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Isernia sorge su uno sperone in una rigogliosa area collinare, non lontano dal confine regionale con l’Abruzzo, il Lazio e la Campania.
Circondata da un paesaggio incontaminato e da piccoli paesi, affonda le radici nel più lontano passato.
Nel corso dei secoli ha subito diverse distruzioni: fu saccheggiata dai saraceni e devastata dai terremoti e durante la seconda guerra mondiale subì un forte bombardamento. Fortunatamente la parte bassa della città ha mantenuto in parte il suo antico aspetto ed ancor oggi è contraddistinta dagli stretti vicoli, così caratteristici.
Fra i monumenti più interessanti spicca la Fontana Fraterna, realizzata tra il Duecento e il Trecento in onore di uno dei figli illustri della città, papa Celestino V: si tratta di un portico a sei archi, delimitati da sei colonne con un pilastro in posizione centrale.
Interessante è poi la cattedrale: più volte distrutta da terremoti, è stata ricostruita nel XIX secolo e custodisce una bella icona di stile bizantino, conosciuta come “La Madonna della luce”.
Ai margini della città sorge l’eremo dei Santi Cosma e Damiano, costruito sopra un tempio pagano, meta di un tradizionale pellegrinaggio religioso a fine settembre.
Poco fuori Isernia si trova una delle più grandi e antiche aree preistoriche d’Europa dove, tra l’altro, sono stati rinvenuti numerosi reperti di utensili di pietra utilizzati dal cosiddetto Homo Aeserniensis.
A Isernia, nel Museo Nazionale di paleontologia e archeologia che ha sede presso l’ex convento di Santa Maria delle Monache sono esposti gli oggetti e i resti paleolitici portati alla luce durante gli scavi.