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L'Abruzzo interno e in particolare la provincia dell'Aquila sono un set naturale utilizzato di frequente dal cinema italiano ed internazionale.
Autore: Accademia dell'Immagine - Abruzzo Film Commission
L'Abruzzo interno e in particolare la provincia dell'Aquila sono un set naturale utilizzato di frequente dal cinema italiano ed internazionale.
La particolare conformazione del massiccio del Gran Sasso nel versante sud ovest che conduce da L'Aquila alla Piana di Campo Imperatore ha permesso di ambientare in queste aree alcune celebri storie cinematografiche, da Lady Hawke (Richard Donner, 1985) a Una pura formalità (Giuseppe Tornatore, 1994), da Il viaggio della sposa (Sergio Rubini, 1997) a L'orizzonte degli eventi (Daniele Vicari, 2005), da King David (Bruce Beresford, 1985) a Così è la vita (Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, 1998), da Il generale dell'armata morta (Luciano Tovoli, 1982) a Il deserto dei Tartari (Valerio Zurlini).
Proprio nel borgo fortificato di Santo Stefano di Sessanio Giuseppe Tornatore, ha lavorato insieme a Gerard Depardieu e Roman Polanski, protagonisti del film, per le riprese della cupa storia di Una pura formalità.
Dopo pochi chilometri da Santo Stefano attraversate il comune di Calascio con la sua Rocca, indimenticabile sfondo di Ladyhawke, ricostruita in parte grazie alle idee scenografiche di Wolf Kroeger, in modo provvisorio per esigenze di set.
Oltre al suggestivo panorama dai colori che già al naturale risultano straordinari, l'immagine di Rocca Calscio si è arricchita anche grazie all'interpretazione che di questa ha dato il direttore della fotografia Vittorio Storaro in alcune inquadrature del film, rendendola un luogo ancor più carico di suggestione, scenario della romantica storia d'amore tra Michelle Pfeiffer e Rutger Hauer.
Infine la vasta piana di Campo Imperatore che si estende per 18 km quadrati di altipiano, una sorta di piccolo Tibet, dove si aprono anche improvvisi canyon. E' qui che, tra l'altro, moltissimi spot televisivi sono stati girati da case automobilistiche, come pure i lungometraggi King David, Così è la vita, Il generale dell'armata morta, Yado, Amici Miei Atto II, Autostop rosso sangue, …Continuavano a chiamarlo Trinità, Francesco solo per citarne alcuni.
km 5.7
42.344 N - 13.643 E
Santo Stefano di Sessanio è un comune di circa 120 abitanti, a 1250 metri sul livello del mare. Il paese è inserito nella Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli ed è tra i Borghi più belli d'Italia.
L'origine del nome deriverebbe da Sextantio, piccolo insediamento romano situato nei pressi dell'attuale abitato, probabilmente distante sei miglia da un più importante villaggio romano. Dopo il 1300 diviene borgo fortificato ed entra a far parte della Baronia di Carapelle, con funzione di controllo. E' invece della seconda metà del '500 l'influsso mediceo sotto il governo di Francesco de' Medici Granduca di Toscana, che contribuirà all'eccezionale sviluppo di Santo Stefano.
Si presenta arroccato su di una sommità con le sue antiche case e palazzi rinascimentali, dominati dalla Torre Medicea a pianta circolare e con merlature, ma danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009.
Da segnalare la chiesa parrocchiale di Santo Stefano del XV secolo e, nei pressi di un laghetto, il Santuario della Madonna delle Grazie.
Nelle vie del Borgo, tra antiche case, si possono ammirare bifore e loggiati rinascimentali a testimonianza del notevole influsso artistico dei nobili signori fiorentini. Dal 2004, in seguito ad un'attenta opera di restauro e ristrutturazione, il borgo è sede di un albergo diffuso.
km 2.9
42.327 N - 13.698 E
Calascio (del Gran Sasso e Monti della Laga) è un comune di circa 150 abitanti che si estende fino alla conca di Capestrano. Le sue origini sono antichissime, i primi insediamenti risalgono all'età del bronzo. Sono visibili tracce di tali epoche ancora nelle installazioni e nei recinti usati per marcare le terre coltivabili e i territori di pascolo a Colle del Cerchio, Croce di Picenze, Monte delle Croci e Colle della Battaglia.
Conserva i resti del borgo medievale di Rocca Calascio, la zona più interessante dal punto di vista storico e architettonico. Da visitare nel paese la cappella rinascimentale di Santa Maria della Pietà e la parrocchiale del borgo di San Nicola, che ospita di numerose tele del Seicento e opere del pittore ottocentesco abruzzese, Teofilo Patini.
km 0.2
42.328 N - 13.691 E
E’ una tra le più alte Rocche d’Europa.
Tra le costruzioni a tipologia difensiva è senza dubbio tra le più importanti e più suggestive. Datata tra l’XI ed il XIV secolo sorse inizialmente come torre d’avvistamento con un ingresso centrale; le torri del perimetro, di forma cilindrica, furono successive e si collocano tra il XV ed il XVI secolo. Un sapiente ed opportuno restauro ha restituito la Rocca al suo antico splendore.
km 30
42.329 N - 13.689 E
Eretta tra la fine del secolo XVI e l'inizio del XVII dalla popolazione di Calascio e Santo Stefano di Sessanio, la chiesa nasce per rendere omaggio alla vittoria nello scontro leggendario avvenuto tra la popolazione locale ed una banda di briganti. Le linee geometriche rinascimentali lasciano spazio alla pianta ottagonale sovrastata da una cupola ad otto spicchi. L'austera chiesa sorge a strapiombo sulla Piana di Navelli e a ridosso dell'antico borgo di Rocca Calascio.
Ogni anno nel mese di maggio è punto di incontro nel percorso devozionale delle Tre Madonne Sorelle, insieme alla Madonna delle Grazie di Castel del Monte e alla Madonna di Roio.
La chiesa immersa nel verde ospita nelle cavità architettoniche i nidi del Gracchio Corallino, uccello appartenente alla famiglia dei corvidi.
42.443 N - 13.559 E
L'altopiano di Campo Imperatore, ai piedi del Gran Sasso, pur essendo spesso associato per la sua conformazione ai grandi altopiani Tibetani o Andini, racchiude in sé l'essenza intima della storia e della cultura abruzzese.
E' meta turistica invernale, sia per il fondo (sulla piana), sia per la presenza degli impianti di sci alpino più alti dell'Appennino, raggiungibili in inverno solo attraverso la Funivia di Campo Imperatore che ha la base in località Fonte Cerreto.
In estate è meta turistica per gli amanti del trekking e dell'equitazione.
E' anche sede di un osservatorio astronomico.
Dai pascoli di Campo Imperatore inoltre si ottiene da secoli un eccellente formaggio pecorino.
L'area di Campo imperatore è anche nota per essere stato luogo di prigionia di Mussolini durante al seconda Guerra Mondiale.