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Valle Peligna: terra d'arte e di spiritualità

Un itinerario denso di valori storico-artistici nella Valle Peligna, territorio nel quale la spiritualità convive da sempre con il pragmatismo imprenditoriale. A pochi chilometri da Sulmona potrete visitare l'eremo di Sant'Onofrio, per procedere quindi per Pacentro e raggiungere, transitando per l'altopiano delle Cinque Miglia, il pittoresco centro di Pescocostanzo.

189 Voti | Media: 4 su 5

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  • Lunghezza: 61.8 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto

Autore: Walter Cavalieri

Un comodo percorso autostradale vi consentirà di raggiungere dall'Aquila la città di Sulmona, “capitale” della Valle Peligna, città di lontanissima origine italica, patria del grande poeta latino Ovidio.
Adagiata nella fertile conca lungo il percorso dei tratturi, conobbe il periodo più fecondo sotto gli imperatori Svevi, come testimonia il maestoso acquedotto medievale che con le sue arcate delimita tuttora la grande Piazza Garibaldi. Caratterizzata dal notevole fervore culturale, artistico e produttivo, famosa per la produzione dei confetti, Sulmona è nota come città d’arte, ricca di pregevoli monumenti e palazzi gentilizi. Da visitare l'intero centro storico e in particolare la Cattedrale e il complesso monumentale della SS. Annunziata.

Sulle pendici rocciose del Monte Morrone che sovrastano la Valle Peligna, spicca a 620 metri l'eremo di Sant'Onofrio, il più famoso d'Abruzzo avendo ospitato il solitario eremitaggio di Pietro Angelerio. Il ripido sentiero roccioso che porta all'eremo fu percorso nel 1294 dalla delegazione che annunciò al mistico fra'  Pietro la sua elezione a Papa col nome di Celestino V, una delle figure più importanti e controverse della Chiesa medioevale, identificato da molti studiosi come il Papa “del gran rifiuto” dantesco. Alla base dello strapiombo su cui si affaccia l'eremo sorge il tempio di Ercole Curino, di origine italico-romana.

Ai piedi del Monte Morrone e a guardia dell'ingresso della Valle Peligna, potrete visitare il raccolto borgo medievale fortificato di Pacentro, dominato dalle tre torri quadrate del castello Cantelmo (o Caldora). Da ammirare i palazzi signorili e  la parrocchia di Santa Maria Maggiore o della Misericordia.

Salendo verso l'altopiano delle Cinque Miglia, a 1.400m s.l.m., incontrerete il delizioso centro montano di Pescocostanzo con il suo eccezionale patrimonio di monumenti e palazzi rinascimentali e barocchi. Da non perdere la Collegiata, dedicata a Santa Maria del Colle di origine duecentesca, con i suoi due portali e le cinque navate con soffitti a cassettoni.
Da tempi immemorabili luogo di transito di pastori transumanti, Pescocostanzo ha goduto per secoli di una costante crescita demografica, economica e culturale. Nel XVI secolo i maggiorenti del paese commissionarono molti lavori edilizi ad una valente comunità di mastri lombardi, le cui donne introdussero in paese anche l'arte del merletto a tombolo, che si andò ad aggiungere ad una raffinata attività orafa.

Da Sulmona a Pescocostanzo

  • Lunghezza: 61.8 km

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km 7.8

Sulmona

42.047 N - 13.926 E

Sulmona è un comune della provincia dell'Aquila di circa 25 mila abitanti, a 400 metri sul livello del mare.

Sorge ai piedi del Monte Morrone, simbolo del percorso spirituale di Celestino V, ed è percorsa dai fiumi Gizio e Vella. Gli scrittori dell'antichità concordano sull'origine del nome Sulmona, ricollegabile alla distruzione di Troia. Per Ovidio e Silio Italico, infatti, il nome della città deriverebbe da Solimo Frigio, uno dei compagni di Enea.

E' proprio Publio Ovidio Nasone, probabilmente, il personaggio più illustre nato in città insieme a Papa Innocenzo VII.

Nel 1706 Sulmona è stata distrutta da un terribile terremoto che ha ucciso oltre un quarto della popolazione e danneggiato gran parte della città.

Caratteristica di Sulmona è la lavorazione dei confetti iniziata alla fine del secolo XV e l'arte dell'oreficeria del '300-'400.

Suggestiva la Cattedrale di San Panfilo, eretta nell'VIII secolo sui resti di un tempio pagano, la Villa Comunale con il Palazzo Vescovile del Settecento e l'acquedotto medievale. Molto prestigiose, fra le altre, anche la chiesa di Santa Maria della Tomba e San Francesco della Scarpa decorato da un bellissimo portale romanico.

Nel periodo fra Luglio e Agosto, Sulmona ospita la Giostra Cavalleresca, antica battaglia di cavalieri.

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km 10.4

Eremo di Sant'Onofrio

42.089 N - 13.936 E

All’eremo di Sant'Onofrio, incastonato tra le rocce dell'omonimo monte nei pressi di Sulmona, si arriva tramite un impervio sentiero che parte dal piazzale della Badia Morronese.

Fu costruito nel 1290 per volontà di Pietro Angeleri, poi papa Celestino V, che vi soggiornò in eremitaggio per circa un anno, dal 1293 fino alla sua elezione a pontefice a L'Aquila.

Più volte rimaneggiato nel tempo, l’eremo conserva il suo aspetto originario.Comprende una serie di cellette per gli eremiti e un oratorio coperto da magnifici affreschi del Duecento, realizzati dal Maestro Gentile da Sulmona che presentano, tra l’altro, Celestino con la palma del martirio. Il luogo più suggestivo è la sottostante grotta chiusa da un muro che le conferisce l’aspetto di chiesa, lucida per l’antico rito della strophinatio ed in cui si raccoglie in un incavo acqua miracolosa.

