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La conca aquilana

Alle pendici del Gran Sasso e del Sirente un percorso tra antichi insediamenti.

103 Voti | Media: 1 su 5

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  • Lunghezza: 25.5 km
  • Tappe: 1
  • Durata consigliata: 1 Giorno
  • Mezzo consigliato: Auto/Moto

Autore: Errico Centofanti

Immediatamente ai piedi della città dell'Aquila si apre a ventaglio la piana che, digradando verso Sud-Est, lambisce a sinistra le pendici del Gran Sasso e a destra quelle del Sirente.
Lungo il tratto iniziale dell’asse di collegamento stradale tra L’Aquila e Pescara incontrate Poggio Picenze (Altitudine 755, Abitanti 960), apprezzata base di turismo ippico che nei secoli scorsi sfornò dalle sue cave di pregiata pietra bianca la principale materia prima per le costruzioni aquilane.

Sulle pendici del monte Ocre è incassata Fossa (Altitudine 645, Abitanti 630), un vero e proprio gioiello in fatto di bellezze artistiche, tra le quali la chiesa dell’Assunta, Palazzo Bonanni e sopra tutto Santa Maria ad Cryptas, magnifica chiesa costruita nel sec. XIII in stile normanno-gotico, ricca di preziosi affreschi. Di notevole importanza la necropoli, datata ai secoli VIII-VII a. C., ricca di corredi funerari sopravvissuti al tempo e agli scavi clandestini.

A breve distanza, Ocre (Altitudine 850, Abitanti 1020) con lo spettacolare “borgo murato” di San Panfilo, complesso fortificato del sec. XIV, l’abbazia cistercense di Santo Spirito, fondata nel 1222 e ricca di affreschi del tardo Duecento e del Cinquecento, il convento di Sant’Angelo, di origine duecentesca, virtuosisticamente arroccato su un’imponente rupe.

Su un colle ai piedi del Monte Cerro, dominato dai ruderi di una fortezza medioevale, sorge Sant’Eusanio Forconese (Altitudine 590, Abitanti 460), con  la chiesa della Madonna del Castello e la parrocchiale di Sant’Eusanio, d’epoca alto-medioevale, con elementi romanici e una singolare cripta intorno alla quale è fiorita una ridda di suggestive leggende.

A San Demetrio (Altitudine 660, Abitanti 1600), principale centro della zona, potete ammirare numerosi edifici monumentali, tra i quali la parrocchiale barocca di San Demetrio e l’ottocentesca Santa Maria dei Raccomandati, ove si conservano bei dipinti. Di gran richiamo le suggestive Grotte di Stiffe, percorse da un torrente sotterraneo che forma una serie di laghetti e cascate, con scenografiche stalattiti e stalagmiti. Prima di rientrare all’Aquila, merita una visita Villa Sant’Angelo (Altitudine 570, Abitanti 460), piccolo ma delizioso borgo d’origine medioevale che, nonostante la grave ferita inferta dal terremoto del 6 Aprile 2009, ha molto da offrire nell’abitato e negli affascinanti dintorni.

Da Poggio Picenze a Villa Sant'Angelo

  • Lunghezza: 25.5 km

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km 6.7

Poggio Picenze

42.322 N - 13.542 E

Poggio Picenze (Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli) è un comune di circa 1000 abitanti. Nel 1254, partecipa alla fondazione dell'Aquila edificando parte del quartiere di Santa Maria Paganica.

Distrutto dal terremoto del 1762, dell'antico borgo rimangono solo i ruderi delle mura di cinta, una casa medioevale con la facciata in pietra e una bifora che rimanda alle botteghe aquilane del Quattrocento, le cosiddette “Cancelle”.

Da segnalare la parrocchiale di San Felice Martire (custodisce una scultura cinquecentesca della Madonna col Bambino in terracotta policroma, conservata nel Museo Nazionale d'Abruzzo); la chiesa di San Giuliano; la chiesa della Visitazione, con facciata in stile romanico; il reliquiario di San Felice e la croce processionale cinquecentesca. L'attività principale è l'estrazione e la lavorazione di pietra bianca, largamente utilizzata nelle costruzioni aquilane.

Il paese subisce gravissimi danni anche nel sisma del 6 aprile 2009.

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km 0.6

Fossa

42.292 N - 13.488 E

Fossa sorge nella valle Subequana, sulle pendici del monte Ocre, dove si estendeva l'antico abitato di Aveia (acropoli).

Conserva alcuni tratti delle mura, così come resti di abitazioni civili, archi, viadotti e acquedotti. Ha restituito in ottimo stato l'importante testimonianza della necropoli datata VIII-VII secolo. Vi sono infatti visibili tutt'ora i circoli di pietre usati per delimitare i tumuli funerari così come le stesse salme con annessi fibule e corredi.

Successivamente sorgono chiese importanti quali quella dell'Assunta e quella di Santa Maria ad Cryptas (danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009), in stile gotico cistercense, arricchita da cicli di affreschi di scuola benedettina e toscana, risalenti rispettivamente al XIII, al XIV e al XV secolo.

Notevoli anche le case medievali, tra le quali si distacca Palazzo Bonanni. 

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km 2.7

Chiesa di Santa Maria ad Cryptas

42.296 N - 13.488 E

Poco fuori dal nucleo medievale di Fossa si trova chiesa gotico-cistercense di Santa Maria ad Cryptas, detta anche di Santa Maria delle Grotte, eretta nel XIII secolo. L’unica navata interna si presenta completamente coperta da due cicli di affreschi, considerati tra i più importanti d’Abruzzo: nella parete destra vi è un ciclo tardo duecentesco e nella sinistra sono rappresentate le Storie della Vergine, di maestranza senese, probabilmente databili nell’anno del terremoto del 1349. Nel presbiterio si osserva la passione di Cristo.

