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Sulle tracce dell'antico Abruzzo

Terra di fieri popoli italici, l'Abruzzo è ricco di resti di antichi insediamenti abitativi, necropoli, cinte murarie. Tra i numerosi siti archeologici di età pre-romana e romana, ne suggeriamo alcuni visitabili nell'arco di una sola giornata.

222 Voti | Media: 3.5 su 5

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  • Lunghezza: 85.1 km
  • Tappe: 2
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto

Autore: Walter Cavalieri

Per secoli l'antico Abruzzo fu conteso da un gran numero di popoli italici (Marsi, Equi, Vestini, Peligni, Sanniti, Piceni, Marrucini, Frentani). Nel IV secolo a.C., però, i potenti vicini Romani vi penetrarono da conquistatori fondandovi numerose colonie.
Verificata a loro spese la tenacia dei guerrieri “abruzzesi”, i romani vollero inserirli nelle loro legioni, senza però estendere loro i diritti di cittadinanza. Per acquisire questi diritti, nel 91 a.C., i Sanniti promossero la costituzione a Corfinio di una lega italica nell'ambito della quale fu usata per la prima volta la parola “Italia”. Dopo essere stati sconfitti, questi popoli furono assorbiti definitivamente da Roma.

Il percorso inizia a 9 Km dall'Aquila dai resti di Amiternum. Antica città sabina conquistata dai Romani nel 293 a.C., Amiternum prende il nome dal vicino fiume Aterno. Essa era posta in corrispondenza di un importante snodo stradale nel quale confluivano l'antica via Cecilia (verso Teramo), la via Claudia Nova (verso l'altopiano di Navelli) e la via Salaria (verso Roma). La città, patria dello storico Sallustio e forse di Ponzio Pilato, arrivò a contare decine di migliaia di abitanti, come testimoniano un teatro augusteo dall'acustica perfetta e un anfiteatro dalle murature in laterizio capace di contenere 6.000 spettatori.

Su un colle che domina Amiternum, potete visitare il centro di San Vittorino. Qui, nel sottosuolo della chiesa romanica di San Michele Arcangelo, sono visibili le più belle catacombe paleocristiane d'Abruzzo: una necropoli fatta di tombe scavate nella roccia nelle quali sono conservate, fra le altre, anche le spoglie dello stesso San Vittorino, martirizzato sulla via Salaria.

Lasciata la zona di Amiternum, potete raggiungere - mediante un agevole percorso autostradale - le rovine di Alba Fucens, antica città italica conquistata nel 303 a.C. dai Romani che ne fecero la loro più importante e fedele colonia d'Abruzzo. Le sue rovine monumentali (le terme, l'anfiteatro e soprattutto le mura esterne, costruite con massi poligonali) sono ottimamente conservate.

Procedendo infine verso Luco dei Marsi potete imbattervi nei resti del grande Tempio di Angitia (una divinità dai poteri magici, capace di incantare i serpenti e di impiegare ogni sorta di erba medicinale per scopi curativi e taumaturgici) eretto sulle sponde di quello che era una volta il lago Fucino (poi scomparso con i lavori di bonifica).
Per concludere, potete percorrere le sponde dell'antico lago Fucino, il cui prosciugamento, concluso dal principe Alessandro Torlonia nel 1878, fu avviato già in epoca romana (tra il 42 e il 51 d.C.) dall'imperatore Claudio.

Da Amiternum alle Catacombe di San Vittorino

  • Lunghezza: 2.1 km

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km 2.1

Amiternum (teatro e anfiteatro)

42.401 N - 13.306 E

La storia millenaria della Regione Abruzzo e del suo capoluogo ha fatto sì che molte siano oggi le testimonianze di epoca preromana o romana, come nel caso delle rovine dell’antica città Amiternum a circa 9 chilometri dall’Aquila, nella frazione di San Vittorino, lungo la statale 80 che conduce ad Amatrice.

L’area, abitata inizialmente dal popolo dei Sabini, viene conquistata dai romani nel 290 a.C., divenendo un centro fiorente e sviluppato. Rimangono oggi tracce delle terme e di un acquedotto, ma soprattutto sono ben visibili la cavea del Teatro d’epoca augustea e, a poche centinaia di metri, il perimetro pressoché intatto dell’Anfiteatro, costruito intorno alla metà del I secolo d.C.

Imponenti e monumentali, gli edifici nascono per ospitare notevoli masse di persone; il teatro, dal diametro di circa 80 metri, poteva contenere oltre 2000 spettatori, mentre l’anfteatro – le cui 48 arcate rimangono ben conservate – aveva fino a 6000 posti.

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km 57.3

Catacombe di San Vittorino

42.397 N - 13.315 E

Lungo la S.S.80 che da L’Aquila porta ad Amatrice, risalendo verso il Borgo di San Vittorino, si trova la chiesa romanica di San Michele, sorta sulle catacombe di San Vittorino, che conservano la tomba del martire cristiano.

