Sito ufficiale del turismo in Italia

Le terre dello zafferano

La ricchezza e lo sviluppo dei borghi dell'aquilano tra zafferano e transumanza.

2005 Voti | Media: 5 su 5

#
  • Lunghezza: 32.1 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto

Autore: Errico Centofanti

Lungo l’antico asse segnato dalla romana Via Claudia Nova e poi dal Tratturo Magno della transumanza tra i pascoli del Gran Sasso e del Tavoliere pugliese, si distende lo straordinario territorio dove da secoli cresce lo Zafferano dell’Aquila, una delle più pregiate varietà in campo mondiale di questa costosissima spezia.
Grazie all’allevamento ovino e alla coltura dello zafferano i borghi di quest’area hanno vissuto stagioni di notevole prosperità, testimoniata dalla magnificenza dei monumenti pervenutici.

Barisciano (Altitudine 940, Abitanti 1830), sorto nel secolo VIII, conserva strutture medioevali, come l’imponente recinto dell’antica fortezza che degrada verso il basso con una serie di terrazzamenti. Meritano particolare attenzione le chiese di San Flaviano e Santa Maria di Valverde, ed alcuni esempi di case-torri e di edifici cinquecenteschi come il palazzo Ximenes.
A ridosso di Prata d’Ansidonia (Altitudine 845, Abitanti 600) trovate il sito archeologico della città vestina di Peltuinum. Nella parrocchiale di San Nicola, riedificata in epoca barocca, è conservato un notevole ambone del 1240. Al di fuori dell’abitato sorge Castel Camponeschi, borgo fortificato databile tra i secoli XIII e XIV.

I resti d’una imponente fortezza medioevale, parzialmente distrutta nel Quattrocento dalle armate di Braccio Fortebraccio da Montone, dominano l’abitato di San Pio delle Camere (Altitudine 830, Abitanti 550). Nella chiesa di San Pietro Celestino, quattro dipinti illustrano episodi della vita del Santo. La frazione Castelnuovo offre un suggestivo esempio di borgo fortificato a forma quadrangolare, ispirato ai modelli romani.

Caporciano (Altitudine 975, Abitanti 300), dalle origini risalenti all’anno Mille, offre imponenti insediamenti fortificati protostorici e le belle chiese medioevali di San Pietro e San Benedetto Abate. Tra le sue bellezze artistiche offre i gioielli della frazione di Bominaco: la stupenda chiesa romanica di Santa Maria Assunta e quella di San Pellegrino interamente rivestito con affreschi del secolo XIII.

All’estremo limitare dell’altopiano dello zafferano sorge Navelli (Altitudine 760, Abitanti 710), che conserva integro l’impianto medioevale e vanta numerose bellezze architettoniche disseminate tra tipiche case-torri e ripide stradine cordonate. Nella frazione Civitaretenga è da vedere la chiesa di San Salvatore, tardo-settecentesca con portale rinascimentale ed elegante interno decorato. Nella piana sottostante, Santa Maria delle Grazie e Santa Maria in Cerulis, due chiese campestri edificate a riparo e conforto dei pastori.

Da Barisciano a Navelli

  • Lunghezza: 32.1 km

#

km 6.8

Barisciano

42.325 N - 13.592 E

Barisciano (Parco del Gran Sasso e Monti della Laga), sorge sulle falde del Monte Selva, affacciato sulla piana di Navelli.

Sorge nell'VIII secolo attorno al nucleo di San Flaviano. Intorno all'anno mille ne vengono costituiti i quattro quartieri (Capo di Serra, Macchiola, Piedi la Terra e Tricaglio). La sua posizione strategica lo pone al centro di molte rivendicazioni: soffre la tirannia di Braccio da Montone nel 1424 e passa poi ai Caracciolo.

Il centro urbano è caratterizzato dai saliscendi di piccole viuzze scalettate intervallate dalle piazze sulle quali sorgono fonti e chiese.

Da segnalare la chiesa di San Flaviano, a croce latina, con tre navate; la chiesa cinquecentesca di Santa Maria di Valleverde, dal cui portale si accede alle sculture della scuola dell'Ariscola e di Silvestro dall'Aquila. Da vedere anche la chiesa Santa Maria di Capo di Serra, la Fonte Grande, la Santissima Trinità e le grotte dette “locce”.

#

km 2.9

Prata d’Ansidonia

42.279 N - 13.607 E

Prata d'Ansidonia (Comunità Montana Campo Imperatore - Piana di Navelli) è un comune di circa 500 abitanti nella Conca Aquilana.

Mantiene molte caratteristiche medievali; la parrocchiale barocca di San Nicola ha un bellissimo ambone del 1240. Vicino al paese, lungo il percorso dell'antico tratturo, si trova l'area archeologica di Peltuinum mentre, in località Castel Camponeschi, vi sono i resti  dell'omonimo borgo fortificato del XIII secolo.

#

km 5.4

Peltuinum

42.286 N - 13.620 E

Tra Prata d'Ansidonia e San Pio delle Camere, Peltuinum rappresenta una delle principali vie di comunicazione dell'epoca romana.

