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La via del cuore

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Emozioni forti. Con dolcezza

Affinità elettive avrebbe detto il grande poeta tedesco Goethe, non a caso amante appassionato delle bellezze d´Italia. Un sentire intuitivo, una vertigine, seduzione degli occhi, catturati da paesaggi mozzafiato, e palpito del cuore, rapito dalle magnificenze architettoniche, dai colori e dai suoni delle tradizioni popolari, dalle memorie della civiltà contadina. L´Abruzzo si visita anche così, lasciando che a parlare siano le emozioni.

Di fronte alla maestosità delle mura del Castello di Roccascalegna, l´animo del viaggiatore è sopraffatto dallo stupore. Il massiccio fortilizio, costruito su uno sperone roccioso, domina l´abitato omonimo e il vallone del Rio Sacco. Sembra sia nato qui, alla metà del XVII secolo, per volere del barone Corvo de Corvis, lo ius primae noctis, il diritto del signorotto locale di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un contadino del proprio villaggio. Lo stupore si tramuta in immedesimazione ed empatia a Rovere che propone l´esperienza unica dell´albergo diffuso. Il borgo, tra i più suggestivi della regione, non si limita ad accogliere i visitatori, li invita a condividerne ritmi di vita e abitudini, a soggiornare in abitazioni caratteristiche un tempo abbandonate e oggi perfettamente ristrutturate. E per un giorno, o un fine settimana, il turista e il più vecchio cittadino di Rovere si scoprono vicini di casa, parte di uno stesso, piccolo mondo. Infine le acque. Quelle tranquille del lago di Scanno, dalla caratteristica forma a cuore, e quelle del mare, che raccontano l´antico lavoro del pescatore.

La quotidiana battaglia tra l´uomo e le acque ha i suoi monumenti celebrativi sparsi lungo il tratto costiero meridionale: i trabocchi, piattaforme in legno che dall´arenile, come dita sottili ma forti, si allungano fino al primissimo tratto di mare. Da quella posizione sopraelevata, più sicura e comoda per pescare, gli uomini, fin dal 1200, calavano le reti in cerca di nutrimento e ricchezza.

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