11.06.2011 - 15.07.2011
Napoli, dal 11 Giugno al 15 Luglio 2011 - Sabato 11 giugno, alle ore18.30, verrà inaugurata la mostra del Maestro Bruno Di Bello, storico esponente...

Sabato 11 giugno, alle ore18.30, verrà inaugurata la mostra del Maestro Bruno Di Bello, storico esponente dell’arte contemporanea italiana - organizzata dall’Associazione Culturale Arteas di Maurizio Siniscalco, promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli, con il patrocinio della città di Paraty gemellata con la città di Capri - sarà presentata negli ambienti suggestivi della Canonica nella Certosa e Museo di San Giacomo a Capri, con la direzione di Rossana Muzii. L’esposizione, a cura di Maurizio Siniscalco e Mario Franco, presenta 2 grandi trittici (ognuno da 200 x 450 cm), 3 trittici (ognuno da 150 x 600 cm), 5 piccoli trittici (ognuno da 80 x 180 cm) e 3 altre opere (ognuno da 80 x 60 cm). Le opere, stampe digitali su tela, sono state realizzate appositamente per questa esposizione. Bruno Di Bello, nato Torre del Greco nel 1938, nel 1958 forma il “gruppo ‘58” con Biasi, Del Pezzo, Fergola, Luca e Persico, il suo lavoro si distacca da quello dei suoi amici (legati al movimento "nucleare" di Baj) per un riferimento ad un’arte segnica, astratta, più vicina ad esperienze di azzeramento della pittura. È del ‘62 la sua prima mostra personale alla Galleria 2000 di Bologna; nel ‘66 espone a Napoli alla Modern Art Agency di Lucio Amelio e incomincia a usare la fotografia come proprio mezzo di realizzazione artistica. Nel ‘67 si stabilisce a Milano, dove, in grandi tele fotografiche, sperimenta una serie di riletture dell’esperienza delle avanguardie storiche (Klee, Duchamp, Man Ray e i costruttivisti russi) sviluppando un’idea di arte come riflessione sulla storia dell’arte. Nel ‘71 espone allo Studio Marconi un’istallazione composta di 26 tele fotografiche con la scomposizione dell’alfabeto e prosegue poi a elaborare opere in cui parole/concetto si scompongono e ricompongono animando un gioco di dispersione e ritrovamento di senso. Da Marconi esporrà anche nel ‘74,
nel ‘76, nel ‘78 e nell’81. Altre sue personali sono quelle del ‘74 alla galleria Art in Progress a Monaco ed alla Kunsthalle di Berna, nel ‘75 all’I.C.C. di Anversa e alla galleria Plurima di Udine, nel ‘77 alla galleria Lucio Amelio di Napoli. Altre tele fotografiche sono realizzate negli anni ‘80 giustapponendo figure umane ed oggetti che proiettano le loro ombre sul materiale fotografico sviluppato poi con grandi pennellate. È di quel periodo l’”Apollo e Dafne nel terremoto” eseguito per la collezione “Terræ motus”, allestita da Lucio Amelio ed esposta a Parigi-Palais Royale, ora in permanenza alla Reggia di Caserta. Altre sue opere sono nel Museo Boymans di Rotterdam, nella Galleria d’arte contemporanea di Parma, nel Museo d’arte moderna di Mexico City e nel Museo di Dortmund. Dagli anni ‘90 dirada le sue apparizioni in pubblico e si dedica allo studio delle nuove tecnologie operando ricerche come grafico e fotografo digitale. Il filosofo Mario Costa, professore di discipline estetologiche nelle Università di Salerno, Napoli e Nizza, teorico dell’estetica dei nuovi media così definisce il suo lavoro: «Il proprio dell'immagine digitale, o sintetica, ci è sembrato essere, e questo quasi venti anni fa, il suo darsi come un'epifania ritratta in sé; l'immagine sintetica, abbiamo detto, è un nuovo reale, essa vale come una nuova entità del mondo visibile, esiste e funziona come una aseità interrompendo ogni rapporto col referente, col soggetto, con l'immaginario e con l'inconscio. Era difficile fino ad ora pensare a una forma così fatta. Ora non lo è più. Le forme digitali di Di Bello hanno la gelida e inquietante consistenza di una realtà che non è la nostra e che ci sta di fronte come un estraneo non domesticabile... Ma con lui il raggiungimento tecnologico della meta si apre, di fatto, su un abisso dal fondo indiscernibile: sembra, a volte, di scorgere nelle sue immagini dei frammenti che ancora ricordano o rimandano ad una qualche rassicurante storia dell'arte, ma è proprio allora che il sentimento dell'estraneità incombente si fa più lancinante perché è proprio allora che la storia dell'arte viene massimamente posta fuori dalla sua antica essenza». Successivamente la mostra sarà esposta al Museo MAC di Niterói a Rio de Janeiro - dal 6 agosto al 2 ottobre 2011 - in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, diretto da Rubens Piovano, con il determinante supporto di Guilherme Bueno, Direttore del MAC.
Sito Web: www.polomusealenapoli.beniculturali.it
Telefono: 081 8376218
Biglietteria
Costo: gratuito
Orario apertura: tutti i giorni ore 9-14; chiuso lunedì
Prenotazioni
Sito web: www.polomusealenapoli.beniculturali.it
Città: Napoli
Provincia: Napoli (NA)
Regione: Campania
Sito Web: www.polomusealenapoli.beniculturali.it
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