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Foro Romano

Il Foro Romano ha rappresentato per secoli il punto di riferimento della vita forense, religiosa e sociale dell'antica Roma. Chiamato anche Forum Magnum o semplicemente Forum, era situato nella valle compresa tra il Palatino e il Campidoglio.
Questo luogo fu inizialmente utilizzato come necropoli. In seguito fu teatro della battaglia del Lago Curzio, combattuta tra Romani e Sabini e tramandataci dagli scritti di Tito Livio. Roma ForiLe cronache narrano dell'inganno di Tarpeia, figlia di Spuro Tarpeio, comandante di una cittadella romana. Ella, dopo essere stata corrotta da Tito Tazio, fece entrare nella cittadella un drappello di sabini armati. L'occupazione della rocca condusse i Romani e i Sabini a schierarsi sui due colli opposti, il Campidoglio e il Palatino. Si racconta che Romolo, leggendario fondatore di Roma, si sia lanciato all'attacco dei nemici, invocando la collera di Giove al quale promise la costruzione di un tempio in cambio della vittoria (tempio di Giove Statore, poi costruito nelle vicinanze del foro).La battaglia terminò con la stipula di una pace tra i due popoli, dopo l'intervento delle donne sabine, accorse a dividere i padri sabini e i mariti romani. Il Foro Romano è passato attraverso diverse epoche durante le quali è stato arricchito di edifici e monumenti.

Ricordiamo nel periodo regio (VI sec. a.C.) il Lapis Niger (dal lat. lapis - pietra | niger - nera), un'area pavimentata di pietra scura legata alla leggenda della morte di Romolo; la Regia, il luogo ove il Rex sacrorum e il pontefice massimo esercitavano le loro funzioni religiose; il tempio di Vesta, importante santuario dedicato alla dea del focolare domestico.
Al periodo repubblicano risalgono invece il Tabularium, edificio adibito ad archivio pubblico e quattro basiliche (PorciaEmiliaSempronia Opimia) destinate all'amministrazione della giustizia e allo svolgimento degli affari cittadini.

Al periodo imperiale risalgono il tempio del Divo Giulio, dedicato a Gaio Giulio Cesare; il tempio della Concordia, edificato in occasione della pace sociale fra patrizi e plebe. 


Giunto all'epoca medievale e moderna, il Foro Romano cadde in rovina. Gran parte degli spazi monumentali vennero inglobati nelle fortificazioni medievali, in taluni casi perfino aperti al pascolo domestico e all'agricoltura. Alcuni templi e santuari vennero completamente distrutti durante il Rinascimento per volere di papa Giulio II che trasformò il foro in una cava di materiali da riutilizzare per le costruzioni più moderne.

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