Oltre agli altri numerosi dipinti, da notare la piccola cripta dotata di altare primitivo in pietra, l’abside quadrata e il portale con due leoni  su capitelli.

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km 4.7

Necropoli Picena

42.311 N - 13.505 E

Fra le migliori testimonianze dell'Abruzzo protostorico, riportata alla luce negli anni Novanta, la Necropoli di Fossa rappresenta un vero gioiello di storia per il territorio aquilano.

La concentrazione maggiore di tali necropoli è rintracciabile nell'area appenninica dell'Italia centrale (Terni, Tivoli, Borgorose, Scurcola, Celano, Fossa, Castelvecchio Subequo, Caporciano, Barisciano, Bazzano) diffusesi anche tra i popoli piceni, etruschi e laziali.

La necropoli di Fossa è localizzata nella zona che corrisponde all'attuale località Casale e si estende lungo il fiume Aterno; appartiene al gruppo delle tombe con circoli di pietre della prima età del Ferro (X- VIII secolo a.C.), rinvenute soprattutto nell'area abruzzese. Le tombe più antiche sono state utilizzate dai Vestini, poi nei secoli successivi anche dai Romani. Il ritrovamento più interessante, almeno degli ultimi dieci anni, fatto all'interno della necropoli di Fossa è sicuramente quello del Letto funerario in osso.

ll letto denota alcune particolarità: le quattro gambe rappresentano il volto di Dioniso incorniciato da animali fantastici alternati ad amorini che cavalcano mostri marini. La presenza di simili oggetti di lusso testimonia il prestigio acquisito dall'area aquilana in epoca romana e chiarisce i rapporti con le più grandi e ricche città del centro Italia in cui essa gravitava. Il ritrovamento del letto è avvenuto nel settembre del 2000. E' stato in seguito restaurato dalla Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo, presso i laboratori del Museo Nazionale della Preistoria d’Abruzzo di Celano (L'Aquila).

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km 3.6

Sant'Eusanio Forconese

42.289 N - 13.525 E

Sant'Eusanio Forconese (Comunità Montana Amiternina) è un comune situato tra il paese di Fossa e il fiume Aterno. Il paese deve il nome al martire a cui fu intitolata la basilica costantiniana. La specifica di Forconese richiama il nome della città vestino-romana di Forcona.

Da visitare la Chiesa di Sant'Eusanio, originaria del VIII secolo; la Chiesa di San Giovanni Evangelista; la Chiesa di Santa Maria Sotterra, il Castello (XIII secolo) con la chiesetta della Madonna del Castello e Palazzo Barberini (XVII secolo), a testimonianza del periodo in cui Sant'Eusanio fu feudo dei Barberini.

Il sisma dell'aprile 2009 ha gravemente danneggiato l'abitato e la piccola frazione di Casentino, compromettendo la chiesa dedicata a San Giovanni.

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km 4.7

San Demetrio ne' Vestini

42.288 N - 13.558 E

San Demetrio ne' Vestini (Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli) è un comune di quasi duemila abitanti 662 mslm.

Nel 1254 San Demetrio contribuisce alla fondazione dell'Aquila, insieme agli altri castelli e diventa un centro importante nell'assedio di Braccio da Montone in quanto residenza di Alfonso d'Aragona.

In evidenza la chiesa parrocchiale del 1600 dedicata a San Demetrio martire di Tessalonia; la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati che custodisce preziosi dipinti di Teofilo Patini. Fra i palazzi, il barocco Palazzo Dragonetti ed il settecentesco Cappelli di Torano. Da segnalare anche la frazione di Stiffe, famosa per le sue grotte carsiche e il Lago di Sinizzo, un piccolo laghetto di origine carsica spesso meta di turisti, fino al terremoto del 6 aprile 2009.

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km 2.5

Stiffe

42.256 N - 13.546 E

Frazione del Comune di San Demetrio Ne' Vestini, l'antico "castrum", divenne un borgo fortificato.

Ebbe parte, quasi sicuramente, alla fondazione della città dell'Aquila, come testimonia la presenza di una Chiesa intitolata a Sant'Andrea presente all'interno del piccolo paese e dentro le mura del capoluogo di regione, nato proprio dal concorso dei differenti “castrum” del territorio circostante.

Nel 1424, insieme agli altri due centri, Fontecchio e Rocca di Mezzo, fu protagonista della sconfitta di Braccio da Montone.

Stiffe è celebre per le sue grotte di origine carsica, che alimentarono agli inizi del secolo una delle prime centrali idroelettriche in Italia. Sono visitabili e offrono una visione suggestiva grazie alle fantasiose conformazioni assunte naturalmente dalle stalattiti e stalagmiti presenti.

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Villa Sant'Angelo

42.271 N - 13.538 E

Recenti scavi archeologici, con il ritrovamento di una necropoli, hanno permesso di individuare l'origine  del Comune di Villa Sant'Angelo tra il II e il IV secolo d.C.

Nasce come borgo rurale il cui sviluppo si colloca comunque nel XIII secolo, epoca in cui partecipò alla fondazione della Città dell'Aquila. In questo periodo viene edificata la Chiesa di San Michele.

Più tardi conosce l'avvicendarsi delle famiglie Colonna e Barberini (XVI secolo).Il terremoto del 6 aprile 2009 ha colpito duramente questo Comune.