Le importanti rovine infatti, sono disposte lungo un tratturo. Anticamente era attraversata da una grande strada romana, la Claudia Nova e la sua origine sembra risalire alla precedente tribù Quirina. La città romana, distrutta dai Franchi fra il VIII e il IX secolo era dotata anche di un aquedotto. In epoca normanna cambiò il nome in Civita Sedonia, sotto Sedonio e attraversò un periodo di decadenza.

Probabilmente sorta su un antico sito pagano sorge la a chiesa romanica  di San Paolo in Peltuinum, sottoposta a vari interventi di ricostruzione.Rimangono visibili tutt'oggi i resti di un teatro di età augustea, un tempio di Apollo e tratti di mura.

#

km 4.9

San Pio delle Camere

42.285 N - 13.659 E

San Pio delle Camere (Comunità Montana Campo Imperatore Piana di Navelli) è un comune di circa 500 abitanti, situato a 830 mslm nell'Altopiano di Navelli. Comprende anche la frazione di Castelnuovo (fortemente distrutta dal sisma dell'aprile 2009).

Il centro ha sicuramente origini medioevali testimoniate dalle tracce dell'antica rocca con struttura a “castellorecinto” e dalle stradine dell'abitato. Nel 1254, contribuisce alla fondazione della città dell'Aquila. Subito dopo è teatro dell'assedio di Braccio da Montone di cui subisce l'occupazione. Nel 1424, durante l'assedio, viene distrutta la parrocchiale di San Pio, che viene ricostruita intorno al '500; da vedere anche la chiesa di San Pietro Celestino a tre navate e la chiesa di Sant'Antonio arricchita dalla cripta ossaria.

#

km 3.6

Caporciano

42.251 N - 13.675 E

Caporciano (Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli) è un comune di circa 250 abitanti, situato dai 727 ai 1200 mslm. E' stato dichiarato “Città d'arte della regione”.

Caporciano nasce come Borgo Fortificato nel XII secolo immerso nel Regio Tratturo. Della struttura medioevale, da visitare la Torre di punta, edificio principale del borgo fortificato, vari reperti lapidei decorati, le chiese di Santa Maria Assunta e San Pellegrino. Subito fuori dal centro la piccola chiesa di San Pietro in Valle e, nei pressi del paese, il Castello di Bominaco.

Si segnalano inoltre la chiesa chiesa tratturale di Santa Maria de' Centurelli e gli interessanti scavi archeologici che hanno riportato alla luce una Necropoli di quasi tremila anni fa. Nella zona si produce il caratteristico zafferano Aquilano DOP.

#

km 8.5

Bominaco

42.244 N - 13.658 E

Bominaco è una frazione del comune di Caporciano, in provincia dell'Aquila, di circa 50 abitanti, situata a 1000 mslm.

E' un borgo medioevale, caratteristico soprattutto per le chiese di Santa Maria Assunta, San Pellegrino e per il castello. In origine il nome è Momenaco ed appartiene ai benedettini. Nel 1254, contribuisce alla fondazione dell'Aquila. E' teatro dell'assedio di Braccio da Montone e, proprio in seguito a tale evento, il feudatario del tempo, Cipriano di Iacobuccio da Forfona, fa costruire una torre di difesa del tipo dei castelli-recinto.

Santa Maria Assunta e San Pellegrino, invece, costituiscono uno degli esempi artistici più prestigiosi d'Abruzzo e, insieme al castello, formano il monastero dell'antico Momenaco. San Pellegrino si presenta a pianta rettangolare preceduta da un portico a tre arcate frontali e due laterali. L'interno è affrescato con rappresentazioni del Calendario Valvense con i segni utilizzati dai Benedettini. La romanica Santa Maria Assunta, è costruita nella roccia tra  l'XI-XII secolo. Presenta una pianta a tre navate e un colonnato disegnato in maniera diseguale. Adiacente a Santa Maria Assunta sorge un convento di cui rimangono pochissime tracce , tranne un pozzo ancora ben custodito.

#

Navelli

42.238 N - 13.728 E

Navelli (Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli) è un comune di circa 700 abitanti, situato a 760 mslm. Nel 1254, partecipa alla fondazione dell'Aquila.

Il paese conserva le sue origini medioevali all'interno del borgo. Edificato nell'omonima Piana, è conosciuto in quanto località di coltivazione e produzione del cosiddetto Crocus Sativus, conosciuto come il fiore dello zafferano.  Si trova sui percorsi della transumanza, lo spostamento periodico di uomini e greggi dal territorio aquilano verso pascoli più favorevoli durante la stagione invernale.

Da vedere il cinquecentesco palazzo Santucci; la parrocchiale di San Sebastiano; la chiesa della Madonna del Campo; la chiesa del Rosario; la chiesa di Santa Maria in Cerullis.

Navelli vive un appuntamento tradizionale il primo sabato di maggio con la festa della “Panarda” che consiste nella visita, casa per casa, di sette fanciulle che offrono il pane benedetto alla popolazione.