Home » In primo piano » Le sette vie d'Abruzzo » La via degli animali selvatici
L´Abruzzo è anche terra di incontri straordinari, sorprendenti. Come quello con l´orso bruno marsicano. Anche se molti pensano il contrario, l´orso, per sua natura, è un animale schivo e timido con abitudini prevalentemente notturne o crepuscolari che fugge alla presenza dell´uomo. Sopravvive in circa 100 esemplari entro i confini del parco nazionale. Va in letargo da dicembre a marzo, ma nel resto dell´anno è facile vederlo nelle radure mentre pascola mangiando fragole, mele selvatiche, lamponi e uvaspina, che sono la base fondamentale della sua dieta. Ma nella regione, e soltanto qui, sono presenti altri animali un tempo sparsi su tutto l´Appennino che in questa parte del territorio hanno trovato i rifugi naturali per evitare l´estinzione.
Questo grazie alle molte aree protette e soprattutto ai collegamenti (i cosiddetti “corridoi biologici”) tra le varie aree, che consentono di offrire un territorio perfetto alle specie molto mobili, che hanno bisogno di grandi spostamenti, fino a cento chilometri in pochi giorni. Casi tipici in questo senso sono il lupo, il camoscio e la lince, felino che per vivere ha bisogno di uno spazio di enorme estensione: ha infatti la capacità di muoversi su una superficie di oltre 400 chilometri quadrati. Tra gli altri animali a rischio estinzione che vivono nei parchi dell´Abruzzo, che coprono un terzo del territorio, il posto d'onore spetta all'aquila reale, che ha dato il nome al capoluogo della regione, L´Aquila appunto. Presente con tre coppie è di facile avvistamento mentre vola alta alla ricerca di prede.
Anche il grifone è stato recentemente reintrodotto con successo nel parco del Sirente-Velino. Insomma, una fauna da riscoprire in tutta sicurezza grazie anche alle guardie-parco e ai forestali che vegliano discretamente sull´incolumità degli uomini e degli animali.