La storia di questo complesso ecclesiale affonda le proprie radici nell’epoca romana; il cimitero sotterraneo è composto di diversi ambienti. La sala che accoglie la tomba del Santo è caratterizzata dal monumento voluto – come testimonia l’iscrizione in marmo – dal vescovo Quodvultdeus nel V secolo. Negli altri ambienti delle catacombe, tutti comunicanti l’uno con l’altro, sono invece state ritrovate le spoglie di cristiani che chiesero di essere seppelliti accanto al Santo.

La basilica sovrastante, a pianta longitudinale, sorge intorno al 763, prima dedicata a San Vittorino, poi a San Michele Arcangelo e infine nel 1170 di nuovo consacrata a San Vittorino.

Dalle Catacombe di San Vittorino alla Piana del Fucino

  • Lunghezza: 83.0 km

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km 57.3

Catacombe di San Vittorino

42.397 N - 13.315 E

Lungo la S.S.80 che da L’Aquila porta ad Amatrice, risalendo verso il Borgo di San Vittorino, si trova la chiesa romanica di San Michele, sorta sulle catacombe di San Vittorino, che conservano la tomba del martire cristiano.

La storia di questo complesso ecclesiale affonda le proprie radici nell’epoca romana; il cimitero sotterraneo è composto di diversi ambienti. La sala che accoglie la tomba del Santo è caratterizzata dal monumento voluto – come testimonia l’iscrizione in marmo – dal vescovo Quodvultdeus nel V secolo. Negli altri ambienti delle catacombe, tutti comunicanti l’uno con l’altro, sono invece state ritrovate le spoglie di cristiani che chiesero di essere seppelliti accanto al Santo.

La basilica sovrastante, a pianta longitudinale, sorge intorno al 763, prima dedicata a San Vittorino, poi a San Michele Arcangelo e infine nel 1170 di nuovo consacrata a San Vittorino.

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km 15.5

Alba Fucens

42.080 N - 13.412 E

Ai piedi del Monte Velino nei pressi di Avezzano (AQ), nel comune di Massa d’Alba, si trovano i resti di Alba Fucens, importante città romana, costruita nel 303 a.C.

La città doveva il suo nome alla particolare posizione, dalla quale era possibile vedere l’alba sul Lago del Fucino, secoli e secoli prima del suo prosciugamento, avvenuto nel 1876.

Molti gli edifici pubblici che caratterizzavano Alba Fucens: le mura fortificate con quattro porte di accesso, il mercato, le terme, l’anfiteatro che ospitava – come testimoniano le iscrizioni – spettacoli di gladiatori. Le fortificazioni, in particolare, risultano molto ben conservate, mentre – grazie ai resti di altri edifici - è tuttora possibile individuare il percorso delle strade e la struttura urbanistica, tipicamente romana, con decumani e cardi perpendicolari tra loro a formare una divisione regolare e scandita del territorio cittadino. Sul colle che ad ovest domina i resti dell’anfiteatro c’era un tempio dedicato ad Apollo, lì dove è stata poi eretta nel XII secolo la chiesa di S.Pietro, da segnalare per i mosaici cosmateschi.

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km 10.2

Tempio di Angitia

41.971 N - 13.460 E

Lucus Angitiae, conosciuto anche più semplicemente come Angizia, è un sito archeologico nei pressi della Conca del Fucino e del paese di Luco dei Marsi (L’Aquila).

L’antica Lucus Angitiae era una vera e propria città-santuario in onore della dea Angitia, dove – secondo le leggende del luogo – gli abitanti preparavano antidoti contro i serpenti. Rimangono, ben conservati, resti delle strutture fortificate della città e del santuario della dea. Nella stessa zona si segnala anche la chiesa di Santa Maria Maria delle Grazie (secolo XIII).

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Piana del Fucino

42.008 N - 13.532 E

Il Fucino è un altopiano situato tra i 650 ed i 680 mslm nell'area della Marsica ed è compreso tra Vallelonga ed il massiccio montuoso del Sirente-Velino. L'altopiano deve il suo nome al preesistente omonimo lago che più volte nei secoli fu oggetto di prosciugamenti in modo da poterne sfruttare il fertile terreno circostante.

Dapprima i Romani a partire da Cesare fino a giungere a Tiberio Adriano ed infine, in epoca medievale con Federico II, tentarono l'impresa, rivelatasi però fallimentare o temporanea. Nella seconda metà del IXX secolo fu il Marchese e Principe Alessandro Torlonia a riuscire nell'impresa di bonifica. Il nome Fucino deriva dalla presenza nel lago di un organismo acquatico di un colore rosso simile a quello presente nel forno, fucìna, utilizzato dai fabbri ferrai.

Oggi sul perimetro del Fucino sorgono diversi paesi quali: Trasacco, Luco dei Marsi, Avezzano, Celano, Aielli, Pescina, Cerchio, Ortucchio, San Benedetto e Gioia dei Marsi.