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Lungo le piste dell'archeologia

L'Abruzzo Aquilano come meta per chi ama lasciarsi incantare dalle meraviglie dissepolte.

207 Voti | Media: 4.5 su 5

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  • Lunghezza: 73.5 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto

Autore: Errico Centofanti

Mediante le tracce e le testimonianze racchiuse nei resti dei monumenti innalzati dalle civiltà antiche, abbiamo modo di far luce sulle culture che ci hanno preceduto e, dunque, possiamo apprendere preziose nozioni per virtú delle quali ci capita di saper meglio gestire presente e futuro della nostra avventura terrena. Se, in aggiunta, si tien conto delle gratificazioni estetiche e emozionali che essi regalano, allora i reperti archeologici appaiono veramente per quel bene fondamentale di cui nessuna persona civilizzata può fare a meno.
Ora, il trovarsi a un tiro di schioppo da Roma, dove s’offre alla contemplazione del viaggiatore la massima concentrazione universale di splendori archeologici, parrebbe non giovare ai fini d’una qualificazione dell’Abruzzo Aquilano come meta per chi ami lasciarsi incantare dalle meraviglie dissepolte.
Eppure, vastissimo e d’alto pregio è il repertorio di quel che qui il sottosuolo va rilasciando, in primo luogo per quanto riguarda le testimonianze della rigogliosa vitalità fatta fiorire nelle vallate aquilane dalle popolazioni italiche, ben prima del sorgere della potenza romana. Non è d’altra parte trascurabile l’assai consistente lascito di testimonianze tramandato dalle opere romane d’epoca tardo-repubblicana e imperiale.

Le grandiose vestigia di Amiternum, a due passi dal centro dell’Aquila, con il teatro e l’anfiteatro quasi del tutto riportati alla luce, costituiscono il sito archeologico piú antico e meglio noto, nelle cui vicinanze si possono ammirare le suggestive Catacombe di San Vittorino. Non sono da meno le imponenti strutture architettoniche riemerse dalle profondità del plurisecolare sonno di Peltuinum, tra Prata d’Ansidonia e Castelnuovo di San Pio delle Camere.

Straordinariamente importanti, poi, le grandiose necropoli di Bazzano, nella piana subito a Est del centro dell’Aquila, e di Fossa, con i loro suggestivi percorsi attraverso la tantissime sepolture arcaiche, dal cui seno sono affiorati inestimabili gioielli d’oro, avorio e vetri policromi.

Da Amiternum alla necropoli di Bazzano

  • Lunghezza: 73.5 km

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km 2.1

Amiternum (teatro e anfiteatro)

42.401 N - 13.306 E

La storia millenaria della Regione Abruzzo e del suo capoluogo ha fatto sì che molte siano oggi le testimonianze di epoca preromana o romana, come nel caso delle rovine dell’antica città Amiternum a circa 9 chilometri dall’Aquila, nella frazione di San Vittorino, lungo la statale 80 che conduce ad Amatrice.

L’area, abitata inizialmente dal popolo dei Sabini, viene conquistata dai romani nel 290 a.C., divenendo un centro fiorente e sviluppato. Rimangono oggi tracce delle terme e di un acquedotto, ma soprattutto sono ben visibili la cavea del Teatro d’epoca augustea e, a poche centinaia di metri, il perimetro pressoché intatto dell’Anfiteatro, costruito intorno alla metà del I secolo d.C.

Imponenti e monumentali, gli edifici nascono per ospitare notevoli masse di persone; il teatro, dal diametro di circa 80 metri, poteva contenere oltre 2000 spettatori, mentre l’anfteatro – le cui 48 arcate rimangono ben conservate – aveva fino a 6000 posti.

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km 33.2

Catacombe di San Vittorino

42.397 N - 13.315 E

Lungo la S.S.80 che da L’Aquila porta ad Amatrice, risalendo verso il Borgo di San Vittorino, si trova la chiesa romanica di San Michele, sorta sulle catacombe di San Vittorino, che conservano la tomba del martire cristiano.

La storia di questo complesso ecclesiale affonda le proprie radici nell’epoca romana; il cimitero sotterraneo è composto di diversi ambienti. La sala che accoglie la tomba del Santo è caratterizzata dal monumento voluto – come testimonia l’iscrizione in marmo – dal vescovo Quodvultdeus nel V secolo. Negli altri ambienti delle catacombe, tutti comunicanti l’uno con l’altro, sono invece state ritrovate le spoglie di cristiani che chiesero di essere seppelliti accanto al Santo.

La basilica sovrastante, a pianta longitudinale, sorge intorno al 763, prima dedicata a San Vittorino, poi a San Michele Arcangelo e infine nel 1170 di nuovo consacrata a San Vittorino.

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km 2.9

Prata d’Ansidonia

42.279 N - 13.607 E

Prata d'Ansidonia (Comunità Montana Campo Imperatore - Piana di Navelli) è un comune di circa 500 abitanti nella Conca Aquilana.

Mantiene molte caratteristiche medievali; la parrocchiale barocca di San Nicola ha un bellissimo ambone del 1240. Vicino al paese, lungo il percorso dell'antico tratturo, si trova l'area archeologica di Peltuinum mentre, in località Castel Camponeschi, vi sono i resti  dell'omonimo borgo fortificato del XIII secolo.

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km 5.4

Peltuinum

42.286 N - 13.620 E

Tra Prata d'Ansidonia e San Pio delle Camere, Peltuinum rappresenta una delle principali vie di comunicazione dell'epoca romana.

Le importanti rovine infatti, sono disposte lungo un tratturo. Anticamente era attraversata da una grande strada romana, la Claudia Nova e la sua origine sembra risalire alla precedente tribù Quirina. La città romana, distrutta dai Franchi fra il VIII e il IX secolo era dotata anche di un aquedotto. In epoca normanna cambiò il nome in Civita Sedonia, sotto Sedonio e attraversò un periodo di decadenza.

Probabilmente sorta su un antico sito pagano sorge la a chiesa romanica  di San Paolo in Peltuinum, sottoposta a vari interventi di ricostruzione.Rimangono visibili tutt'oggi i resti di un teatro di età augustea, un tempio di Apollo e tratti di mura.

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km 19.2

San Pio delle Camere

42.285 N - 13.659 E

San Pio delle Camere (Comunità Montana Campo Imperatore Piana di Navelli) è un comune di circa 500 abitanti, situato a 830 mslm nell'Altopiano di Navelli. Comprende anche la frazione di Castelnuovo (fortemente distrutta dal sisma dell'aprile 2009).

Il centro ha sicuramente origini medioevali testimoniate dalle tracce dell'antica rocca con struttura a “castellorecinto” e dalle stradine dell'abitato. Nel 1254, contribuisce alla fondazione della città dell'Aquila. Subito dopo è teatro dell'assedio di Braccio da Montone di cui subisce l'occupazione. Nel 1424, durante l'assedio, viene distrutta la parrocchiale di San Pio, che viene ricostruita intorno al '500; da vedere anche la chiesa di San Pietro Celestino a tre navate e la chiesa di Sant'Antonio arricchita dalla cripta ossaria.

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km 3.3

Fossa

42.292 N - 13.488 E

Fossa sorge nella valle Subequana, sulle pendici del monte Ocre, dove si estendeva l'antico abitato di Aveia (acropoli).

Conserva alcuni tratti delle mura, così come resti di abitazioni civili, archi, viadotti e acquedotti. Ha restituito in ottimo stato l'importante testimonianza della necropoli datata VIII-VII secolo. Vi sono infatti visibili tutt'ora i circoli di pietre usati per delimitare i tumuli funerari così come le stesse salme con annessi fibule e corredi.

Successivamente sorgono chiese importanti quali quella dell'Assunta e quella di Santa Maria ad Cryptas (danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009), in stile gotico cistercense, arricchita da cicli di affreschi di scuola benedettina e toscana, risalenti rispettivamente al XIII, al XIV e al XV secolo.

Notevoli anche le case medievali, tra le quali si distacca Palazzo Bonanni. 

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km 7.4

Necropoli Picena

42.311 N - 13.505 E

Fra le migliori testimonianze dell'Abruzzo protostorico, riportata alla luce negli anni Novanta, la Necropoli di Fossa rappresenta un vero gioiello di storia per il territorio aquilano.

La concentrazione maggiore di tali necropoli è rintracciabile nell'area appenninica dell'Italia centrale (Terni, Tivoli, Borgorose, Scurcola, Celano, Fossa, Castelvecchio Subequo, Caporciano, Barisciano, Bazzano) diffusesi anche tra i popoli piceni, etruschi e laziali.

La necropoli di Fossa è localizzata nella zona che corrisponde all'attuale località Casale e si estende lungo il fiume Aterno; appartiene al gruppo delle tombe con circoli di pietre della prima età del Ferro (X- VIII secolo a.C.), rinvenute soprattutto nell'area abruzzese. Le tombe più antiche sono state utilizzate dai Vestini, poi nei secoli successivi anche dai Romani. Il ritrovamento più interessante, almeno degli ultimi dieci anni, fatto all'interno della necropoli di Fossa è sicuramente quello del Letto funerario in osso.

ll letto denota alcune particolarità: le quattro gambe rappresentano il volto di Dioniso incorniciato da animali fantastici alternati ad amorini che cavalcano mostri marini. La presenza di simili oggetti di lusso testimonia il prestigio acquisito dall'area aquilana in epoca romana e chiarisce i rapporti con le più grandi e ricche città del centro Italia in cui essa gravitava. Il ritrovamento del letto è avvenuto nel settembre del 2000. E' stato in seguito restaurato dalla Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo, presso i laboratori del Museo Nazionale della Preistoria d’Abruzzo di Celano (L'Aquila).

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Necropoli di Bazzano

42.338 N - 13.471 E

A circa cinque chilometri dall'Aquila troviamo la piccola frazione di Bazzano.

E' qui che nel 1992 sono stati rinvenuti i primi reperti archeologici di una civiltà da datarsi tra l'VIII ed il I secolo a.C. Sono state portate alla luce finora 1238 tombe alcune delle quali costituite da tumuli con menhir. Tra i ritrovamenti più interessanti la tomba del cosiddetto “Principe di Bazzano” con armi e vasellame in ceramica e in bronzo e un rarissimo pendente in vetro policromo prodotto a Cartagine.

Bazzano, essendo posta lungo vie commerciali, è più aperta ai traffici e ai rapporti internazionali rispetto alle vicine comunità a carattere più indigeno (es. Fossa). A conferma di questa tesi, oltre alla necropoli, è stata portata alla luce una strada di età romana ed un edificio ad essa connesso, probabilmente una stazione di posta (mansio).

Da segnalare nel centro del paese la chiesa romanica di Santa Giusta, gioiello architettonico della zona, gravemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009.