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km 31.9

Pacentro

42.052 N - 13.992 E

Piccolo comune situato tra il Monte Morrone e la Valle Peligna. Sormontato dal Castello dei Caldora (risalente al X secolo), che insieme ai castelli di Pettorano, Introdacqua, Anversa, Bugnara, Popoli e Roccacasale era parte del sistema difensivo della Valle Peligna.

Passeggiando nel centro storico si possono ammirare preziose chiese quali la Chiesa Madre (XI secolo) e San Marcello, fondata nel 1407 e diversi palazzi signorili: Palazzo Tonno, Palazzo La Rocca (che ospita il municipio), Palazzo Avolio e Palazzo Massa, Palazzo Granata, Palazzo Simone.

Ogni anno nel mese di settembre si svolge la "corsa degli Zingari", gara podistica a piedi scalzi, legata alla Santa Casa di Loreto; la manifestazione mescola aspetti religiosi ed aspetti liaico-pagani e richiama migliaia di turisti. Pacentro è stato inserito tra i Borghi più belli d'Italia.

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km 11.7

Altopiano delle Cinque Miglia

41.893 N - 13.995 E

La suggestiva piana, immersa nel Parco Nazionale d'Abruzzo (a quota 1200 metri), si estende da nord-ovest a sud-est per nove chilometri, corrispondenti alle cinque antiche miglia dalle quali prende il nome.

Testimoni della sua antica storia le numerose tracce tra le quali quelle del villaggio medievale a Casale San Nicola e la chiesa della Madonna del Carmine, costruita nel Trecento, così come il tratturo che collega Celano con Foggia.

E' sede di numerose mete naturali e turistiche, ad esempio Roccaraso e Rivisondoli, rappresentano complessivamente un'area sciistica di rilievo nell'Appennino, e un punto di riferimento sportivo per tutto il Centro-Sud d'Italia.

Roccaraso, stazione sciistica conosciuta sin dall'inizio del '900 è situata tra due aree protette dei Parchi Nazionali, quello d'Abruzzo e quello della Majella ed offre modernissimi impianti tra le località di Aremogna e Montepratello.

Rivisondoli, affacciata a oriente, presenta tutt'oggi l'aspetto urbanistico originario reticolare, immersa nello scenario naturalistico montano ed è sede del più antico e rinomato presepe vivente italiano.

Pescocostanzo, uno dei borghi più belli ad “alta quota” è ricca di un patrimonio architettonico rinascimentale e barocco, sia civile che religioso e di una vasta scelta di prodotti di fine artigianato: oreficeria in filigrana, merletti a tombolo, ferro battuto e legno intagliato. È inoltre ben servito da strutture ricettive invernali ed estive.

Nel vasto comprensorio si evidenziano anche Pescasseroli e Opi, sede di ritrovo di numerosi turisti e visitatori del Parco Nazionale d'Abruzzo.

L'Altopiano offre uno spettacolo naturalistico di grande pregio, specialmente nel periodo estivo, è infatti facilmente percorribile grazie ai numerosi sentieri intervallati da piazzole di sosta. Sono frequenti gli avvistamenti della fauna locale. È infatti riserva naturale di orsi, lupi, cervi, scoiattoli e volpi. Nella piana in inverno è possibile praticare lo sci di fondo.

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Pescocostanzo

41.889 N - 14.064 E

Tra la Maiella e l’alta valle del Sangro sorge Pescocostanzo, insediamento romano del III secolo d.c., sviluppatosi intorno all'anno Mille, come testimonia un'incisione datata 1066 riportata su una delle formelle della porta bronzea della Basilica di Montecassino.

Nel 1456 viene distrutto dal terremoto e l'evento ne determina una profonda mutazione socio-culturale. Viene ricostruito l'intero impianto urbanistico e le risorse legate alla pastorizia favoriscono l'affluenza di una delegazione delle maestranze lombarde. L'arrivo della maestranza apporta raffinate tecniche di lavorazione della pietra, dei marmi, del ferro battuto, del legno. Nel 1774 il comune diviene autonomo e si fregia del titolo di "Universitas Sui Domina" (Comunità padrona di sé), motto tutt'ora presente nel suo stemma. La floridezza storica della piccola comunità nata sulla roccia, si ritrova nelle bellissime architetture del centro, tra le quali spicca la notevole Collegiata di Santa Maria Assunta, oggi basilica, dedicata a Santa Maria del Colle. Dai suoi splendidi portali, uno romanico e uno rinascimentale, si accede alle cinque navate, di cui la centrale è ad opera dell'architetto Carlo Sabatini, rivestite da arredi sacri.

Il prezioso soffitto a cassettoni del XVII secolo è impreziosito da numerose tele di pregio, tra cui opere di Giovannangelo Buco ed altre di origine imprecisata, probabilmente Scuola dello Spagnoletto e di Salvador Rosa. L'altare ospita uno dei rari esemplari di arte lignea medievale d'Abruzzo, la Madonna del Colle, realizzata in legno policromo.

Dalla stazione ferroviaria si accede al centro percorrendo un lungo viale costeggiato da giardini e si arriva quasi subito alla barocca Chiesa di Gesù e Maria (1611) e all’annesso Convento dei francescani. Sulla stessa scalinata della Collegiata si affaccia Santa Maria del Suffragio dei Morti e spostandosi si accede ai numerosi palazzi e palazzetti settecenteschi.

Ne fu cittadino l'illustre matematico e filosofo kantiano Ottavio Colecchi.

È possibile godere anche delle risorse sciistiche e dei percorsi naturali nel territorio della Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia.