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Dopo la disgregazione dei sistemi cittadini dovuta alle vicende dell'alto-medioevo, la residenza e l'economia si riorganizzano intorno ai centri fortificati, dai quali potenti famiglie feudali svolgono l'importante funzione di sorveglianza del percorso tratturale aquilano.
Autore: Walter Cavalieri
Perché uomini d'armi di mezza Europa lasciarono – come narra Manzoni – i loro “dolci castelli” per trasferirsi in queste fredde e inospitali contrade? Per avere una risposta basta immaginare cosa vedreste affacciandovi dalle mura merlate dei numerosi castelli fortificati sorti sul territorio abruzzese in epoca feudale e rinascimentale : una distesa di terre coltivabili, boschi, corsi fluviali e un flusso periodico di oltre 30.000 pastori transumanti e circa 3 milioni di pecore.
Collocati all'interno di strutture urbane o in posizioni strategiche, quei castelli assicuravano il controllo e la difesa del territorio e vigilavano sul grande “business” della lana e della transumanza: non a caso tutti questi centri montani furono dominati prima dai Piccolomini e poi dai Medici.
Un affascinante percorso di un giorno lungo i centri montani di Santo Stefano di Sessanio, Rocca Calascio, Castelvecchio Calvisio e Capestrano.
Il borgo di Santo Stefano di Sessanio, costituito da un sistema urbano fortificato risalente ai primi anni del XV secolo, è dominato dall'imponente torre medicea a pianta circolare (oggi parzialmente danneggiata dal terremoto). A testimonianza del notevole influsso artistico della nobiltà fiorentina potete vedere case con bifore e loggiati rinascimentali. Da segnalare la chiesa parrocchiale ed il Santuario della Madonna delle Grazie.
La vicina Rocca Calascio è costituita dal borgo alto-medievale disabitato e dal castello più elevato dell'Appennino (quota 1.460 metri). La torre a pianta circolare si erge fino a un'altezza di 1520 m. consentendo la vista del versante sud del Gran Sasso d'Italia, dei monti Sirente e Velino, e della piana di Navelli. E' noto che una serie di segnalazioni ottiche (falò, specchi, ecc) permetteva di comunicare con altri punti di osservazione disseminati nel territorio, fino alla costa adriatica. Da visitare, nei pressi della rocca, la rinascimentale cappella ottagonale di Santa Maria della Pietà.
Antichissimo pagus vestino-romano attraversato nell'antichità dalla via Claudia Nova e caratterizzato dal tipico impianto cardo-decumanico, Castelvecchio Calvisio si affaccia sulla splendida valle del Tirino. Durante il Medioevo le sue strade ortogonali furono quasi completamente ricoperte da volte ed archi. Interessanti la chiesa parrocchiale e la chiesa di San Cipriano, costruita sul sito dove sorgeva anticamente il castello di San Lorenzo (VIII secolo).
Nella cittadina di Capestrano trovate il ben conservato castello, appartenuto fra gli altri a Margherita d'Austria, il convento e la chiesa di San Giovanni da Capestrano, del tardo quattrocento, con affreschi dell’epoca.
km 8.6
42.344 N - 13.643 E
Santo Stefano di Sessanio è un comune di circa 120 abitanti, a 1250 metri sul livello del mare. Il paese è inserito nella Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli ed è tra i Borghi più belli d'Italia.
L'origine del nome deriverebbe da Sextantio, piccolo insediamento romano situato nei pressi dell'attuale abitato, probabilmente distante sei miglia da un più importante villaggio romano. Dopo il 1300 diviene borgo fortificato ed entra a far parte della Baronia di Carapelle, con funzione di controllo. E' invece della seconda metà del '500 l'influsso mediceo sotto il governo di Francesco de' Medici Granduca di Toscana, che contribuirà all'eccezionale sviluppo di Santo Stefano.
Si presenta arroccato su di una sommità con le sue antiche case e palazzi rinascimentali, dominati dalla Torre Medicea a pianta circolare e con merlature, ma danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009.
Da segnalare la chiesa parrocchiale di Santo Stefano del XV secolo e, nei pressi di un laghetto, il Santuario della Madonna delle Grazie.
Nelle vie del Borgo, tra antiche case, si possono ammirare bifore e loggiati rinascimentali a testimonianza del notevole influsso artistico dei nobili signori fiorentini. Dal 2004, in seguito ad un'attenta opera di restauro e ristrutturazione, il borgo è sede di un albergo diffuso.
km 0.2
42.328 N - 13.691 E
E’ una tra le più alte Rocche d’Europa.
Tra le costruzioni a tipologia difensiva è senza dubbio tra le più importanti e più suggestive. Datata tra l’XI ed il XIV secolo sorse inizialmente come torre d’avvistamento con un ingresso centrale; le torri del perimetro, di forma cilindrica, furono successive e si collocano tra il XV ed il XVI secolo. Un sapiente ed opportuno restauro ha restituito la Rocca al suo antico splendore.
km 9.5
42.329 N - 13.689 E
Eretta tra la fine del secolo XVI e l'inizio del XVII dalla popolazione di Calascio e Santo Stefano di Sessanio, la chiesa nasce per rendere omaggio alla vittoria nello scontro leggendario avvenuto tra la popolazione locale ed una banda di briganti. Le linee geometriche rinascimentali lasciano spazio alla pianta ottagonale sovrastata da una cupola ad otto spicchi. L'austera chiesa sorge a strapiombo sulla Piana di Navelli e a ridosso dell'antico borgo di Rocca Calascio.
Ogni anno nel mese di maggio è punto di incontro nel percorso devozionale delle Tre Madonne Sorelle, insieme alla Madonna delle Grazie di Castel del Monte e alla Madonna di Roio.
La chiesa immersa nel verde ospita nelle cavità architettoniche i nidi del Gracchio Corallino, uccello appartenente alla famiglia dei corvidi.
km 13.7
42.311 N - 13.688 E
Castelvecchio Calvisio è un comune di poco meno di duecento abitanti, in provincia dell'Aquila. Fa parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli ed è situato a 1071 mslm.
Il paese presenta intatta la struttura del borgo medievale chiuso da case mura con bastioni: l'interno è costituito da una strada principale ed altri vicoli particolarmente stretti. Al borgo si accede da un'antica porta nei pressi del Palazzo del Capitano. Suggestive la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e la chiesa di San Cipriano.
42.269 N - 13.766 E
Capestrano è un comune di quasi mille abitanti nella provincia dell'Aquila, situato a 465 mslm. Fa parte della Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli e dista 43 Km dal capoluogo.
E' immerso nella suggestiva valle del Tirino. Capestrano è costituito da cinque frazioni: Capodacqua, Forza di Penne, San Pelagia e Scarafano.
Il paese viene edificato dall'antica “Aufinum”, ne rimane come importante testimonianza il ritrovamento del Guerriero italico di Capestrano, statua funeraria del VI secolo a.C. Il Guerriero è una scultura calcarea che raffigura un combattente dei Piceni ed è custodito a Chieti nel Museo archeologico nazionale d'Abruzzo.
Simbolo del paese è il castello Piccolomini a pianta triangolare, attualmente usato come sede del municipio. Da segnalare la parrocchiale di Santa Maria della Pace con interno barocco a tre navate, contenente la tomba del duca Alfonso Piccolomini. Importante il Convento di San Giovanni, fatto costruire dal Santo Giovanni da Capestrano che sorge adiacente alla chiesa.
Poco lontano dal centro, il complesso monastico di San Pietro ad Oratorium di cui attualmente resta solo la chiesa con portale romanico.