come museo.

La varietà paesaggistica della provincia di Olbia-Tempio, fatta di mare, pianura, collina e montagna, la rende il luogo ideale per diversi tipi di attività a contatto con la natura. Per chi ama le escursioni, sono numerose le località in cui è possibile effettuare, con l’aiuto di guide specializzate, il trekking. Basti pensare al Monte Limbara, nei pressi di Tempio Pausania, dove è possibile andare alla scoperta del granito, dei boschi, dei ruscelli e percorrere antichi sentieri che conducono ad oasi che mufloni e daini hanno avuto modo di ripopolare. E ancora, il promontorio di Capo Figari, in prossimità di Golfo Aranci, dove è possibile scorgere numerose specie di uccelli tra cui la poiana, il falco pescatore ed il falco pellegrino. 

Numerose sono anche le possibilità di escursione nel Parco nazionale dell'arcipelago della Maddalena: non solo le classiche gite in barca alla scoperta di meraviglie come la “spiaggia rosa” di Budelli, ma anche escursioni subacquee e in kayak. Il Parco, inoltre, è un vero e proprio paradiso per gli appassionati di fotografia e birdwatching: vi si trovano infatti specie rare come la berta maggiore, la berta minore, l’uccello delle tempeste e il gabbiano corso. 

Per chi invece ama il mare e cerca soprattutto il relax, la Provincia di Olbia Tempio ospita alcune delle più belle spiagge d’Italia, tra cui Liscia Ruja, le spiaggette di Punta Capriccioli, la spiaggia del Principe e la spiaggia del Romazzino. 

Per gli amanti della mondanità, la zona della Costa Smeralda nei mesi estivi (da giugno a settembre) offre una lunga serie di locali e discoteche, aperte fino all’alba e frequentate spesso anche da personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport.

E, come da buon costume italiano, anche nella provincia di Olbia Tempio non mancano feste e sagre popolari: tra queste, ricordiamo la “Fiera internazionale del sughero”, che si svolge a settembre a Calangianus, la “Mostra del tappeto aggese”, in programma da luglio a settembre ad Aggius, e soprattutto il Carnevale di Tempio Pausania”, con la tradizionale sfilata dei carri allegorici che richiama migliaia di persone da tutta l’isola. 

Il piatto più caratteristico della zona della Gallura è la suppa cuata, una specie di soufflé preparato con pane raffermo tagliato a fette, formaggio fresco grattuggiato, noce moscata e prezzemolo: il tutto viene bagnato con brodo di pecora e messo in forno. 

Tipici della zona sono anche li puligioni, ravioli a forma di mezzaluna ripieni di ricotta e scorza di limone grattata: sono conditi con abbondante sugo di pomodoro e pecorino. Ancora, sono da assaggiare li fiuritti, fettuccine di semola di grano duro fatte a mano. 

Caratteristiche della zona di Oschiri sono invece le panadas, involucri di pasta finissima cucinati in forno con un ripieno d’anguille di lago o di carne di maiale e vitella. Molto usate in tutta la provincia sono anche le fave: vengono prima lessate e poi saltate in padella con burro, pancetta tagliata sottile, foglie d'aglio fresco, menta e un po' di panna. Altri piatti tipici sono lu pulceddu di latti , un maialetto da sei a massimo dieci chili cucinato al forno o allo spiedo e la rivea, interiora di agnello o capretto tagliate a pezzi e cucinate allo spiedo a fuoco lento. 

Come in tutta l’isola, non mancano in questa zona salumi formaggi vari, come pecorino, canestrai, ricotte, perette e caprini. Le zone costiere della provincia hanno arricchito la cucina tradizionale con i piatti di pesce: Santa Tersa di Gallura, ad esempio, è rinomata per la pesca e la cucina dell’aragosta

Infine, non mancano i dolci tipici, come le seadas, involucri di pasta ripieni di formaggio, fritti e ricoperti di miele, li papassini, di forma romboidale e prodotti con farina, strutto, uova, mandorle, buccia d'arancia tritata e poi ricoperti da glassa bianca e li casciatini (formagelle), pasta ripiena di ricotta, formaggio, uova, zucchero e limone grattato. 

Tra i vini, ricordiamo il Vermentino, il Moscato di Gallura e il Nebbiolo.