03.04.2012 - 08.07.2012
Roma, dal 3 aprile all’8 luglio 2012- Scatti del fotografo che immortalò il glamour degli anni tra i ’30 e i ’50

Figura che incarna la tensione verso un’ideale di bellezza ed eleganza tutto italiano, Arturo Ghergo fu uno dei professionisti più apprezzati nel panorama della fotografia “di studio” prodotta in Italia tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta. Ghergo è l’unico fotografo a percorrere, in Italia, la via già tracciata negli Stati Uniti dalla fotografia di moda e di cinema, applicando, reinventandoli ad uso e gusto della nuova cultura visiva nazionale, i moduli figurativi di una società progredita e sofisticata, in particolare per ciò che riguarda il soggetto femminile, ridefinito in forme e valori espressivi inediti, spesso in netta discontinuità dai canoni estetici auspicati e propagandati dal gusto conservatore dell’epoca.
Ancora giovane, Ghergo si afferma come il ritrattista più ambito della capitale, conteso da divi del cinema, personaggi della politica, della cultura e, soprattutto, dell’alta società, desiderosa di riaffermare, anche per via fotografica, un primato sociale che la nuova fase storica rischiava di mettere in crisi, e che spesso e volentieri offre il proprio prestigio all’allora nascente industria della moda. Le modelle porteranno così i nomi altisonanti del “gran mondo”, e saranno una giovanissima Marella Caracciolo, non ancora signora Agnelli, Consuelo Crespi, Mary Colonna, Josè del Drago, Irene Galitzine.
Negli anni della Docle Vita, le star di casa nostra, anche grazie al sapiente obiettivo di Ghergo, tengono testa a quelle d’oltreoceano. Da Isa Miranda a Mariella Lotti, e poi Leda Gloria, Alida Valli, Marina Berti, Assia Noris, Maria Denis, Valentina Cortese, Clara Calamai, Paola Barbara, Amedeo Nazzari, Massimo Girotti; nel dopoguerra e fino a tutti gli anni Cinquanta, Sophia Loren, Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Vittorio Gassman, ecc. La sua formula iconografica gli garantisce una fama e una considerazione praticamente immutata, fino alla morte prematura, nel 1959.
Con oltre 250 fotografie (integrate da otto dipinti), la mostra restituisce il percorso di un artista che, con l’umiltà di un antesignano e il gusto di un esteta, contribuì a dare testimonianza del gusto di un mondo, e dei suoi protagonisti, in un’epoca di radicali trasformazioni, come fu quella tra il fascismo e la Dolce Vita.
Orari: da domenica a giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; dal 7 maggio chiuso il lunedì Biglietti: intero € 12,50; ridotto € 10,00. Permette di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni
Dove: Palazzo delle Esposizioni
Città: Roma
Indirizzo: Via Nazionale 194
Regione: Lazio
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