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Non c´è casa, in tutto l´Abruzzo, che non abbia in bella mostra in cucina una “chitarra”. No, non quella per suonare motivi folcloristici, ma per produrre artigianalmente i celeberrimi “maccheroni alla chitarra”, che devono il loro nome al telaio di legno con sottili fili d´acciaio (che ricorda lo strumento) che serve per ritagliarli dall´impasto. E Fara San Martino, il paese che sorge ai piedi del versante orientale della Majella, può vantare il diritto di essere una delle capitali mondiali della pasta: la purezza delle acque che sgorgano dalla montagna e l´ottimo grano duro delle colline hanno favorito da secoli il sorgere di un´industria specializzata nella preparazione di ottime paste secche che hanno saputo conquistare i buongustai di tutto il mondo.
Oltre la pasta, l´Abruzzo è terra di grandi sapori: dalle radici contadine e pastorali della propria tradizione, la cucina abruzzese sa essere insieme povera e nobile, mediterranea negli ingredienti e sontuosa nei sapori. Tra i primi più tipici c´è la Virtù, piatto tipico del teramano. Anche i secondi non sono da meno, preparati per lo più con carne d´agnello e di castrato all´interno o con il pesce dall´Adriatico. Il trionfo prosegue con i formaggi, i salumi, come la ventricina, profumatissima e spalmabile sul pane, e i vini tipici. Da menzionare anche l´aglio rosso di Sulmona, che nasce e si riproduce esclusivamente nella conca di Sulmona e Valle Peligna, dove viene coltivato da secoli. Notevole l´olio extravergine, che a Loreto Aprutino ha un museo dedicato. Un altro primato mondiale è quello detenuto dallo zafferano, viene coltivato sull´altopiano di Navelli, tra i massicci del Gran Sasso e del Sirente: è considerato unanimemente il migliore al mondo.
E per finire, i dolci: dalla “cicerchiata”, una ciambella formata da palline di pasta fritta amalgamate con canditi e miele, ai celebrati confetti di Sulmona.